Il caso Viale città di Cutro, è la rotonda a cambiare: intitolata al 7 gennaio 1797

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Da Aemilia è acceso il dibattito sul cambio del nome al viale d’accesso alla città. Il Comune si attiva, ma per la rotatoria a fianco: “Identità non contrapposte”

L’intitolazione di viale Città di Cutro nel 1998, sulla sinistra il sindaco Graziano Delrio

L’intitolazione di viale Città di Cutro nel 1998, sulla sinistra il sindaco Graziano Delrio

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Reggio Emilia, 29 settembre 2026 – La rotatoria all’incrocio tra viale Trattati di Roma e viale Città di Cutro, una delle principali porte d’accesso a Reggio Emilia in uscita dall’Autosole, sarà intitolata al “7 gennaio 1797”, data in cui il Congresso della Repubblica Cispadana, riunito in città, adottò il Tricolore come bandiera italiana.

La decisione assunta dalla giunta comunale

La decisione assunta dalla giunta comunale si inserisce nella riflessione maturata dopo il processo Aemilia e alla luce di quanto emerso nei procedimenti giudiziari sulla presenza e sulle infiltrazioni della ’ndrangheta nel territorio. Per decenni, Reggio e la città calabrese di Cutro (in provincia di Crotone) hanno intessuto un profondo legame sociale; questo gemellaggio portò nel 1998 all’intitolazione del viale. La forte e radicata presenza della ‘ndrangheta in città (in particolare della cosca Grande Aracri, originaria proprio di Cutro) svelata in particolare nel processo Aemilia, portò nel 2018 alla prima proposta di cambio del nome. Il dibattito sul tema si era poi rinfiammato a luglio 2025 quando Antonella De Miro, nota per la sua intransigente azione di contrasto alle mafie a Reggio e non a caso definita il prefetto “di ferro”, rilanciò la stessa proposta a Rubiera, durante l’evento in cui le veniva conferita dal sindaco la cittadinanza onoraria.

L’intitolazione della rotatoria

L’intitolazione della rotatoria, specifica il Comune di Reggio, non sostituirà quella di viale Città di Cutro, ma la affiancherà con un nuovo riferimento di forte valore civile e nazionale. “Non vogliamo contrapporre un’identità a un’altra – spiegano il sindaco Marco Massari e il vicesindaco Lanfranco De Franco – ma affermare che Reggio Emilia riconosce nel 7 gennaio 1797 un momento fondativo della propria identità e della storia nazionale. Il contrasto alle mafie non è una stagione del passato, ma un impegno permanente”.

L’amministrazione annuncia inoltre la prosecuzione delle politiche per la legalità, dalla Consulta per la Legalità al recupero dei beni confiscati, dai protocolli con le categorie economiche alle iniziative contro caporalato e sfruttamento lavorativo. Continueranno anche il progetto “Noi Contro le Mafie”, le attività nelle scuole e le iniziative in memoria delle vittime delle mafie.

L’iter per la nuova intitolazione proseguirà ora con la trasmissione della proposta alla Prefettura per il parere previsto.

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