IGN Retro: Destruction Derby

Qui si guida in modo diverso!

IGN Retro: Destruction Derby

Andrea "Skree" Giongiani

Aggiornato:: Sabato 15 Agosto 2026 15:27

Normalmente i giochi di guida si somigliano abbastanza nelle loro premesse: ci sono un certo numero di macchine su una griglia, e l’obiettivo è tagliare il traguardo per primi; arcade, simulatori, e qualsiasi cosa in mezzo, l’obiettivo finale nella maggior parte dei casi rimane primeggiare. In Destruction Derby le cose funzionano in modo leggermente diverso: sviluppato sul finire del 1995 da Reflections Interactive, il titolo in questione rimescola gli ingredienti tipici dei racing introducendo un sistema di danni piuttosto avanzato e delle modalità di gara in cui la cosa più importante è ridurre gli avversari a cumuli di lamiere contorte. Per quanto mi sembrasse strano all’epoca, scoprii che in realtà esistevano davvero gare simili, nate - ovviamente - negli Stati Uniti, in cui veicoli si "affrontano" fino a quando non ne rimane uno solo ancora in grado di muoversi o di mantenere acceso il proprio motore.

UNA VERSIONE "REALE" DI DESTRUCTION DERBY.

Le modalità di gioco presenti in Destruction Derby erano fondamentalmente tre: partendo da gare relativamente innocenti in cui danneggiare gli sfidanti non fa guadagnare punti e si deve raggiungere il traguardo per primi, ad altre in cui la demolizione degli avversari può favorire la vittoria. Poi, ovviamente, c’era anche la variante "distruzione", in cui l’unico obiettivo è scassare le altre auto in circolazione rimanendo gli ultimi in grado di muoversi. Non parliamo di semplici variazioni, ma di filosofie diverse di competizione: dal racing tradizionale alla demolizione totale.

Viva la distruzione!

Considerando tutte le volte che ho giocato a Destruction Derby, ricordo abbastanza chiaramente che le mie modalità preferite erano quelle che prevedevano esplicitamente la distruzione degli avversari; c'era anche una discreta serie di trucchi che amavo utilizzare, relegando la guida pulita a giochi come Microprose Grand Prix. Per esempio, il proprio mezzo si mantiene attivo fino a quando la parte frontale non viene distrutta, di conseguenza durante le "mischie" paga molto procedere in retromarcia e cercare di distruggere ogni lato del veicolo tranne quello anteriore. I danni accumulati causavano comunque problemi, come sterzate più erratiche o maggiore difficoltà a mantenere il controllo, ma finché ci si poteva muovere si era anche in grado di continuare a lottare.

La fisica che muoveva le automobili era piuttosto grezza, di sicuro non si aveva tra le mani un simulatore, ma comunque appariva funzionale allo scopo; le automobili si comportavano in modo più o meno plausibile ed era possibile lanciarsi in manovre azzardate. Alcune piste, poi, rappresentavano una promessa dichiarata di devastazione, con circuiti a "8" che garantivano incidenti spettacolari già dal secondo o dal terzo giro, e che trasformavano la corsa in una vera sfida. La presenza di un commentatore aggiungeva una certa dinamicità, e le sue frasi erano davvero utili: avvertivano dei danni critici senza costringere a distogliere lo sguardo per controllare il diagramma nell’apposito angolo dello schermo.

Si riesce quasi a prevedere cosa sta per succedere.

Il lato negativo è che, come gioco, non è particolarmente profondo, e ho praticamente già descritto tutto ciò che aveva da offrire. Si poteva scegliere tra vari livelli di difficoltà ed erano presenti modalità secondarie come corsa a tempo, che non sono sicuro quanti giocatori abbiano mai affrontato seriamente. C'era anche un primitivo multiplayer tramite PlayStation Link Cable o direttamente online su PC.

Gli eredi della distruzione.

Uscito su PlayStation pochissimo dopo il lancio della console, Destruction Derby era uno dei giochi tecnicamente più impressionanti, con molti veicoli in pista tutti impegnati a disintegrarsi a vicenda. Per quel che riguarda l’eredità, invece, è difficile negare la sua importanza storica: la serie FlatOut deve molto a Destruction Derby, mentre i suoi eredi spirituali, Wreckfest e Wreckfest 2, sono tra i miei giochi di guida preferiti, e li consiglio caldamente a chi volesse sperimentare quel genere di demolizione.

Naturalmente Reflections stessa ha continuato a rimanere una figura di spicco nel campo dei racing e, alcuni anni dopo l'uscita di Destruction Derby, ha regalato ai giocatori quel piccolo capolavoro di Driver, su cui ci sarebbe molto da dire, a cominciare dall'infernale tutorial obbligatorio.