Il 19enne Conor Finn Long? “La sua è un’ottima famiglia”. Meldola sotto choc per l’omicidio di Musiani

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Il giovane ha giocato a calcio e tanti conoscono l’impegno della madre nella frazione e nel volontariato. Ma è indiziato di delitto ed è stato fermato assieme ad altri 4 ragazzi

Oussama Ragme e Conor Finn Long (22 anni), due dei quattro fermati, entrambi meldolesi: insieme sono stati in Marocco dopo l’omicidio di Nicola Musiani ("nessuna fuga", ha detto il padre di Oussama)

Oussama Ragme e Conor Finn Long (22 anni), due dei quattro fermati, entrambi meldolesi: insieme sono stati in Marocco dopo l’omicidio di Nicola Musiani ("nessuna fuga", ha detto il padre di Oussama)

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Forlì, 10 agosto 2026 – Ha 19 anni, è il più giovane di coloro che sono stati fermati con l’accusa di avere ucciso il 53enne Nicola Musiani, a Pinarella di Cervia, con l’aggravante dei futili motivi: quando a Meldola si parla di Conor Finn Long, in questi giorni, serpeggia ancora incredulità. Non tutti associano immediatamente il nome al viso, perché la famiglia vive in una frazione collinare. Però ha vestito i colori giallorossi del Meldola Calcio a livello giovanile. E le reazioni sono di stupore: “Incredibile – si lascia sfuggire un cittadino –. Ho capito chi sono i suoi genitori: sono bravi e attenti”. La madre è italiana, il padre – come rivela il nome del ragazzo – è irlandese.

Il 53enne Nicola Musiani, ucciso a Pinarella di Cervia

Il 53enne Nicola Musiani, ucciso a Pinarella di Cervia

Chi è Conor Finn Long

Conor Finn Long è nato il 1° gennaio 2007 all’ospedale di Faenza, ore 4.50 del mattino: dell’evento si conoscono i dettagli perché fu il primo nato di quell’anno in tutta la provincia di Ravenna, e la notizia fu pubblicata dal Carlino. Diciannove anni, 7 mesi e 6 giorni dopo, i carabinieri di Forlì hanno eseguito la richiesta di fermo da parte del pm Angela Scorza della procura di Ravenna, in quanto “indiziato di delitto”.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, avrebbe guidato la Fiat Punto grigia dalla quale sarebbero scesi i ‘rinforzi’, dopo che un componente della gang, 16enne, aveva dato inizio al litigio con Musiani (il 16enne è attenzionato dalla Procura dei minori di Bologna, alla quale i magistrati di Ravenna hanno trasmesso le carte).

I due meldolesi partiti per il Marocco

Secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori, il 19enne è partito il 22 luglio per il Marocco insieme a Oussama Ragme, 22 anni – uno degli altri fermati, insieme a Houssam Abir e Bilal Mahboubi –, anche lui residente a Meldola (dove vive da quando aveva un anno). Il 22 luglio sono quattro giorni dopo il brutale pestaggio a cui – secondo l’accusa – hanno partecipato, proprio quello in cui è stato dichiarato il decesso di Musiani. Il padre di Oussama ha detto che non si trattava di una fuga: “Era una vacanza già programmata. Li avremmo raggiunti anche noi. Quando ha saputo quello che stava succedendo, ha preso il biglietto ed è tornato indietro. Non voleva sembrare uno che scappa”. L’episodio, per i magistrati, configurava un pericolo di fuga: dal loro ritorno è scattata l’operazione che ha portato al fermo di venerdì. Di tutti e quattro, gli investigatori hanno sequestrato dei vestiti e stanno controllando le chat sui telefonini.

Choc in paese

“In paese, da un anno in qua, descrivono Conor e i suoi amici come ‘teste calde’”, dicono nel bar frequentato da tre dei quattro fermati. Il Meldola Calcio non ha voluto commentare la notizia che riguarda il suo ex giocatore (nel 2025 non risulta essere sceso in campo). Ed è alta la considerazione per i genitori: la madre è stata per dieci anni impegnata nel consiglio della propria frazione e per diverso tempo ha fatto parte di un’associazione benefica. “Sono incredulo e sgomento per l’episodio gravissimo – dice uno dei volontari –. Conosco bene i genitori di Conor Finn Long e posso dire che hanno sempre insegnato i valori della non violenza”.

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