Guerriglia in Val di Susa, 60 feriti per l’assalto No Tav. Chiusa l’autostrada, fermata circolazione dei treni
Pietre, bombe carta e razzi sparati con mortai artigianali contro le forze dell'ordine schierate a protezione del cantiere della Tav. Come accade ormai ogni anno, il Festival dell'Alta Felicità è stata l'occasione per richiamare in Val di Susa centinaia di attivisti violenti. Sono arrivati in massa dalla Francia e da altre città italiane, come Bari, Roma, Pisa, Taranto, Milano, Genova, Catania. In un video si vede addirittura un attacco paramilitare da parte di un attivista No Tav: pur di colpire una camionetta dei carabinieri non si fa scrupoli a investire con le fiamme di un ordigno artigianale i militari dell'Arma che si trovavano lì vicino. Le immagini sono impressionanti. Alla fine sono stati incendiati quattro mezzi delle forze dell'ordine e feriti una sessantina di poliziotti.
La marcia e l'attacco
La marcia dei No Tav è partita come da tradizione da Venaus, in Val di Susa, poco dopo le 14. Il corteo, dopo qualche istante, si è subito diviso in due tronconi: il primo, composto da circa 10mila manifestanti, si è avviato sulla strada di Giaglione verso Chiomonte. Il secondo, altrettanto nutrito, si è invece indirizzato verso Susa con destinazione finale San Didero. Durante la marcia un piccolo gruppetto si è staccato per raggiungere il cantiere di Salbertrand dove ha dato vita alla tradizionale battitura delle reti. I primi momenti di tensione si sono registrati proprio qui intorno alle 16 al cantiere di San Didero: i manifestanti hanno tentato di danneggiare le reti e scatenato incendi nei boschi per colpire le forze dell'ordine. Polizia e carabinieri hanno risposto con il lancio di lacrimogeni.
L'assalto ha visto l'azione di circa 500 attivisti, vestiti di nero e con il volto coperto. Quasi tutti indossavano caschi e maschere antigas. Alcuni hanno aperto degli ombrelli nel tentativo di non farsi individuare dai droni usati dalle forze dell'ordine per filmare quanto accadeva. Nonostante questo escamotage in molti sono già stati identificati dalla Digos. Tra i violenti, quasi tutti appartenenti all'area antagonista, erano presenti anche degli stranieri, in particolare francesi. Prima di colpire si sono dati appuntamento al presidio dei Mulini. Da qui, attraverso alcuni sentieri, hanno raggiunto il cantiere di Chiomonte in Val Clarea, da anni al centro degli scontri tra il movimento No Tav, che si oppone al progetto di costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, e i militari che presidiano il sito.
Prima della manifestazione erano stati sequestrati dalle forze dell'ordine alla stazione di Bardonecchia fionde, razzi, biglie, petardi e fuochi d'artificio. E alcuni cittadini francesi arrivati in Piemonte erano stati sottoposti all'allontanamento immediato dal territorio dello Stato, proprio per motivi di ordine e sicurezza pubblica.
Verso San Didiero la strada è stata bloccata da due cordoni di poliziotti in tenuta anti-sommossa che hanno rincorso i manifestanti nei boschi. I No Tav si sono messi a scappare verso la stazione di Bruzolo, attraversando i binari. Sulle banchine si sono formati due gruppi. La polizia ha raggiunto qui i No Tav, con agenti della Digos e altri in tenuta antisommossa, per identificarli tutti. Ci sono stati lunghi momenti di tensione. Sui binari si sono piazzati da un lato alcuni manifestanti e dall'altro diversi cordoni di agenti del reparto mobile schierati in tre punti. Alla fine tutta la stazione è stata occupata e presidiata dalle forze dell'ordine: di fatto era impossibile uscire. Dopo circa un'ora, quando tutti sono stati identificati. Solo allora la manifestazione si è sciolta.
A causa degli scontri è stata chiusa l'autostrada A32 e fermata la circolazione ferroviaria a Bruzolo, proprio per la presenza di un gruppo di circa 350 manifestanti sui binari. I sindacati di polizia hanno precisato che gli agenti feriti negli scontri sono 60. «Le decisioni di ordine pubblico - ha sottolineato il segretario generale provinciale del Siulp, Ignazio Craparotta - competono alle autorità preposte, ma è indispensabile assicurare agli operatori condizioni che consentano interventi efficaci, tempestivi e in piena sicurezza, evitando che situazioni critiche degenerino fino a mettere inutilmente a rischio il personale». La Guardia di finanza ha segnalato a sua volta una decina di feriti non gravi, che sono stati medicati nell'ospedale di Rivoli. Ancora incerto il numero dei contusi tra i manifestanti, almeno due sono stati portati via dai volontari sanitari.
A Chiomonte, ieri sera, anche se l'attacco al cantiere sembrava finito, è rimasta alta l'allerta da parte delle forze dell'ordine che sono accorse da tutta la valle a presidiare la zona. «In queste prime giornate di Festival - scrivono gli organizzatori No Tav - abbiamo assistito ad un aumento spropositato di controlli e posti di blocco che però non hanno impedito ad una grande massa di No Tav di raggiungere Venaus. Non sarà sicuramente questa modesta "operazione di polizia" a fermare l'estate di lotta cominciata da diverse settimane e che continuerà anche ad agosto, con campeggi e appuntamenti».
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