Guerra nel Gremio dei Muratori  - L'Unione Sarda.it

Sassari.

11 agosto 2026 alle 00:36

Prima della Discesa dei Candelieri la salita in Procura. All’alba della Faradda si consuma un atto inopinato nella storia della Festa: i dissidenti del Gremio dei Muratori depositano un esposto in tribunale contro il presidente della propria corporazione, Antonio Pistidda. Lo fanno a distanza di un mese dal j’accuse di luglio quando, con un comunicato stampa, attaccarono il vertice dell’associazione che, a sua volta, espulse il socio Marco Ciarula e sospese per un anno Antonio Sechi, un altro esponente.

Ieri si è scritto un secondo capitolo precisando, con una ulteriore nota stampa, le contestazioni a carico del presidente. Il quale avrebbe, si riferisce, “inserito nella contabilità del Gremio l’ordine delle bomboniere di nozze”. I due citati, più Fabio Deriu e Francesco Pettenadu, chiedono allora alla magistratura di fare luce, oltre a invocare le dimissioni di Pistidda, e si affidano allo Studio Legale Marogna Fiori perché tuteli i loro diritti e quelli del Gremio. Ma il presente nuziale è solo il nodo finale di una tensione latente da tempo tra le parti in causa, che ha reso pubblico quel che nei sodalizi sassaresi rappresenta una materia “carbonara”. Perché nei secoli sono fioccati altri cartellini rossi, così come seguitano le guerre tra fazioni gremiali, ma sempre lavando i panni sporchi in famiglia. Stavolta però gli schizzi sono pubblici e l’accusato è costretto a ribattere, attraverso il legale del Gremio, Attilio Pinna, tacciando il tutto come “ignobili calunnie”, incassando la solidarietà degli altri dieci soci, e annunciando che si difenderà nelle sedi opportune.

La sfilata

Il clamore della contesa si è aggiunto alle urla della discesa dei Candelieri Medi, che ieri hanno sfilato da corso Vittorio Emanuele, lungo corso Vico fino alla chiesa di Santa Maria di Betlem. Un evento misconosciuto che sta occupando negli anni un suo spazio, certificato anche dalla consegna delle medaglie commemorative ai partecipanti da parte del primo cittadino, in uno sforzo di inclusione per allontanare il ricordo di lontane fratture. Oltre un quarto di secolo fa infatti l’incidente in piena Faradda quando i Medi pretesero di scendere coi ceri principali e dovette intervenire il prefetto. Ora sarà invece un tribunale a dire l’ultima parola sulla querelle dei Muratori, e non è detto che si tratterà dell’ultima.

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