«Ho visto quella donna sull'aereo, tossiva forte e il marito era sotto choc»: il racconto del testimone sul volo costretto ad atterrare a Zurigo. La 60enne poi è morta
«Sono stati momenti scioccanti, abbiamo capito che per quella donna non c'era più niente da fare»: è il racconto di Andrea Chirillo, un passeggero che si trovava a bordo del volo Ita Airways AZ325, partito da Parigi e diretto a Roma Fiumicino, costretto ad atterrare a Zurigo per un malore improvviso che ha colpito una 60enne australiana, poi deceduta.
Il racconto
«Durante il volo, a un certo punto la signora a iniziato a tossire forte, ma così forte che si sentiva in tutto l'aereo.
Il personale Ita è rimasto scosso ma si è attivato subito. Il capitano, capita l'emergenza, ha accelerato per atterrare a Zurigo il prima possibile - prosegue Andrea, nato a Treviso ma da 6 anni residente a Roma - a quel punto la signora è stata intubata, hanno usato il defibrillatore e l'hanno fatta scendere con una barella in pista. Ma vedevamo che non c'era agitazione, era chiaro che purtroppo fosse già morta». A bordo del volo sono saliti sanitari e polizia svizzera. Dopo l’emergenza a Zurigo, l’aereo è ripartito per Roma Fiumicino, dove è atterrato regolarmente «alle 22.30 anziché le 20.30, in fondo un ritardo normalissimo se pensiamo a cosa è successo». La donna, stando a quanto poi comunicato dalla compagnia, è deceduta in pista, sull’ambulanza aeroportuale a Zurigo.
Il marito e il comandante
Andrea racconta che «il marito della donna era disperato, piegato in due dal dolore, gli hanno dovuto dare dei calmanti», per la tragedia che stava vivendo. Mentre una volta atterrati, il capitano del volo ha detto qualcosa di molto importante: «In 38 anni di carriera non mi era mai capitata una cosa del genere, mai assistito a un dramma così. Vi chiedo allora la cortesia, per rispetto del marito, di non pubblicare video o foto sui social nel caso in cui qualcuno di voi avesse usato il cellulare». Infine Andrea spiega cosa possa essere successo: «Ho raccontato tutto a mio padre, che è cardiologo: mi ha detto che potrebbe essere stata un'embolia polmonare, che piano piano non ti fa più respirare». Ipotesi, resta lo choc di un viaggio di rientro.
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