Il bus nuovo di zecca viaggia vuoto. Da piazza Ugo Bassi ad Archi e porto non sale nemmeno un passeggero

Prego signori, salite pure a bordo del bus numero 12, la ‘linea fantasma’: dal Piano alla Zipa e al terminal biglietti portuali e ritorno zero passeggeri. L’orario festivo di Conerobus applicato anche ai giorni feriali nelle due settimane di Ferragosto sta lasciando a terra meno persone rispetto all’estate 2025 e con attese leggermente inferiori. Eppure nel piano ordito dai tecnici di Conerobus a cui il comune di Ancona, socio di maggioranza, ha voluto affiancare anche gli esperti del Comitato Utenti Tpl, c’è un buco nero che grida vendetta e smentisce i proclami in riferimento al riordino delle corse in perdita.

Quest’anno, più del 2025, il mantenimento della linea 12, che collega piazza Ugo Bassi alla Zipa del porto e al terminal biglietterie, con quelle cadenze di corsa grida ancora di più vendetta. Sulla bacheca Conerobus l’orario (f)estivo del 12 prevede un bus regolare ogni 30 minuti dalle 8,30 alle 20,30 per un totale di 25 corse giornaliere. In realtà, andando a leggere il tabellone elettronico in piazza Ugo Bassi, le corse sono più flessibili, ma con una cadenza a tratti anche inferiore rispetto alla mezz’ora da orario ufficiale.

Una precisazione è d’obbligo: la linea 12 fa parte del pacchetto dei cosiddetti ‘Servizi aggiuntivi’ pagati dal Comune alla sua società partecipata e non dell’orario urbano ordinario. Pensando che Conerobus, dopo le segnalazioni evidenziate dagli utenti e dal Carlino la scorsa estate, avevamo data per buona la possibilità che quella linea fosse stata tarata in maniera accettabile ai flussi di passeggeri. Purtroppo non è così.

Ecco perché tra ieri e giovedì abbiamo effettuato un semplice controllo e ci siamo messi a seguire alcune corse del 12 nella tarda mattinata, in partenza dallo scambiatore di piazza Ugo Bassi. Ironia della sorte, la prima corsa da noi analizzata era con uno degli 8 nuovi Menarini Citymood a metano presentati da Comune e Conerobus a inizio settimana, costati 384mila euro cadauno. Durante il suo incedere l’autista ha seguito pedissequamente il percorso stabilito, transitando lungo via Giordano Bruno, facendo tappa alla stazione ferroviaria per poi imboccare via Marconi e quindi l’asse portuale agli Archi.

A questo punto il passaggio assolutamente più inconcepibile e per certi versi kafkiano, ossia l’imbocco della rampa del by pass in uscita verso il terminal e la biglietteria portuale dove in attesa c’era una delle navette (linea 20) che porta i passeggeri fino agli imbarchi e viceversa; il bus 12 non si è neppure fermato e ha proseguito oltre, imboccando la grande rotatoria in direzione della Zipa e dei cantieri della nautica di lusso, in queste settimane praticamente chiusi.

Un deserto quasi totale, eppure il n. 12 ha continuato a procedere senza neppure tentare un timido rallentamento, avvicinandosi, all’altezza delle fermate. Il mezzo nuovo fiammante ha percorso la disastrata strada parallela interna, ha fatto il giro passando sotto il viadotto all’altezza dell’ex Ancoopesca e poi ha rifatto la strada all’inverso imboccando la rampa che re-immette sul by-pass fino all’uscita che sbuca di nuovo su via Marconi a pochi metri dalla rotatoria di piazzale Italia.

A questo punto, sempre con zero passeggeri a bordo e ben conoscendo l’antifona, l’autista non ha neppure provato ad arrivare in piazza Rosselli, girando attorno alla rotatoria con la fontana e da lì veleggiando senza fermarsi fino al ‘rifugio’ di piazza Ugo Bassi. Sicuramente altre corse durante il giorno sono migliori e vedono la presenza di un discreto numero di passeggeri, soprattutto quando ci sono navi in arrivo o in partenza, ma tenere ogni giorno attivo un servizio in orari in cui non ci sono utenti, seguendo un percorso dove le attività economiche sono quasi ferme grida vendetta.