Il CEO di Level-5 risponde alle critiche sull'utilizzo dell'IA - Pokémon Millennium

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14/09/2026 07:35    · 2 min lettura

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Akihiro Hino, presidente e CEO di Level-5, è tornato a difendere l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa da parte dello studio, dopo le forti polemiche seguite al Level-5 Vision 2026 II Showcase, l’evento in cui sarebbero stati mostrati diversi contenuti realizzati con questa tecnologia. Hino ha pubblicato una dichiarazione sui social, spiegando che l’utilizzo dell’IA nel filmato dell’evento nasceva dalla volontà di rendere la presentazione più spettacolare, aggiungendo di essersi reso conto che la scelta ha provocato disagio in una parte del pubblico e di essersene scusato.

Nella stessa dichiarazione, il CEO ha specificato più nel dettaglio il ruolo dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi dello studio: secondo Hino, tutti gli elementi legati all’identità creativa dei giochi, come sceneggiature, character design e ambientazioni di base, restano interamente opera umana, mentre l’IA verrebbe utilizzata principalmente per digitalizzare il lavoro creativo già realizzato dalle persone, ad esempio nella conversione di artwork originali in modelli poligonali. Hino ha inoltre confermato che Level-5 continuerà a fare uso di queste tecnologie, sostenendo che il tempo risparmiato permetterebbe ai creativi di dedicarsi maggiormente alla sostanza del lavoro. L’obiettivo dichiarato dello studio è ridurre da cinque a due anni i tempi di sviluppo dei propri titoli principali.

Le spiegazioni non hanno placato la polemica

Le parole di Hino non hanno però convinto tutti. Samuel Deats, regista della serie animata Castlevania targata Netflix, ha fatto notare come, anche quando applicata a materiale realizzato da esseri umani, l’IA generativa si basi su dati raccolti da altri artisti senza autorizzazione. Critiche sono arrivate anche da diversi utenti giapponesi, segno che la questione divide l’opinione pubblica anche in un mercato dove, secondo alcuni osservatori, l’atteggiamento verso questa tecnologia sarebbe generalmente più permissivo rispetto ad altri paesi.

Generative AI is trained on the stolen works of countless artists by tech companies to profit off their work, with the intent of replacing artists. By using it you replaced artists. You're profiting off of the skill of artists whose work has been stolen to power this software.

— Samuel Deats 🌕 (@SamuelDeats) September 12, 2026

Il tema dell’intelligenza artificiale generativa rimane un argomento particolarmente divisivo nell’industria videoludica: da un lato c’è chi la considera uno strumento ormai imprescindibile per l’efficienza produttiva, dall’altro chi ne critica l’impatto etico, economico e ambientale, oltre alle modalità con cui questi sistemi vengono addestrati.

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