Il caos tra Bibbia e opera d’arte . Bagno di folla in piazza Grande per le ’star’ Ravasi e Recalcati
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Platea delle grandi occasioni ieri pomeriggio per le lectio del cardinale e dello psicanalista. La luce divina, gli errori dell’uomo e la creatività capace di far germogliare le rovine.

Platea delle grandi occasioni ieri pomeriggio per le lectio del cardinale e dello psicanalista. La luce divina, gli errori dell’uomo e la creatività capace di far germogliare le rovine.

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C’è chi sceglie il primo libro della Bibbia per parlare di caos, chi lo fa attraverso le opere dell’artista Anselm Kiefer. In una Piazza Grande stracolma, nonostante i ventinove gradi e nessun posto all’ombra, nel contesto del FestivalFilosofia il cardinale Gianfranco Ravasi e lo psicanalista Massimo Recalcati si alternano per parlare di religione, arte e filosofia. Ma qual è la migliore rappresentazione del caos? Per Ravasi sono le tenebre, quelle in cui versava la Terra prima della comparsa dell’uomo. Per chi è credente, s’intende. E allora perché non proseguire nella lettura della Genesi per capire, sempre per chi è credente, in che modo si è fatto fronte al caos? Ravasi illustra come si rimanga costantemente sospesi fra il giorno e la notte. Mica lo si può fermare, il ritmo circadiano. Alle tenebre della Terra, quando ancora era massa informe, ha fatto irruzione la luce, che ha portato ordine. Dalle tenebre alla luce, dal caos all’ordine. Il problema è che poi, nel trittico proposto dal Cardinal Ravasi, dopo le tenebre e la luce ha fatto irruzione l’uomo. Che sarà pur a immagine e somiglianza del Signore, ma qualche casino, per usare un eufemismo, in questi millenni l’ha fatto. L’umanità irrompe. "Con buona pace dei razzisti – ha detto Gianfranco Ravasi – esiste un’unica razza: quella umana". Piazza Grande applaude. "Inquinamento, devastazione, guerre: le prove del caos portato dall’uomo sono tangibili, soprattutto in questo periodo" prosegue Ravasi. Insomma, il caos è tale che perfino Dio si pente di quel che ha creato. Ecco dunque il Diluvio universale, che probabilmente ci meriteremmo di nuovo. Ma Dio ha deposto le armi: "L’arcobaleno che vedete in cielo – prosegue Ravasi – è il simbolo dell’arco da guerra che Dio ha deposto e mutato in un arco colorato. Perché lo fa? Per non scoraggiarci quando il male è trionfante".
Anselm Kiefer è pittore e scultore tedesco contemporaneo. Alle spalle di Recalcati scorrono immagini delle sue opere, che accompagnano lo psicanalista durante la sua lezione. Kiefer è autore che gioca coi materiali, che non pretende di modellarli secondo la propria immagine ma, piuttosto, si lascia guidare dagli agenti atmosferici. Le sue opere subiscono i peggiori supplizi: pioggia, vento e sole, ma non mancano spargimenti di acidi e seppellimenti. La distruzione può portare a generazione, la creazione può realizzarsi nella distruzione. "La cifra stilistica di Kiefer – spiega Recalcati – si può condensare in un concetto religioso: ‘il nostro compito è trasformare le macerie in un seme’". Dunque, la sopravvivenza delle rovine genera un nuovo inizio. Dal caos può nascere qualcosa di nuovo. Porta l’esempio del piombo, Recalcati, dal quale, secondo un passaggio alchemico, si può arrivare all’oro. Ma Kiefer è affascinato dal piombo, non dall’oro. "In fondo – conclude Recalcati – lo diceva anche De Andrè: ‘Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior’".
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