I 33 devoti all’Albiceleste. Argentini ‘forlivesi’ al pub. “Se vinciamo tutti in piazza Saffi”
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Domenica sera sera la finale a New York contro la Spagna. La colonia dei tifosi di Messi e compagni vedranno la sfida alla Roja in un locale pubblico di viale Italia: “È stato un torneo bellissimo, grazie ai ragazzi”

A sinistra, un gruppo di sostenitori della Selecciòn a Forlì, colleghi nella casa di riposo Casa Mia. A destra, la stella Leo Messi

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Forlì, 17 luglio 2026 – A Buenos Aires saranno milioni. A Forlì molti meno, ma domani sera faranno abbastanza rumore da accorciare gli oltre 11mila chilometri che separano la Romagna dall’Argentina.
La finale mondiale Usa 2026 contro la Spagna si giocherà a New York, nel New Jersey Stadium di East Rutherford, ma avrà una piccola curva albiceleste anche in città. Sono 33 gli argentini residenti a Forlì, mentre la comunità spagnola conta 61 persone.
Il ritrovo nella birreria per la finalissima
Domani, alle 21 ore italiane, circa la metà dei tifosi della Selección si ritroverà alla Birreria di viale Italia per seguire insieme la sfida che assegnerà la Coppa del Mondo.
“Se la prima partita che l’Argentina ha vinto eri con una determinata persona, anche la seconda la guardi con quella persona – spiega Daniela Musante, operatrice socio-sanitaria d’origine argentina –. Non sia mai che, cambiando qualcosa, cambi anche il risultato”.
La cabala, finora, sembra aver fatto il suo mestiere.
Anche perché quella dell’Argentina verso la finale è stata tutt’altro che una passeggiata: quattro partite a eliminazione diretta, tre vittorie di misura con Capo Verde e l’Egitto e un quarto di finale con la Svizzera piegato soltanto ai supplementari.
Un Mondiale vissuto spesso sul filo, fino alla rimonta contro l’Inghilterra che ha spalancato all’Albiceleste le porte dell’ultimo atto.
La vittoria più importante e sentita contro gli inglesi
“La partita più sentita per noi è stata quella contro l’Inghilterra, perché le isole Malvinas, le Falkland per gli inglesi, sono ancora oggi rivendicate dall’Argentina – prosegue Musante –. È un tema che tocca profondamente il nostro sentimento patriottico. Alla fine della partita i giocatori hanno mostrato una bandiera con la scritta ‘Las Malvinas son argentinas’: per noi è stata una sfida vissuta con molta intensità”.
Archiviata la partita più carica di significati, ne resta una che vale tutto. Dall’altra parte del campo ci sarà la Spagna, campione d’Europa in carica. “Pensavamo che potesse arrivare lontano, non sapevamo quanto, ma essere arrivati fin qui per noi significa già tantissimo. Anzi, è come se avessimo già vinto il mondiale. Se vinciamo, andremo sicuramente in piazza Saffi a festeggiare”.
Se la nazionale di Scaloni è arrivata ancora una volta fino in fondo, buona parte degli occhi domani saranno inevitabilmente per Lionel Messi. A 39 anni il capitano si prepara a giocare la sua terza finale mondiale, probabilmente l’ultima, dopo quella persa contro la Germania nel 2014 e il trionfo del 2022 in Qatar.
“Messi? Quello che fa è pazzesco!”.
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