Iginio Massari: «Il cibo è la ricchezza del futuro, non l'oro. Nelle scuole elementari si parli di crisi climatica, è l'emergenza più grande del nostro tempo»

«Tra poco il cibo sarà la ricchezza vera». Iginio Massari guarda al futuro dell’agricoltura e, prima ancora che da maestro pasticcere, parla da uomo preoccupato per ciò che il cambiamento climatico sta già producendo nei territori. Lo fa oggi, 29 settembre, nel corso della conferenza stampa di presentazione di “ECCELLENTE!”, il Seminario Pubblico di "APEI - Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana", in programma a Roma dal 3 al 5 ottobre.

«Cosa sarà il prossimo futuro? Con il cambiamento climatico, se parliamo di agricoltura e materie prime, c’è una difficoltà enorme», afferma il presidente di APEI Massari. Sensibilizzare su quanto sta accadendo significa soprattutto «dare un futuro diverso ai nostri figli», partendo dalla consapevolezza che «l’agricoltura non è più quella di prima» e che le crisi che sta attraversando hanno ormai dimensioni difficili da immaginare.

Iginio Massari e i pasticceri dell'Apei alla Camera dei Deputati

Il ragionamento del Maestro parte dalle materie prime, ma si allarga rapidamente al rapporto tra uomo e ambiente. Per Massari la responsabilità non riguarda soltanto governi, industrie o grandi sistemi produttivi: coinvolge anche i comportamenti quotidiani di ciascuno.

«La responsabilità per il cambiamento climatico è di ogni cittadino», sostiene, indicando nella mancanza di conoscenza e nel mancato rispetto della natura una delle questioni centrali.

«Sensibilizzare su questo vuol dire dare un futuro diverso ai nostri figli. È molto importante capire che l’agricoltura non è più quella di prima: le crisi che sta subendo non sono indifferenti, sono qualcosa che va oltre l’immaginabile».

Anche i comportamenti apparentemente più piccoli, sostiene, sono importanti. «Pensate a quante pile vengono buttate via», dice, citando l’inquinamento provocato dal loro smaltimento scorretto come esempio della distanza che ancora esiste tra i gesti quotidiani e la consapevolezza delle loro conseguenze.

Educare nelle scuole

La risposta, per Massari, deve partire prima di tutto dall’educazione. «Bisognerebbe incominciare dai bambini piccoli, dalle scuole: il rispetto della natura e il rispetto della vita. Questo è fondamentale».

E insiste: «Dovrebbe diventare materia già nelle scuole elementari. Solo da lì si può alzare il tiro e far capire l’importanza che c’è in questo discorso».

Il cambiamento, del resto, secondo Massari è già visibile anche nell’agricoltura italiana. «Ormai le banane e i frutti esotici si coltivano in Calabria e in Sicilia», ricorda, raccontando anche il confronto avuto negli anni con una studiosa del clima. Un esempio che utilizza per riportare una questione globale alla trasformazione concreta dei territori e delle coltivazioni.

«Siamo noi che procuriamo i nostri mali», dice ancora Massari. E la responsabilità, aggiunge, non conosce confini: «Questo è colpa del mondo intero».

Nel suo intervento il Maestro richiama anche il ruolo dell’Europa, che a suo giudizio mostra una maggiore attenzione al tema rispetto ad altre aree del pianeta «come le Americhe, l'Asia e l'Africa».

«L’Italia come territorio è lo 0,3% del mondo intero», osserva, per sottolineare quanto una risposta alla crisi climatica non possa essere efficace se circoscritta a un solo Paese.

Massari guarda anche alla storia per sostenere che il rapporto problematico tra attività umane e ambiente abbia radici lontane. «Già nei tempi antichi l’uomo non ha mai rispettato la natura.

Facciamo finta di rispettarla», afferma. E torna quindi al punto da cui, secondo lui, bisognerebbe ripartire: «Il rispetto della natura e il rispetto della vita».

Dalla crisi climatica alla difesa delle eccellenze italiane

Le parole pronunciate oggi, 29 settembre, acquistano un significato particolare nel contesto in cui arrivano. “ECCELLENTE!” nasce infatti con l’obiettivo di difendere l’identità dei territori, valorizzare le grandi produzioni agroalimentari italiane e riconoscere all’artigianalità il ruolo di ambasciatrice del Made in Italy.

Dal 3 al 5 ottobre APEI porterà a Roma i protagonisti dell’alta pasticceria, della gelateria e della cioccolateria per tre giornate dedicate alla cultura del dolce, alla trasmissione del sapere e, soprattutto, al valore delle materie prime.

«L’eccellenza italiana nasce dalla qualità delle nostre materie prime, dalla conoscenza e dal rispetto per il lavoro di chi le produce», è il messaggio di Massari alla base dell’iniziativa. «Ogni territorio custodisce ingredienti unici, che raccontano la nostra storia e che noi pasticceri abbiamo la responsabilità di conoscere, valorizzare e trasformare senza snaturarne l’identità».

Il passaggio istituzionale è previsto per lunedì 5 ottobre, quando nella Sala della Regina di Montecitorio, alla Camera dei Deputati, si terrà la conferenza “Difesa di prodotti d’eccellenza italiani”. Sarà l’occasione per portare all’attenzione delle istituzioni il patrimonio agroalimentare nazionale e il lavoro di chi contribuisce a custodirlo e trasformarlo.

APEI ha scelto per l’occasione due materie prime rappresentative per ognuna delle venti regioni italiane, costruendo un percorso attraverso quaranta eccellenze. Dal Pistacchio Verde di Bronte DOP alla Nocciola Piemonte IGP, dallo Zafferano di San Gimignano DOP alla Mela Rosa dei Monti Sibillini, fino al bergamotto di Reggio Calabria e alla Mandorla di Toritto: prodotti che diventano il punto di incontro tra agricoltura, territorio e alta pasticceria.

«Portare questo messaggio alla Camera dei Deputati significa richiamare l’attenzione delle istituzioni su un patrimonio che dobbiamo difendere», sottolinea Massari, «perché rappresenta il futuro della nostra artigianalità e una delle più grandi ricchezze del Made in Italy».

Ed è proprio alla luce delle parole pronunciate oggi sul cambiamento climatico che quel concetto di “difesa” assume una dimensione ulteriore. Non si tratta soltanto di valorizzare un prodotto perché rappresentativo di un territorio, ma di interrogarsi sulle condizioni che permetteranno a quel territorio di continuare a produrlo.

«La vera eccellenza non può esistere senza il rispetto per le proprie origini», afferma Massari.

Il Seminario avrà anche una dimensione internazionale con la partecipazione, in qualità di ospite d’onore, del maestro francese Pierre Hermé. Un confronto tra grandi scuole della pasticceria che metterà al centro ricerca, creatività, tecnica e conoscenza delle materie prime.


Ultimo aggiornamento: martedì 29 settembre 2026, 13:39

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