Il coniuge superstite deve pagare l'IMU sulla casa dopo la morte del coniuge?

Se alla morte del coniuge sorge il diritto di abitazione ex art. 540 cod. civ. e il superstite vi risiede stabilmente, l’IMU non è dovuta come abitazione principale. Gli altri eredi non pagano nulla su quell’immobile. Ecco come funziona.

Un coniuge muore. L’altro continua a vivere nella casa in cui la famiglia ha vissuto per decenni. I figli ereditano quote di proprietà dell’immobile. Chi paga l’IMU? Il coniuge superstite? I figli? Tutti insieme?

La risposta alla domanda su se il coniuge superstite debba pagare l’IMU sulla casa dipende da quale diritto reale acquista sulla casa familiare alla morte del coniuge, e da se quella casa costituisce la sua abitazione principale. Nella maggior parte dei casi pratici, l’IMU non è dovuta — ma è importante capire perché e quando può esserlo.

Indice

  • Il diritto di abitazione del coniuge superstite: nasce in automatico
  • Chi paga l’IMU: il coniuge superstite, non i figli
  • Quando l’IMU non è dovuta: l’esenzione per abitazione principale
  • Quando l’IMU è invece dovuta
  • Il caso dell’usufrutto
  • I figli e gli altri familiari: cosa accade
  • La comproprietà senza diritto di abitazione

Il diritto di abitazione del coniuge superstite: nasce in automatico

L’art. 540, comma 2, cod. civ. attribuisce al coniuge superstite, direttamente per legge, il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto di uso sui mobili che la arredano. Questo diritto sorge al momento della morte, senza bisogno di accettazione espressa o di atto formale.

Le condizioni sono due: deve esistere un valido matrimonio al momento del decesso; l’immobile deve essere stato di proprietà del defunto o in comunione tra i due coniugi. Se la casa era in comunione tra il defunto e un terzo — non il coniuge superstite — il diritto di abitazione non sorge.

Chi paga l’IMU: il coniuge superstite, non i figli

La disciplina IMU include espressamente tra i soggetti passivi i titolari di diritto di abitazione, con menzione specifica del diritto spettante al coniuge superstite sulla casa familiare. Questo significa che il coniuge superstite diventa l’unico soggetto passivo IMU sull’immobile, per l’intero.

I figli — che diventano nudi proprietari dell’immobile — non sono soggetti passivi IMU su quella casa. Il diritto di abitazione del genitore superstite assorbe la soggettività passiva, escludendo gli altri eredi.

Facciamo un esempio pratico. Giovanni muore. Sua moglie Maria continua a vivere nella casa che era di proprietà di Giovanni. I tre figli ereditano la nuda proprietà dell’immobile. Maria, titolare del diritto di abitazione ex art. 540 cod. civ., è l’unica soggetta passiva IMU. I figli non pagano nulla sull’immobile della madre.

Quando l’IMU non è dovuta: l’esenzione per abitazione principale

Se l’immobile è la abitazione principale del coniuge superstite — cioè il luogo dove risiede anagraficamente e dove dimora abitualmente — e non rientra nelle categorie catastali di lusso (A/1, A/8, A/9), l’IMU non è dovuta.

In pratica: il coniuge superstite è soggetto passivo IMU in quanto titolare del diritto di abitazione, ma se quella è la sua casa principale non paga nulla, esattamente come chiunque altro con abitazione principale non di lusso.

Quando l’IMU è invece dovuta

Ci sono situazioni in cui l’esenzione non si applica. Se il coniuge superstite non utilizza più l’immobile come propria abitazione principale — perché si è trasferito altrove, ha cambiato residenza anagrafica, o vive stabilmente in un’altra abitazione — l’esenzione viene meno e l’IMU è dovuta.

Se l’immobile rientra nelle categorie di lusso, l’IMU è dovuta anche se è abitazione principale: si applica in questo caso il regime agevolato previsto per l’abitazione principale di lusso, con aliquota ridotta e detrazione, ma non l’esenzione totale.

Se non sorge il diritto di abitazione — perché la casa era in comunione con un terzo, o per altra configurazione patrimoniale — il coniuge superstite paga l’IMU solo nella misura della propria quota di proprietà, e l’esenzione per abitazione principale si applica solo su quella quota se ne ricorrono i requisiti.

Il caso dell’usufrutto

Se il coniuge superstite è titolare di un usufrutto sulla casa familiare — per testamento o per altra causa — la disciplina è analoga a quella del diritto di abitazione. Il coniuge usufruttuario è il soggetto passivo IMU; i nudi proprietari non pagano nulla. L’esenzione per abitazione principale si applica se l’usufruttuario vi risiede e dimora abitualmente.

I figli e gli altri familiari: cosa accade

I figli che diventano nudi proprietari non sono soggetti passivi IMU sulla casa della madre. Non devono presentare dichiarazioni né versare importi relativi a quell’immobile, finché dura il diritto di abitazione o di usufrutto del genitore superstite.

Gli altri familiari conviventi — fratelli, nipoti, altri parenti — non acquisiscono alcun diritto reale per il solo fatto della convivenza. Non sono soggetti passivi IMU e non possono invocare l’esenzione per abitazione principale su quell’immobile se non ne sono possessori.

La comproprietà senza diritto di abitazione

Se non sorge il diritto di abitazione né un usufrutto — ad esempio perché la casa era in comunione tra il defunto e un terzo estraneo — tutti i comproprietari pagano l’IMU in proporzione alla propria quota. Il coniuge superstite è soggetto passivo solo per la quota di proprietà che già aveva, e l’esenzione per abitazione principale si applica solo su quella quota se vi risiede e dimora abitualmente.