Il basket centese piange Spera: "Ci lascia un’eredità importante"

Cento piange Roberto Spera, morto ieri a 65 anni, commercialista di professione e dal 2013 presidente della Benedetto 1964, che sotto la sua guida è diventata un punto di riferimento per il basket giovanile. La notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio in tutta la comunità, non solamente sportiva, anche se Spera aveva legato molta parte della sua vita alla palla a spicchi. E chi gli è stato al fianco dice che Roberto ’ha affrontato la malattia con la stessa capacità con la quale lavorava tutti i giorni per la sua professione e per lo sport’.

"Ho conosciuto Roberto qualche anno prima che accettasse di diventare presidente. Ho apprezzato subito le sue competenze sportive e l’amore per lo sport, specialmente per i giovani e quello che abbiamo costruito in tutti questi anni lo sta a dimostrare – è il ricordo di Daniele Bretta, fondatore e consigliere della Benedetto 1964, che l’anno scorso ha festeggiato il trentennale –. La notizia della sua scomparsa ci lascia veramente sgomenti, ma dobbiamo dire grazie per averlo avuto con noi. Se la Benedetto 1964 è quella che è oggi, lo dobbiamo principalmente a lui. Il suo arrivo 13 anni fa aveva segnato una svolta: ci ha aperto gli occhi, fatto capire che potevamo ambire a qualcosa di più. Ha osato, ha portato a Cento allenatori importanti e professionalità, sia a livello tecnico sia dirigenziale".

Oggi la società conta circa 300 ragazzi, polo di riferimento anche oltre i confini cittadini, e si allena alla palestra della Giovannina, che è un piccolo gioiello. "Ci lascia un’eredità importante – prosegue Bretta – e vogliamo onorarla e continuare nel solco che lui ha tracciato. L’insegnamento principale è fare le cose sempre nel pieno delle regole e non fermarsi mai: c’è sempre qualcosa da migliorare".

L’ultimo saluto sarà venerdì alle alle 10 a Penzale, con l’abbraccio di tutta la Benedetto ’64 e non solo. "Un grandissimo dolore per tutta la nostra comunità – è il cordoglio del sindaco Edoardo Accorsi – Attraverso la Benedetto 1964 Spera ha cresciuto generazioni di giovani centesi, trasmettendo i valori dello sport, del lavoro di squadra, del rispetto e della passione, con competenza e generosità, fino all’ultimo giorno. Quello che ha costruito è un dono inestimabile che ha lasciato alla nostra città".

Commozione anche per l’assessore allo Sport Vito Salatiello, che parla di ‘perdita di un punto di riferimento che lascia però come insegnamento, l’esempio di vita, la sua condotta e la luce sui valori dello sport che ha sempre messo davanti a ogni decisione’.

"Ci sono persone che scelgono di dedicare una parte importante della propria vita allo sport, ai giovani e alla propria comunità. Quando una di queste viene a mancare, il vuoto appartiene a tutti – così la Benedetto XIV –. Con passione, dedizione e senso di responsabilità, Roberto ha scritto una pagina importante della pallacanestro centese, lasciando un’eredità che vive nelle persone, nei valori trasmessi e nelle generazioni di ragazze e ragazzi che hanno incontrato il suo cammino. Il tempo dedicato agli altri è la forma più autentica dell’eredità che una persona possa lasciare".

Cordoglio che arriva anche dalla Centese Calcio e dal Carnevale. "Avevamo un amicizia profonda e un rapporto famigliare – dice Ivano Manservisi – ha voluto fossi io a sposarlo con la moglie. Voleva un gran bene al carnevale, è stato uno dei nostri principali sostenitori morali e organizzatore del nostro torneo di basket giovanile del carnevale". Spera lascia la moglie Sabrina e i figli Leonardo e Lorenzo.

Laura Guerra

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