Harry Potter, Hbo ha diffuso il primo trailer. Storia di una serie che fa già arrabbiare tutti: fan, anti-woke e progressisti - Il video

Il colosso ha rilasciato un primo assaggio della serie che debutterà a Natale. Attesissima e criticatissima: ecco i dettagli inediti

Google Preferred Site

Hbo ha reso pubblico il nuovo trailer della serie Harry Potter e e la Pietra Filosofale. Ricco di scorci inediti di Hogwarts, dei suoi studenti e dei suoi angoli più oscuri, diversi fotogrammi svelano nuove chicche e anticipazioni già uscite sulla serie ispirata alle opere di JK Rowling.

La serie debutterà in piattaforma durante le festività natalizie 2026. Nel cast, fra gli altri, Harry (Dominic McLaughlin), Hermione Granger (Arabella Stanton), Ron Weasley (Alastair Stout), Albus Silente (John Lithgow), Severus Piton (Paapa Essiedu) e Minerva McGonagall (Janet McTeer). Un debutto che la piattaforma accompagna rendendo disponibili tutti e otto i film di Harry Potter.

Nuovi personaggi sbloccati: ecco in quali frame

Per gli appassionati della saga alcuni frame rivelano dei personaggi che nella serie Hbo potrebbero esser molto più sviluppati rispetto ai film o alle opere dell’autrice. A bordo dell’Espresso per Hogwarts per esempio Hermione incontra tra le carrozze Lavender Brown e Hannah Abbott, in un breve assaggio delle future dinamiche scolastiche. Ron viene invece immortalato nel momento esatto in cui riceve la sua sofferta e attesa lettera di ammissione, nella casa di famiglia. In altre scene, intravediamo una partita a scacchi magici, il Mantello dell’Invisibilità in azione e un’inquietante inquadratura dello Specchio di Erised. Elementi che compaiono nelle storie di Harry ma in tempistiche diverse rispetto al film. Sarà interessante capire come gli autori della serie li avranno incastrati nella narrazione.

Un troll del tutto inedito

Tra le novità più rilevanti della serie è la figura del troll: la creatura appare completamente riprogettata rispetto alla versione del film del 2001. Molti su X sembrano non averla apprezzata. Sarebbe solo una delle tante critiche su una serie che ancora non è andata in onda.

La polemica delle polemiche: Paapa Essiedu come Severus Piton

Una delle scelte creative che hanno provocato la maggiore opposizione interna al fandom su questa serie, ancora prima del suo rilascio è quella di Paapa Essiedu che interpreta Severus Piton/Snape. Essiedu è britannico di origine ghanese e quindi il nuovo Piton è nero, mentre nei romanzi il personaggio viene descritto con pelle pallida/”sallow”, capelli neri e aspetto piuttosto emaciato. Nei film infatti era interpretato da Alan Rickman.

Molti fan sostengono che HBO abbia giustificato l’intero reboot promettendo un adattamento molto più fedele ai romanzi. Ma modificare deliberatamente un tratto fisico evidente di uno dei personaggi principali sarebbe incoerente con quella promessa. Perciò in molti temono che Snape sarà il problema minore dopo l’approdo della serie sulla piattaforma. Infine c’è una posizione esplicitamente “anti-woke”. Una parte del fandom interpreta il casting come una sorta di race swapping: HBO avrebbe privilegiato la diversità del cast, rispetto alla corrispondenza con il personaggio originale. Essiedu ha dichiarato di aver ricevuto minacce di morte a sfondo razziale, compreso il messaggio «Quit or I’ll murder you». HBO per tale situazione aveva predisposto misure di sicurezza specifiche per il cast.

Il problema J.K. Rowling, che c’è sempre. Chi è contro lei chiede il boicottaggio

Ci sono persone che infine criticano la serie e invitano a non guardarla proprio perché coinvolge J.K. Rowling. Rowling è executive producer e mantiene un ruolo consultivo su questa opera. Le sue posizioni su sesso biologico, identità di genere e politiche transgender hanno prodotto da anni uno scontro molto duro con una parte del pubblico e dell’industria del cinema. Alcuni critici e parte del pubblico sostenie quindi che guardare o lavorare alla serie significhi contribuire economicamente e culturalmente a Rowling.

Questo è un atteggiamento che dura da tempo ed è radicato anche tra gli addetti al settore. Nell’agosto 2026 la regista di Black Mirror Ally Pankiw ha rivelato di avere rifiutato un’offerta per dirigere la serie, sostenendo che fosse semplice rifiutarsi di contribuire a finanziare ciò che lei considera “transphobia”. La regista Kate Herron ha dichiarato di aver rifiutato due volte proposte relative a questa serie.

La domanda delle domande: perché rifare Harry Potter?

C’è infine una critica, diffusa anche nel mondo fandom di Harry. I film sono ancora estremamente presenti nella cultura popolare e l’ultimo della saga principale risale soltanto al 2011. Per molti spettatori non esiste quindi la necessità di un remake. Che senso avrebbe rifare un qualcosa che è ancora molto impresso nelle nostre menti? Chris Columbus, regista dei primi due film del maghetto, per esempio è su questa linea. Vedendo Nick Frost vestito da Hagrid in maniera estremamente simile a Robbie Coltrane, Columbus ha sostanzialmente espresso una sensazione di déjà-vu e si è chiesto quale fosse il senso di rifare qualcosa se l’estetica rimane quasi identica.