Hideo Kojima compie 63 anni, ma guarda già al futuro: “Voglio continuare a creare videogiochi”

Hideo Kojima spegne oggi 63 candeline, ma di pensione sembra non volerne proprio sapere. Il celebre game designer giapponese, nato il 24 agosto 1963, celebra il proprio compleanno nell’anno che segna anche un altro traguardo importante: sono trascorsi 40 anni dal suo ingresso nell’industria videoludica, avvenuto nel 1986.

Quattro decenni nei quali Kojima è passato dall’essere un giovane sviluppatore entrato in Konami a diventare uno degli autori più riconoscibili dell’intero settore. Da Metal Gear a Death Stranding, passando per alcune delle produzioni che hanno segnato intere generazioni, il suo nome è ormai indissolubilmente legato alla storia dei videogiochi.

Eppure, arrivato a 63 anni, Kojima sembra interessato soprattutto a una cosa: continuare a crearne di nuovi.

Hideo Kojima festeggia 63 anni e 40 anni di carriera

Era il 1986 quando Kojima entrò in Konami. Soltanto un anno più tardi sarebbe arrivato il primo Metal Gear, pubblicato originariamente su MSX2 e destinato a gettare le fondamenta di una saga che avrebbe accompagnato il suo autore per buona parte della carriera.

L’idea alla base era già indicativa del suo modo di concepire il medium. Invece di chiedere al giocatore semplicemente di eliminare tutto ciò che incontrava, Metal Gear trasformava l’infiltrazione e la necessità di evitare il nemico in elementi centrali dell’esperienza.

Da quel momento sarebbe iniziato un percorso lungo quasi quattro decenni.

Snatcher, Policenauts, Metal Gear Solid, Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty, Metal Gear Solid 3: Snake Eater, Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots e Metal Gear Solid V: The Phantom Pain rappresentano soltanto alcune delle produzioni attraverso le quali Kojima ha costruito la propria identità autoriale.

Da Metal Gear a Death Stranding

La conclusione del rapporto con Konami avrebbe potuto rappresentare la fine di un’epoca. Per Kojima, invece, si trasformò nell’inizio di qualcosa di completamente nuovo.

Con una Kojima Productions indipendente, il game designer decise di allontanarsi da Metal Gear e realizzare Death Stranding, probabilmente uno dei progetti più particolari e divisivi della sua carriera.

Un’opera costruita attorno al concetto di connessione, nella quale attraversamento, isolamento e cooperazione indiretta tra giocatori assumevano un’importanza raramente vista prima.

Kojima avrebbe poi continuato a sviluppare quell’universo con Death Stranding 2: On the Beach, dimostrando ancora una volta di non voler semplicemente vivere dell’eredità costruita con Solid Snake.

A 63 anni Kojima non pensa a fermarsi

Ed è proprio guardando al futuro che questo compleanno diventa particolarmente significativo.

Kojima ha riflettuto sul trascorrere del tempo e sulla quantità di idee che vorrebbe ancora trasformare in realtà. Il rapporto tra ciò che desidera creare e il tempo disponibile per farlo è inevitabilmente diventato una questione più presente, ma la volontà di continuare a lavorare sui videogiochi rimane.

Nonostante il suo rapporto sempre più stretto con il cinema e le numerose opportunità provenienti da altri settori dell’intrattenimento, Kojima vuole continuare a concentrarsi sulla creazione di videogiochi.

Una dichiarazione che assume ancora più peso considerando ciò che lo attende.

OD e Physint rappresentano il prossimo capitolo

La storia di Hideo Kojima, infatti, è tutt’altro che conclusa.

Tra i progetti destinati a caratterizzare i prossimi anni troviamo OD, l’ambiziosa produzione sviluppata con il supporto di XBOX Game Studios che punta a sperimentare con il concetto stesso di paura e con tecnologie differenti da quelle di una produzione tradizionale.

Ma gli occhi di moltissimi appassionati sono rivolti soprattutto verso Physint.

Il progetto realizzato insieme a PlayStation rappresenterà il ritorno di Kojima al genere action-espionage, terreno inevitabilmente associato alla sua esperienza con Metal Gear. Non sarà un nuovo Metal Gear, ma proprio il coinvolgimento del suo creatore in un’altra grande esperienza di spionaggio rende Physint uno dei progetti più affascinanti del suo futuro.

Quarant’anni dopo, Kojima vuole ancora sorprendere

A questo punto della carriera Hideo Kojima potrebbe tranquillamente vivere celebrando ciò che ha già realizzato.

Metal Gear Solid ha contribuito a ridefinire lo stealth tridimensionale e la narrazione cinematografica nei videogiochi, mentre Death Stranding ha dimostrato quanto Kojima sia disposto ancora oggi a rischiare proponendo idee capaci di dividere profondamente il pubblico.

E forse è proprio questa la caratteristica che meglio riassume i suoi primi 63 anni.

Kojima non ha sempre messo tutti d’accordo. Alcune delle sue scelte sono state amate, altre criticate e altre ancora comprese pienamente soltanto a distanza di anni.

Ma difficilmente sono passate inosservate.

Oggi Hideo Kojima compie 63 anni, 40 dei quali trascorsi nell’industria videoludica. E mentre il settore celebra ciò che ha fatto, lui sembra avere ancora lo sguardo rivolto verso ciò che farà dopo.