IA nelle aree interne: dall’Umbria un laboratorio per i territori che rischiano di restare fuori
Un italiano su cinque vive in un’area interna, oltre 13 milioni di persone, il 22,6 per cento della popolazione, distribuite nel 53 per cento dei Comuni italiani. È in questo contesto che si inserisce la sfida lanciata dall’Umbria: costruire un modello di governance dell’intelligenza artificiale che parta dai bisogni reali dei territori, prima che siano altri a decidere per loro. Si chiama PerugIA Next, il progetto promosso dalla Provincia di Perugia nell’ambito della rassegna Orizzonti digitali, l’iniziativa di Confindustria Umbria che, dal 21 al 24 ottobre, riunisce ricerca, imprese e istituzioni in un forum dedicato alla trasformazione tecnologica.
La Strategia italiana per l’Intelligenza artificiale 2024-2026 ha già evidenziato come l’Italia rischi di diventare una semplice utilizzatrice di soluzioni costruite altrove, esponendosi ad una nuova forma di dipendenza strategica. Sono infatti appena 120 i progetti sviluppati in 45 amministrazioni centrali, censiti dalla prima ricognizione di AgID sull’Ia nella Pubblica amministrazione, pubblicata nel 2025. La questione non riguarda solo i grandi centri, ma soprattutto i piccoli Comuni, ossia quelli che non hanno le risorse per costruire competenze proprie e che troppo spesso si trovano a scegliere tra non fare nulla o acquistare pacchetti preconfezionati.

In questo contesto si inserisce il progetto PerugIA Next, nell’ambito di Orizzonti digitali, la rassegna che riunisce Provincia di Perugia, Regione Umbria, Università degli studi di Perugia, Anci Umbria, Confindustria e PuntoZero (ora UmbriaFacile), con l’obiettivo di mettere in relazione soggetti che condividono il territorio, ma che raramente si siedono allo stesso tavolo.
Il 22 ottobre dalle 9.30 alle 19 nella Sala del Consiglio del Palazzo della Provincia di Perugia, in piazza Italia, è in programma un incontro focalizzato su chi governa i dati pubblici, quali infrastrutture servono per condividere competenze tra enti piccoli e grandi, come usare l’Ia nel welfare e nei servizi senza produrre nuove esclusioni, e come ridurre le distanze tra capoluogo e aree interne. Il confronto sarà articolato in cinque sessioni tematiche: la trasformazione delle città, il welfare e i diritti di cittadinanza, la sovranità dei dati e la capacità computazionale, la cultura e la creatività, il rapporto tra intelligenza artificiale, comunità e bene comune.
A guidare il confronto saranno Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto italiano di tecnologia e di Orizzonti digitali, e il giornalista Luca De Biase, direttore scientifico di PerugIA Next: la frontiera della ricerca tecnologica da una parte, l’osservazione degli effetti dell’innovazione su economia, società e istituzioni dall’altra. «Le grandi trasformazioni tecnologiche vengono spesso raccontate a partire dalle proposte di chi offre la tecnologia – dice De Biase – Ma il ruolo innovativo di chi applica la tecnologia ai problemi reali è altrettanto importante. Spesso lo è di più». Innovazione che secondo Motta «produce valore quando diventa capacità condivisa, non quando resta patrimonio di pochi».
«Vogliamo provare a costruire un modello nel quale la Pubblica amministrazione non subisca l’intelligenza artificiale e non si limiti ad acquistare soluzioni già costruite altrove – spiega il presidente della Provincia Massimiliano Presciutti – ma partecipi alla definizione dei bisogni, delle regole e delle applicazioni. Se riusciremo a farlo qui, ciò che avremo imparato potrà essere utile anche ad altri territori». La scommessa di fondo è che l’Umbria possa diventare un laboratorio proprio grazie alle sue caratteristiche strutturali: città medie e piccoli Comuni, aree interne, un sistema produttivo diffuso, università e infrastrutture pubbliche abbastanza vicine da consentire un confronto diretto tra soggetti diversi.
Il programma completo della giornata è disponibile sul sito dell’evento. Gli incontri sono ad ingresso gratuito, ma è necessaria la registrazione su Eventbrite per facilitare la logistica.