Il Cileno, recensione: parlare del presente raccontando il passato (con un filo di formalità)

Sergio Castro-San Martin punta alla struttura e alla palese messa in scena per un film di allegorie, rabbie e sotto-testi. Funziona, nonostante una certa ridondanza formale.

Una scena de Il Cileno

Ambizione di molti, riuscita di pochi. Lo ha detto direttamente il bravo ma forse un filo troppo formale Sergio Castro-San Martin, regista de Il Cileno. Per lui, infatti, questo è un "film d'epoca ambientato nel nostro presente". Del resto, spiega l'autore, ricostruire un tempo (l'articolo indeterminativo è fondamentale) non riguarda solo l'atmosfera o i colori, ma vuol dire capire e raccontare che "tipo di società quello stesso tempo possa incarnare".

Il Cileno Scena Film

Camilo Arancibia ne Il Cileno

Per questo, l'ambizione che ruota attorno a Il Cileno è di quelle tangibili, soprattutto dal punto di vista tecnico. Cura dei dettagli, struttura, confezione. Due luoghi paralleli - teoricamente lontani - e un film "circolare" che, sfiorando le atmosfere thriller, mette insieme tanti spunti che, nemmeno a dirlo, sono di estrema attualità.

Il Cileno, tra Pinochet e gli Anni di Piombo

Scritto a quattro mani insieme a Simona Nobile, Il Cileno ci porta nel 1976. Da una parte la dittatura di Pinochet, dall'altra i pesantissimi Anni di Piombo in un'Italia ammantata dalla polvere da sparo. Il protagonista del film è Aldo Marín (Camilo Arancibia), giovane socialista esperto in esplosivi che, per sfuggire all'esercito, fugge in Italia lasciandosi alle spalle la moglie e il figlio appena nato.

Sara Serraiocco Il Cileno

Sara Serraiocco è Luciana

Aldo, arrivato a Torino insieme all'amico Chapa (Andrew Bargsted), trova lavoro in fabbrica. Le cose cambiano quando l'uomo incontra Luciana (Sara Serraiocco), figura fondamentale del film nonché dottoressa legata agli ambienti anarchici che aiuta le donne a praticare aborti clandestini. Luciana potrebbe trovare il modo di rimettere Aldo in contatto con la famiglia ma, in cambio, chiede di fare quello che gli riesce meglio: fabbricare bombe.

Formalità, struttura e rivoluzioni responsabili

In un certo senso Aldo, oltre ad essere il centro del film, è anche il punto d'osservazione della storia che, in novanta minuti, trattiene il fiato respirando rabbia, dolore, rancore, violenza. Dietro c'è un mondo gigantesco che cambia alla velocità della luce, eppure Il Cileno, nei suoi tratti quasi romanzeschi e urbani, si concentra sugli uomini e sulle donne che hanno scelto di mettersi di traverso. Incauti fuorilegge che il cinema sfrutta come spunto, e che ha sempre tratteggiato secondo logiche narrative diverse.

Il Cileno Film

Una scena de Il Cileno

Nel film di Sergio Castro-San Martin c'è quindi il valore della sottrazione, nonostante la potenza delle immagini e dei molti elementi sottotestuali. La maternità, due contesti diversi che riescono a dialogare (Torino e il Cile, visti e tradotti in modi e in linguaggi diversi), e poi la centralità dei bambini che, per il regista, non sono presenze casuali, bensì il sintomo di un mondo in guerra che ha smesso di parlare, azzerando il concetto di futuro.

A proposito di bombe, l'esplosivo e poi la deflagrazione, in una continua allegoria (ma con eccesso di ridondanza), vanno a rappresentare quella condizione umana vissuta da chi è costretto a lasciare il proprio paese. Esuli, immigrati, esiliati. Un tema che continua a essere al centro della narrazione politica, creando slogan e preconcetti da applicare nelle più miserabili campagne elettorali. Eppure, la deflagrazione attorno a cui ruota Il Cileno rimane trattenuta all'interno di un climax volutamente sospeso, come a sottolineare quanto ogni grande rivoluzione non possa prescindere da una certa dose di responsabilità.

Conclusioni

Il Cileno ha dalla sua una notevole ambizione tecnica, una grande cura dei dettagli e una confezione formale ben strutturata. Intrecciando la Torino degli Anni di Piombo con il Cile della dittatura di Pinochet, il film affronta il dramma dell'esilio attraverso un tono che punta sulla sottrazione. Nonostante un leggero eccesso di ridondanza, l'opera gioca sull'intensità dell'atmosfera e sulla conflittualità dei protagonisti.

Movieplayer.it

3.0/5

Voto medio

N/D

Perché ci piace

  • Lo spunto interessante.
  • La tecnica.
  • Ottimo cast.
  • Le molte letture...

Cosa non va

  • ... Un filo ridondanti.
  • A tratti sembra prediligere la forma.