Harry Kane, la moglie Katie Goodland e quel discorso speciale: «Il Pallone d'oro? Lo desiderava più di me»

Harry Kane, il Pallone d'oro e una dedica speciale nella serata dei sogni: «A mia moglie: sei la mia migliore amica. Desideravi questo premio più di quanto lo desiderassi io. Abbiamo attraversato alti e bassi. Ce l'abbiamo fatta. Hai sempre voluto il meglio per me. Ti sei sacrificata per i miei sogni. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza di te. Ti amo». Lei è Katie Goodland, nata alle porte di Londra, il 21 gennaio 1993, ex personal trainer. Dal 2022 è impegnata nelle attività a sostegno della Harry Kane Foundation. Molto attiva sui social network, dove condivide momenti della vita familiare, Katie è la prima tifosa del marito e viene spesso immortalata insieme ai loro quattro figli sugli spalti, in occasione delle partite più importanti dell’attaccante inglese.

Una vita insieme

Nati e cresciuti entrambi a Chingford, Harry Kane e Katie Goodland si conoscono fin da bambini, ma il loro legame cresciuto nell’adolescenza si è trasformato in una storia d’amore nel 2012, quando il calciatore militava nel Tottenham.

Da allora, la vita di coppia e la carriera di Kane sono cresciute parallelamente. Nel 2017 è nata la primogenita Ivy e, pochi mesi dopo, durante una romantica vacanza alle Bahamas, è arrivata la proposta di matrimonio. Le nozze sono state celebrate due anni dopo, con una cerimonia privata alla presenza di familiari e amici intimi.

La famiglia si è poi allargata con l’arrivo dei figli Vivienne, nel 2018, Louis, nel 2020, e Henry, nel 2023. Con il trasferimento di Kane al Bayern Monaco, nel 2023, anche Katie e i figli lo hanno seguito in Germania, dove la famiglia vive oggi.

I rigraziamenti

A sostenere Harry Kane in platea al London Palladium Theatre c’era proprio la moglie: «Sono senza parole - ha detto il 33enne inglese bomber del Bayern Monaco -, ho lottato per essere il migliore. Per qualsiasi ragazzo o ragazza che desideri realizzare i propri sogni, tutto è possibile. Con il duro lavoro anche quando nessuno ti guarda, superando gli alti e bassi e con l’apprendimento attraverso la resilienza, la determinazione e la fiducia in se stessi, tutto si può realizzare. Ringrazio i miei compagni di squadra del Bayern Monaco, senza di loro non sarebbe stato possibile tutto questo. Sono cresciuto come giocatore, come persona e come leader da quando sono in Germania. Grazie anche a mia moglie, ai miei genitori e a tutta la mia famiglia: mi hanno sempre aiutato molto fuori dal campo».

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