Idee, chiarezza, rapidità e fermezza: finalmente la vera Juventus

Gli indizi ci sono ormai tutti: la nuova dirigenza bianconera sta restituendo alla Juventus la sua dimensione storica. Troppo presto, per carità, per illudersi, soprattutto dopo anni in cui si è sperato che il management fosse finalmente quello giusto prima di scoprire che era fallimentare il progetto Giuntoli e ancora peggio quello sotto la guida di Damien Comolli. Talmente fallimentari che Carnevali, Massara e Ottolini sono alle prese, in questa stagione, con un vero e proprio rompicato: riallacciare rapporti diplomatici, cercare di vendere giocatori invendibili e riscostruire in fretta una rosa con pochissimo budget a disposizione e sotto gli occhi del controllo Uefa. Ma i primi passi sono decisamente incoraggianti.

Più che per gli acquisti fino ad ora fatti, e ci arriveremo, per il modus operandi. Prima di tutto c'è da apprezzare, ma non c'erano grandi dubbi in tal senso, le doti diplomatiche di Carnevali che non si tira indietro quando deve spiegare davanti a microfoni e telecamere come si sta muovendo, tenendo accuratamente nascosti gli obiettivi precisi, Per non parlare di come sia rapido nelle mosse da fare. Si, perché se è vero che per arrivare trovare la quadra con l'acquisto di Kolo Muani ci sono volute tre generazioni dirigenziali, è altrettanto vero che in realtà Carnevali ci ha messo poco più di un mese per risolvere questo primo rompicapo. E le difficoltà sono da riscontrare nella gestione precedente come lui stesso ha ammesso "pensavamo di trovare una trattativa già bene avviata e invece ho dovuto prima ricucire i rapporti con il PSG". Appunto. Per non parlare del colpo in allegato Kerim Alajbegović, il telentuoso bosniaco inseguito da mezza Europa è stato preso in un amen, battendo la concorrenza di Atalanta, Inter, Roma, Fiorentina e, soprattutto, del Chelsea che credeva di avere già in mano il giocatore forte della proposta da 40 milioni fatta recapitare al Bayern Leverkusen. E invece Carnevali, con i passi giusti, appoggiandosi ai contatti già messi in essere da Massara e alla preziosa collaborazione di Miralem Pjanic nel ruolo di mediatore, ha chiuso la trattativa in pochissime mosse e in tempi ultra rapidi per una cifra anche inferiore a quella offerta dal club londinese

E non dimentichiamoci di come Celik è stato soffiato alla Roma proprio nel momento in cui i giallorossi pensavano di avere l'accordo per il rinnovo col terzino turco. Idee chiare, una strategia precisa, i passi giusti, senza svenarsi. Cose da Juve vera. Ovviamente per Kolo Muani ottenere sconti particolari era quasi impossibile, ma qui viene un altro aspetto da Juve. Carnevali, pur avendo le mani legate, ha avuto l'abilità di acquistare prima di cedere, proprio per non farsi prendere per il collo dai club che saranno interessati all'acquisto degli esuberi bianconeri. Ora viene un'altra parte difficile, del resto lo ha detto Carnevali "c'è tanto da fare ancora": cedere gli esuberi, giocatori che, peraltro, non stanno agevolando le cose impuntandosi a restare o chiedendo garanzie precise. Con questo scenario è più probabile che possa partire chi ha mercato, come Conceicao, magari al Manchester United o Bremer, per il quale si aspetta un'offerta dal Galatasaray e poi si cercherà di far partire un complicatissimo effetto domino delle partenze senza farsi trovare impreparati sugli acquisti, primi fra tutti il portiere. Ed è a questo punto lecito pensare che dietro il silenzio attorno al nome del Dibu ci sia una precisa strategia, vedremo. Ma i segnali ci sono: la neonata dirigenza bianconera sta restituendo alla Juventus la sua immagine di forza sul mercato, in attesa di mostrarla anche in campo.