Il caso di Ranulph Fiennes, l'esploratore britannico “imprigionato” dalla seconda moglie in casa di cura sotto falso nome

Roma, 25 settembre 2026 – È stato definito il più grande esploratore vivente. È il primo uomo ad aver raggiunto a piedi sia il Polo Nord sia il Polo Sud negli anni ’80, ha scalato l’Everest a 65 anni, è stato membro dei corpi speciali britannici Sas e da una sua missione segreta è stato tratto un romanzo e pure il film d’azione ‘Killer Elite’ con Robert de Niro e Clive Owen, è baronetto e poeta, ha avuto tanti incidenti e ha affrontato anche numerose malattie.

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Nel 1984 sir Ranulph Fiennes è stato definito il più grande esploratore del mondo dal Guinness book (Afp)

Ranulph Fiennes, oggi 82enne, ha trasformato l’avventura in una professione e, per decenni, è stato il volto stesso dell’esplorazione moderna del Regno Unito. Nel 2019 è arrivato il Parkinson e lui stesso ha voluto parlare apertamente di questa sua nuova difficoltà da affrontare. E poi il silenzio, negli ultimi due anni non ci sono più state apparizioni pubbliche né notizie, come se Fiennes fosse sparito.

Fino a ieri, quando un’inchiesta esclusiva pubblicata dal giornale britannico The Telegraph ha riacceso i riflettori sulla sua scomparsa e sulle decisioni della sua seconda moglie, Louise Millington-Cotes sposata nel 2005, riguardo alla sua assistenza. Perché, secondo un ispettorato di vigilanza per l’assistenza dei malati, Fiennes sarebbe stato privato illegalmente della libertà durante un periodo trascorso in una casa di cura in cui era stato portato dalla seconda moglie.

La malattia, i ricoveri e la privazione della libertà

È una vicenda che riguarda un uomo malato di 82 anni, ma anche una leggenda vivente scomparsa da circa 2 anni, e il Telegraph riferisce che per risalire a Fiennes ha dovuto ricostruire diversi trasferimenti tra strutture assistenziali nel Regno Unito, da una casa di cura a Londra, a una in Galles e successivamente a un’altra nel Cheshire. Inoltre, in alcuni casi Fiennes sarebbe stato registrato con un nome falso con la giustificazione della moglie che suo marito era “un ex membro delle Sas la cui vita poteva essere in pericolo a causa degli estremisti”. E poi Millington-Cotes avrebbe anche imposto condizioni molto rigide sulle visite, suscitando la preoccupazione di amici e familiari, alcuni dei quali hanno cercato per mesi di capire dove si trovasse e quali fossero le sue condizioni.

Il punto più delicato riguarda un soggiorno di 7 settimane in una struttura del Galles all’inizio di quest’anno, con il proprietario della casa di cura che è arrivato a segnalare alle autorità diversi problemi relativi alla gestione dell’assistenza dell’82enne malato. In particolare, Fiennes sarebbe stato, di fatto, imprigionato perché sottoposto a supervisione continua e non avrebbe potuto lasciare la struttura né prestare un consenso autonomo alle cure.

Una situazione che il Care Inspectorate Wales, l’ispettorato di controllo dei servizi assistenziali gallesi, ha riconosciuto come una condizione di privazione della libertà illegale perché non risultava attiva l’autorizzazione obbligatoria per malati non in grado di decidere da soli. Si tratta del provvedimento sanitario DoLS, acronimo di Deprivation of Liberty Safeguards, che nella sanità britannica attiva le garanzie previste dalla normativa per proteggere persone che non sono in grado di decidere autonomamente sulle proprie cure e che vengono quindi sottoposte a limitazioni della libertà. Secondo quanto ricostruito dal Telegraph, la struttura di cura in Galles avrebbe chiesto che queste garanzie fossero attivate, ma Fiennes sarebbe stato trasferito prima che ciò avvenisse.

Ranulph Fiennes ha scritto numerosi libri sul suo servizio militare e sulle sue spedizioni

Ranulph Fiennes ha scritto numerosi libri sul suo servizio militare e sulle sue spedizioni

Le medicine e la scelta delle cure

Un secondo capitolo della vicenda riguarda i medicinali, e sempre il proprietario della casa di cura gallese ha riferito al quotidiano britannico che la moglie Millington-Cotes forniva personalmente i farmaci a Fiennes, invece di far registrare il marito presso un medico di base locale. Alcuni medicinali, secondo la segnalazione trasmessa all’Opg (Office of the Public Guardian), l’ufficio britannico che vigila sulla corretta applicazione delle procure di persone prive di capacità decisionale, sarebbero stati prescritti a nome della moglie, mentre la struttura avrebbe anche ricevuto pressioni verbali perché i farmaci venissero somministrati in modalità diverse da quelle riportate sulle confezioni, indicazioni che però il personale ha rifiutato di seguire.

Ancora più controverso è il documento relativo alla rianimazione cardiopolmonare, il cosiddetto Dnacpr (Do Not Attempt Cardiopulmonary Resuscitation) che è una disposizione con cui si stabilisce che, in determinate circostanze, non debba essere tentata la rianimazione del paziente in fin di vita. Secondo la lettera inviata all’Opg, il documento presentato alla struttura appariva incompleto e non riportava alcuni dati fondamentali, tra cui la data in cui Fiennes avrebbe preso la decisione di non farsi rianimare e il suo identificativo utilizzato dal sistema sanitario britannico.

Alla base della questione delle cure per l’esploratore 82enne e del ruolo di caregiver della seconda moglie c’è la pratica della procura permanente, il documento che consente a una persona designata di prendere determinate decisioni per conto di qualcuno che non abbia più la capacità di farlo. Una procura che Millington-Cotes avrebbe ricevuto nel 2024 ma contro cui si sono pronunciati alcuni amici e parenti di Fiennes che hanno avviato una contestazione legale del modo con cui ha gestito il suo ruolo di tutela verso il marito malato.

Ranulph Fiennes nel 2003

Ranulph Fiennes nel 2003

La preoccupazione di parenti e amici

Prima dell’inchiesta sulla sua vicenda assistenziale, Fiennes era apparso l’ultima volta in pubblico nell’ottobre 2024, quando la Royal Geographical Society organizzò una serata dedicata alle sue imprese. Fiennes non partecipò di persona e inviò un breve messaggio registrato spiegando di non stare abbastanza bene a causa della diagnosi di Parkinson di cui già aveva parlato pubblicamente.

Da allora, è scomparso e anche amici e parenti non hanno avuto più sue notizie. La sorella della prima moglie, Arabella McIntyre-Brown, arrivò persino a soggiornare per una settimana nella casa di cura londinese dove Fiennes era ospitato pur di poterlo vedere. Riuscì poi a parlare con lui e, secondo quanto riferito dell’incontro, Fiennes disse che avrebbe voluto vedere i propri amici ma, poco tempo dopo, fu impedito alla donna e ad altri conoscenti di incontrarlo.

Nell’inchiesta del Telegraph viene riportato che è stato chiesto alle autorità coinvolte di dare informazioni, ma finora non sono state rilasciate pubblicamente conferme specifiche del caso. Il Care Inspectorate Wales ha dichiarato di non poter commentare situazioni individuali, mentre l’Opg, Office of the Public Guardian, ha ricordato che la pratica della procura permanente serve a garantire che le decisioni siano prese da una persona di fiducia quando l’interessato non è più in grado di prenderle autonomamente.

Intanto però è intervenuto anche il figliastro di Fiennes, Alexander Millington-Cotes, che ha aperto una raccolta fondi per una avviare un’iniziativa giudiziaria contro la procura permanente conferita alla madre. La vicenda resta quindi aperta con l’ultima avventura di Ranulph Fiennes che appare andare nella direzione di una complessa disputa sulla sua libertà, sulle sue cure e su chi abbia titolo per decidere del suo futuro.