I 5 film con i finali più tragici e commoventi della storia del cinema

In questo articolo vi racconteremo i 5 film con i finali più tragici e commoventi della storia del cinema: chiaramente nella lettura andrete incontro a vari spoiler, ma d'altra parte stiamo parlando di classici passati e moderni che quasi certamente avete già visto.

Ad ogni modo, siete avvertiti: parlando di finali tragici, qui sotto troverete colpi di scena e spoiler quindi proseguite nella lettura tenendo conto di questa premessa!

Titanic

Uno dei film più commoventi di tutti i tempi, e uno che non ha certo paura di essere apertamente (e forse persino palesemente) triste, Titanic è un film tragico perché la storia d'amore al centro della vicenda non può che concludersi in un solo modo.

Sappiamo fin dall'inizio che Rose sopravvive agli eventi del film, e gran parte della pellicola è costituita dai suoi ricordi di quella notte del 1912, più di 80 anni dopo. Nel finale, l'idea che abbia conservato il ricordo della sua anima gemella per così tanto tempo è commovente, e lo diventa ancora di più quando (probabilmente) muore di vecchiaia alla fine del film, in pace, e si ricongiunge a lui in quello che sembra essere l'aldilà (o la memoria collettiva dei Na'vi, che James Cameron riutilizzerà in Avatar).

The Mist

Il romanzo breve da cui è tratto il film è stato scritto da Stephen King, e la premessa è la stessa sia nella versione cartacea che in quella cinematografica: gli abitanti di una piccola città e dei suoi dintorni vedono le loro vite sconvolte dall'arrivo di una strana nebbia, che porta con sé ogni sorta di mostri terrificanti, e i protagonisti si ritrovano in un supermercato, barricati all'interno nel tentativo di sopravvivere.

Una volta dentro, sorgono ulteriori conflitti a causa delle diverse persone e delle loro differenti credenze...Ma la differenza tra il romanzo e il film risiede nel suo finale: il romanzo originale ha un epilogo più ambiguo, con un barlume di speranza ma anche un'atmosfera inquietante, mentre il finale del film si trasforma in una vera e propria tragedia.

Il protagonista compie una scelta devastante pochi istanti prima di rendersi conto che, se non l'avesse fatta, lui e alcuni altri sopravvissuti (tra cui suo figlio) sarebbero stati salvati. Uno dei finali più tristi, e sconvolgenti, mai creati.

(ah tra l'altro, sta arrivando il remake di The Mist e chissà che finale adotterà!)

Ikiru

Considerato uno dei migliori film giapponesi di tutti i tempi, Ikiru è anche il più grande film di Akira Kurosawa privo di elementi samurai o thriller/polizieschi. E anche se lo si confrontasse con i suoi film che invece li includono, Ikiru non sarebbe poi così distante da altri capolavori intramontabili come I sette samurai, Ran, Rashomon o Anatomia di un Rapimento.

La premessa potrebbe sembrare fin troppo semplice, almeno sulla carta: Ikiru racconta di un uomo che scopre di essere prossimo alla morte e decide di combattere la burocrazia nel tentativo di apportare un cambiamento positivo e significativo al mondo prima di morire. Ci riesce, ma muore comunque, e la storia si fa ancora più triste quando il film si interroga sull'effettiva utilità dell'impresa da lui compiuta e sulla sua capacità di ispirare un cambiamento negli altri...

La La Land

Rispetto alla maggior parte dei film qui presenti, La La Land è un film in realtà piuttosto divertente e spensierato, almeno per buona parte della sua durata.

È un omaggio ai musical hollywoodiani della vecchia scuola, ma ambientato negli anni 2010 (un giorno diventerà una sorta di capsula del tempo per quel decennio), e racconta la storia di due persone che si incontrano e si innamorano lentamente, continuando nel frattempo a seguire le proprie passioni a livello professionale. Una vuole fare l'attore, l'altro vuole diventare un musicista affermato, e le cose alla fine si fanno un po' più serie, con la relazione che finisce perché entrambi vogliono inseguire i propri sogni.

Ma alla fine di La La Land, i due protagonisti si rincontrano e, seppur brevemente, c'è una sequenza puramente fantastica in cui recuperano tutto l'amore che hanno perso negli anni: per un attimo tutto sembra perfetto, salvo poi essere bruscamente riportati alla realtà, e i due con uno sguardo si rendono conto che il passato è passato e il futuro...non li vedrà insieme.

Luci della città

Charlie Chaplin sembrava particolarmente abile nel creare finali per i suoi film, perché pellicole come Tempi moderni e Il grande dittatore hanno scene finali quasi altrettanto belle di quella di Luci della città. Ma, in ogni caso, il finale di Luci della città resta il finale di Luci della città, ed è banale dire che ha uno dei momenti conclusivi più intensi della storia del cinema.

L'intero film ruota attorno al Vagabondo che si innamora di una fioraia cieca e si imbarca in una serie di disavventure nel tentativo di raccogliere i soldi necessari affinché lei possa riacquistare la vista. Si sacrifica molto, viene imprigionato e poi, qualche tempo dopo, si ricongiunge con la fioraia, che ora vede di nuovo.

È un finale agrodolce...dolce perché le cose si sono sistemate e c'è stato un ricongiungimento, ma amaro perché non è certo che tra loro possa nascere una vera relazione romantica, dato che è molto improbabile che il Vagabondo assomigli all'immagine che la fioraia si era fatta di lui. Questa incertezza è resa molto toccante, soprattutto grazie all'espressione del volto di Chaplin nell'ultima inquadratura, che appare allo stesso tempo felice, piena di speranza e profondamente addolorata.

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