“Hokum”, intelligente horror dal sapore vintage

I film del fine settimana

Nelle sale arriva il terzo lungometraggio di Damian McCarthy, regista irlandese specializzato nel cinema di genere

Una scena tratta dal film «Hokum» di Damian McCarthy

Il film horror più interessante dell’estate è il grande protagonista del weekend in sala: nei nostri cinema è arrivato “Hokum”, terzo lungometraggio di Damian McCarthy, regista irlandese che aveva già dimostrato notevole talento con l’esordio “Caveat” e, soprattutto, con la sua opera seconda “Oddity”, uno degli horror più intensi degli ultimi anni.

Come nei suoi due lavori precedenti, McCarthy lavora molto sulle atmosfere e su luoghi in grado di risultare profondamente simbolici: in questo horror dal sapore vintage, il protagonista è uno scrittore americano, ancora turbato dalla morte dei genitori avvenuta da ormai moltissimo tempo.

Mentre sta cercando di completare il suo ultimo romanzo, scrivendo e riscrivendo l’epilogo, una presenza nella sua abitazione lo convince che è arrivato il momento di partire per l’Irlanda e raggiungere il posto dove i suoi genitori hanno trascorso la luna di miele, così da spargere le loro ceneri nel bosco circostante.

Arrivato in questo misterioso albergo, si accorge presto che qualcosa non torna e che il luogo sembra infestato da fantasmi che possono incrociarsi anche con il suo passato.

Basta la prima sequenza, in cui il protagonista si trova nel suo moderno appartamento, per vedere come McCarthy sia estremamente capace di giocare con le luci e con le ombre, dando vita a jump scares incisivi e in grado di sorprendere anche gli spettatori più avvezzi al cinema di genere.

Anche in questo lungometraggio l’autore irlandese alterna passaggi davvero inquietanti con momenti grotteschi e divertenti, perfetti per far sì che il film non si prenda troppo sul serio e per rendere la visione ancor più godibile.

“Hokum” e gli altri film della settimana

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I richiami a “Shining”

È abbastanza evidente che “Hokum” omaggi fortemente “Shining”, tanto con richiami al suo autore Stephen King quanto con riferimenti all’adattamento-capolavoro di Stanley Kubrick del 1980.

L’albergo di “Hokum” è una sorta di Overlook Hotel in mezzo alla natura irlandese, con una stanza che anche in questo caso non deve essere aperta e con diversi spunti che vanno a incrociare le narrazioni dei due diversi prodotti.

L’unico limite del film di McCarthy sta proprio in una struttura drammaturgica piuttosto prevedibile e già vista, ma il regista riesce a nascondere questi difetti grazie a un ritmo invidiabile e al suo talento nell’accostare al meglio immagini e suoni.

Interessante anche la scelta di optare per un personaggio principale estremamente odioso ed egocentrico, il cui percorso di cambiamento nel corso della pellicola seguirà traiettorie del tutto anticonvenzionali.

L’attore che lo interpreta è Adam Scott, diventato una celebrità grazie al suo ruolo nella bellissima serie “Scissione”.

Greta e le favole vere

Tra le novità in sala c’è inoltre “Greta e le favole vere” di Berardo Carboni.

Protagonista è Greta, una bambina di dieci anni che guarda il mondo con occhi limpidi e determinati. Ispirata dalle battaglie ambientaliste di Greta Thunberg, decide che non basta più osservare: bisogna agire. Così, insieme all’amico Sauro, libera un’orsetta polare tenuta prigioniera da due bracconieri. È un gesto istintivo, quasi ingenuo, ma destinato a cambiare tutto. Scoperti e braccati, i due bambini scelgono di non tornare indietro e si lanciano in un’impresa impossibile: riportare l’animale al Polo Nord.

Racconto di formazione dal taglio profondamente animalista e ambientalista, il film è un’avventura per tutta la famiglia che richiama le classiche storie di amicizia tra bambini e animali, spesso viste nel corso della storia del cinema.

L’intento è importante, la resa soltanto sufficiente, a causa di una gestione dell’apparato visivo un po’ altalenante: l’orsetta in CGI è realizzata davvero male, mentre varie sequenze d’azione sono girate decisamente bene.

Diverse ingenuità limitano però soltanto in parte il coinvolgimento di un prodotto adatto per una visione, senza troppe pretese, con tutta la famiglia. Nel cast sono presenti Raoul Bova, Donatella Finocchiaro, Federico Cesari e Sabrina Impacciatore.

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