Iazzetta, la bandiera volta pagina: "Mi dedicherò al settore giovanile"

Il capitano del Sant’Agostino: "Ho dato anima, tempo e cuore a questa società. Speravo in una fine diversa"

«Ormai da dieci anni vivo con passione e responsabilità questo ruolo», dice Iazzetta

«Ormai da dieci anni vivo con passione e responsabilità questo ruolo», dice Iazzetta

Google

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google

Seguici

Una carriera iniziata più di vent’anni fa, che lo ha portato negli anni a San Lazzaro, Sasso Marconi, Reno Centese, Cento e XII Morelli, ma soprattutto a Sant’Agostino, la sua seconda casa, dove è diventato capitano ed ha indossato la maglia biancoverde nelle ultime dodici stagioni. Ora Enrico Iazzetta ha detto basta, a 38 anni compiuti ha scelto di appendere le scarpe al chiodo per dedicarsi interamente al settore giovanile, di cui è responsabile. Una scelta non facile ma ponderata, che ‘Iaz’ ha spiegato così: "E’ stata una decisione difficile, perché il calcio è stato la mia vita. Ho disputato più di 630 partite, 22 stagioni in prima squadra e soprattutto gli ultimi dodici anni a Sant’Agostino. Sono stati anni di sacrifici, emozioni, appartenenza e amore vero per questi colori. Ho dato anima, tempo e cuore a questa società: da giocatore, capitano e uomo di riferimento dentro e fuori dal campo. Per questo, forse, immaginavo una chiusura diversa".

Iazzetta entra maggiormente nei dettagli: "Mi aspettavo una chiusura più naturale, in linea con quello che questi anni hanno rappresentato – dice –. Ma nel calcio, come nella vita, le cose non sempre vanno come si spera. Bisogna avere la forza e la maturità di accettarlo, anche quando dentro resta un po’ di amarezza. Negli ultimi tempi ho capito che probabilmente non c’erano più le condizioni giuste per continuare questo percorso con la serenità, la fiducia e l’entusiasmo che per me devono sempre esserci. E quando senti di non poter più essere davvero te stesso, allora è giusto fermarsi".

Chiusa la carriera da calciatore, Iazzetta si dedicherà interamente al settore giovanile: "Ormai già da dieci anni vivo con passione e responsabilità questo ruolo, ma sento che questo è il momento giusto per dedicarci tutto me stesso. Allenare, educare, costruire, accompagnare bambini e ragazzi nel loro percorso sportivo è ciò che oggi mi accende davvero. Vorrei trasmettere tutto quello che il calcio ha insegnato a me in questi anni: sacrificio, rispetto, passione, spirito di gruppo, umiltà e amore per la maglia. Il calcio giovanile ha bisogno di persone credibili, presenti e innamorate di quello che fanno.

Essere stato capitano e punto di riferimento per il Sant’Agostino resterà uno degli orgogli più grandi della mia vita – conclude Iazzetta –. Un grazie speciale a tutti i tifosi per l’affetto, la vicinanza e il sostegno dimostrati in questi anni. Il mio non è un addio al calcio, semplicemente un nuovo modo di viverlo, con lo stesso amore di sempre".

Jacopo Cavallini

© Riproduzione riservata

Continua a leggere tutte le notizie di sport su