I Cinquestelle contro le pellicce: “Si vieti l’esposizione nei negozi di Roma”

Continua la campagna del Movimento 5 Stelle contro l'esposizione di abbigliamento con pelliccia animale nei negozi della Capitale. Recentemente in assemblea è arrivata una mozione firmata dall'intero gruppo (Meleo, Raggi, Diaco, Ferrara) che ha fatto da riferimento ad altre presentate nei territori, in particolare a Montesacro (III municipio) dove recentemente è stata approvata nel parlamentino di piazza Sempione. 

I 5 Stelle contro le pellicce

L'atto di stampo animalista firmato 5 Stelle si basa su una legge, la 234 del 2022, che ha segnato una svolta per quanto riguarda l'allevamento e l'uccisione di animali per la produzione di pellicce. Da quel momento, infatti, la pratica è vietata, anche se - specifica il partito di Giuseppe Conte nell'atto - “non sono stati adottati tutti i decreti attuativi richiesti da tale norma e, dunque, non è ancora stato possibile l’adozione di nessuno dei visoni detenuti presso gli allevamenti da parte di associazioni animaliste disposte a prendersene cura”. Insomma, come spesso accade la legge è rimasta inespressa. 

C'è poi un tema di sensibilità pubblica. Ed è su questo che batte la mozione di prossima discussione in assemblea capitolina. “L'esposizione di pellicce o prodotti contenenti pellicce può essere percepita come contraria alla sensibilità pubblica e ai valori capitolini di tutela degli animali, oltre che alla sostenibilità ambientale e al decoro urbano promossi da Roma Capitale” scrivono Meleo, Raggi, Diaco e Ferrara. E così i 5 Stelle chiedono a Roma Capitale “nell’ambito delle proprie competenze di tutela degli animali, tutela ambientale, decoro urbano e promozione della salute pubblica, può adottare misure non discriminatorie volte a ridurre l’esposizione di beni che derivano da pratiche di sfruttamento animale non necessarie”. E qui entrano in ballo i negozi che espongono pellicce (vere) in giro per Roma. 

La richiesta al Comune

La mozione pentastellata chiede di “vietare l’esposizione di pellicce e articoli di pellicceria derivanti da animali nelle vetrine dei negozi presenti sul territorio comunale, prevedere brevi periodi di transizione per le attività commerciali coinvolte, al fine di favorire adeguamenti organizzativi e promuovere alternative etiche e sostenibili, come materiali sintetici di qualità o pellami non animali”. Tutto accompagnato da campagne informative rivolte a cittadini ed esercenti sui vantaggi etici e ambientali di una politica “fur free”.