IATI, l’Italia cresce nel primo anno: Millennials e Gen Z trainano il mercato delle assicurazioni viaggio - Qualitytravel.it

A un anno dall’ingresso nel mercato italiano, IATI Assicurazioni traccia il primo bilancio dell’attività nel nostro Paese. Secondo i dati diffusi dalla compagnia specializzata nelle polizze viaggio, l’Italia ha già superato per fatturato mercati nei quali il gruppo opera da più tempo, come Perù e Colombia. A sostenere la crescita sono soprattutto i viaggiatori più giovani: la fascia tra 26 e 35 anni rappresenta il 39% degli acquirenti.

I dati raccolti nei primi dodici mesi delineano anche alcuni cambiamenti nelle abitudini di viaggio. Cresce l’attenzione verso la copertura delle spese sanitarie e l’annullamento, mentre nella scelta delle destinazioni agli Stati Uniti e alle grandi mete asiatiche si affiancano Paesi meno tradizionali. Anche il digitale assume un peso crescente sia nella fase di acquisto sia durante il viaggio.

«Questo primo anno è stato molto importante non solo per i risultati raggiunti, ma soprattutto perché ci ha permesso di conoscere da vicino i viaggiatori italiani, comprenderne esigenze, aspettative e modalità di acquisto. Gli insight raccolti ci hanno aiutato ad adattare progressivamente la nostra offerta alle specificità del mercato locale», spiega Isabella Piva, Country Manager Italia di IATI.

Salute e annullamento tra le coperture più richieste

Tra i prodotti maggiormente acquistati dai clienti italiani figura IATI Star, che raccoglie il 34% delle polizze. Seguono IATI Star Plus con copertura per l’annullamento del viaggio, scelta dal 22% dei clienti, e IATI Star Plus senza annullamento, con una quota del 15%.

La distribuzione degli acquisti indica una particolare attenzione alla copertura sanitaria e alla tutela economica del viaggio. Un aspetto che assume un peso maggiore soprattutto nelle destinazioni dove l’assistenza medica privata può avere costi molto elevati.

IATI ha recentemente modificato proprio la componente sanitaria delle proprie polizze, passando da un limite massimo di 11 milioni di euro per le spese mediche e ospedaliere a una copertura senza massimale. Una soluzione pensata in particolare per destinazioni come gli Stati Uniti.

Un altro adeguamento riguarda il turismo outdoor. La compagnia ha innalzato da 4.000 a 5.000 metri l’altitudine massima coperta per le attività in montagna, in risposta all’aumento delle richieste legate a trekking e viaggi in destinazioni come Nepal, Bolivia e Perù.

Gli Stati Uniti restano la prima destinazione

Gli Stati Uniti rappresentano il 9% delle polizze viaggio sottoscritte dai clienti italiani di IATI e si confermano così la principale destinazione assicurata. La permanenza media è di circa 15 giorni.

Tra le altre mete maggiormente presenti nel portafoglio italiano figurano Giappone, Thailandia, Marocco ed Egitto. I dati della compagnia evidenziano anche una crescita dell’interesse verso Cina, Perù, Messico e Georgia.

Quest’ultima ha introdotto l’obbligo di assicurazione sanitaria per i visitatori stranieri, elemento che può incidere direttamente sulla domanda di coperture viaggio.

Parallelamente aumenta il peso delle destinazioni europee. Secondo IATI, il fenomeno sarebbe legato al contesto geopolitico internazionale e alla ricerca di viaggi più vicini, oltre all’interesse crescente verso destinazioni caratterizzate da temperature più miti, in particolare nel Nord Europa.

La compagnia segnala un andamento analogo anche in Spagna, mercato nel quale le destinazioni europee avrebbero registrato una crescita del 32% su base annua.

Il 39% dei clienti ha tra 26 e 35 anni

La fascia tra 26 e 35 anni è quella più rappresentata tra gli assicurati IATI in Italia, con il 39% del totale. Millennials e parte della Gen Z costituiscono quindi il principale bacino di clienti della compagnia nel nostro Paese.

Un dato coerente con una strategia commerciale e di comunicazione fortemente digitale. Tra i principali canali attraverso cui i clienti dichiarano di avere conosciuto IATI figurano infatti i social network e la rete di collaboratori del brand.

Anche la distribuzione geografica mostra una forte concentrazione nelle maggiori aree urbane. Milano rappresenta il 18% della clientela italiana, seguita da Roma con l’11% e Torino con il 6%.

Il capoluogo lombardo è stato inoltre interessato nei mesi scorsi da una campagna di comunicazione che ha affiancato pubblicità outdoor e iniziative di street marketing.

Creator e travel influencer nella strategia commerciale

Una parte della strategia di acquisizione di IATI passa attraverso le collaborazioni con content creator e travel influencer, modello già utilizzato dalla società negli altri mercati internazionali.

L’obiettivo è intercettare un pubblico abituato a informarsi sui social e a utilizzare contenuti prodotti da altri viaggiatori durante le diverse fasi di organizzazione della vacanza.

La crescente influenza delle community digitali riguarda ormai destinazioni, strutture ricettive e attività da svolgere durante il soggiorno e si estende progressivamente anche ai servizi accessori, comprese le assicurazioni.

Due clienti su tre scaricano l’app di assistenza

Anche l’assistenza durante il viaggio diventa più digitale. Tra i progetti avviati recentemente dalla compagnia figura un’app dedicata all’assistenza medica, pensata per velocizzare l’accesso ai servizi di supporto quando il cliente si trova all’estero.

Secondo IATI, nei primi mesi dal lancio circa due clienti su tre hanno scaricato l’app prima della partenza o durante il viaggio.

La compagnia sta lavorando inoltre allo sviluppo di strumenti basati sull’intelligenza artificiale, destinati soprattutto all’assistenza clienti e alla gestione delle richieste. L’obiettivo dichiarato è ridurre i tempi di risposta e personalizzare maggiormente l’interazione con gli assicurati.

«Il nostro obiettivo per il prossimo anno sarà continuare ad ascoltare il viaggiatore e trasformare le sue esigenze in servizi semplici, innovativi e realmente utili. Crediamo che tecnologia e ascolto rappresentino gli strumenti migliori per accompagnare l’evoluzione del modo di viaggiare», conclude Piva.

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