Teheran: 'Da Usa proposte, Hormuz chiuso se non soddisfatte richieste'
Mohammad Bagher Ghalibaf, capo negoziatore e presidente del parlamento iraniano, ha affermato che Washington ha avanzato "alcune proposte tramite un mediatore" dopo che Teheran aveva proposto una tabella di marcia di 7 giorni per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Tuttavia, ha sottolineato, gli Usa devono sapere "che l'epoca in cui si perdeva tempo e si imponevano richieste unilaterali è finita", che la posizione dell'Iran rimane "chiara e definita" e che "lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto finché non saranno soddisfatte le nostre sette condizioni basate sul Memorandum di Islamabad".
La Russia è pronta a svolgere un ruolo di mediazione tra Stati Uniti e Iran per contribuire a porre fine alla guerra e non sacrificherà i propri rapporti con Teheran. Lo ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev ai media iraniani, sottolineando che le relazioni tra Mosca e Teheran hanno raggiunto "un livello senza precedenti" e che nell'ultimo anno gli scambi commerciali bilaterali sono aumentati del 20%.
Il presidente americano ha ribadito che "la guerra contro l'Iran finirà dopo le midterm". Parlando ad un comizio in Alabama il tycoon ha ripetuto che Teheran "non avrà mai l'arma nucleare".
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meno di un minuto fa
Araghchi: "Se gli Usa accettano il nostro piano Hormuz aperto in 7 giorni"
"Così come prendiamo sul serio l'autodifesa, siamo altrettanto fermi e risoluti sia nel difendere noi stessi sia nel portare avanti la diplomazia": è quanto dichiarato oggi dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, citato dall'agenzia Irna. "Se i nostri avversari dovessero scegliere ancora una volta la via dello scontro militare — ha proseguito — si troveranno ad affrontare una risposta molto più dura di quelle precedenti. Tuttavia, se intendono perseguire la via diplomatica, siamo pronti a raggiungere attraverso la diplomazia una soluzione equa e dignitosa per porre fine a questo conflitto". In merito al nuovo piano dell'Iran per risolvere le controversie ancora in corso con gli Stati Uniti, Araghchi ha sottolineato che, se gli Stati Uniti accetteranno il piano iraniano di sette giorni, lo Stretto di Hormuz verrà riaperto entro i sette giorni.

©IPA/Fotogramma
8 minuti fa
Araghchi: "Nessuna soluzione militare o con sanzioni"
Non esiste "alcuna soluzione militare, nè alcuna soluzione basata su nuove sanzioni" al conflitto tra Iran e Stati Uniti. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, rivolgendosi agli ambasciatori stranieri mentre i colloqui tra i due Paesi sembrano in una fase di stallo. "Se i nostri nemici sceglieranno nuovamente la strada del confronto militare, la nostra risposta sarà più forte di prima e ci difenderemo con ancora maggiore forza", ha avvertito Araghchi.
14 minuti fa
Riad: "Fuorvianti rivendicazioni Houthi su Aramco"
La coalizione guidata dall'Arabia Saudita definisce "fuorvianti" le rivendicazioni degli Houthi, che sostengono di aver colpito sabato un impianto del colosso petrolifero Aramco a sud di Riad. Il movimento filoiraniano è alla "ricerca di vittorie immaginarie", ha dichiarato il portavoce della coalizione, il generale Turki al Malki, al quotidiano saudita Asharq Al-Awsat. Un giornalista dell'Afp aveva visto fiamme e fumo levarsi da un impianto di Aramco a sud della capitale saudita. Le autorità del regno non hanno diffuso comunicazioni sull'incendio. Parlando nella tarda serata di sabato, al-Malki ha sostenuto che gli Houthi sono in difficoltà a Taiz, terza città più popolosa dello Yemen, nel sud ovest del Paese, in gran parte controllata dal governo internazionalmente riconosciuto. Le ostilità tra gli Houthi, da una parte, e l'Arabia Saudita e il governo yemenita, dall'altra, proseguono senza tregua dalla ripresa dei combattimenti a luglio, che ha aperto un nuovo fronte nella guerra in Medio Oriente. Il movimento aveva già rivendicato altri due attacchi contro impianti petroliferi sauditi: il mese scorso nella città portuale di Yanbu, principale terminal petrolifero del regno, e ad agosto nel sud del Paese. Gli Houthi colpiscono regolarmente l'Arabia Saudita, alla guida della coalizione militare a sostegno del governo yemenita, e la flotta del regno.
27 minuti fa
Parolin: "Per fermare le guerre uscire dalla logica del dominio"
"Uscire da una logica del dominio. È la crisi del multilateralismo che, purtroppo, caratterizza oggi i rapporti internazionali. E ciò dà adito a un diffuso pessimismo, che si respirava anche all'Onu". Lo afferma, in un'intervista a la Repubblica, il cardinale segretario di Stato della Santa Sede, Pietro Parolin. "La crisi del multilateralismo - aggiunge - non è un fenomeno recente; si manifesta nella difficoltà a raggiungere un consenso e offrire risposte comuni efficaci. A ciò si aggiungono l'aggravarsi delle emergenze umanitarie. Vedo nella perdita della fiducia reciproca la causa principale". Cosa pensa dell'Iran e quali soluzioni propone la Santa Sede? "Una convinzione che ho più volte richiamato - prosegue Parolin -, anche nel mio intervento all'Assemblea Generale di pochi giorni fa, è che le disuguaglianze, l'esclusione, la negazione dei diritti fondamentali e la mancata capacità di riconoscere l'altro come fratello e non come rivale, restano tra le cause profonde dei conflitti; per questo è necessario innanzitutto uscire da una 'logica del dominio'. È una situazione che desta grande apprensione, soprattutto per il prezzo che paga la popolazione civile; per questo la Santa Sede non si stanca di richiamare tutte le parti a preferire la via del dialogo alla forza". Come giudica quanto accade a Gaza? "La situazione umanitaria - afferma ancora il segretario di Stato della Santa Sede - resta estremamente difficile per due milioni di palestinesi. La soluzione che la Santa Sede continua a sostenere è quella dei due Stati, per garantire sia al popolo palestinese che a quello israeliano il diritto a vivere in pace nella propria terra". L'Ucraina ha diritto a difendersi e va aiutata? E quale soluzione suggerite per porre fine alla guerra? "La situazione è molto preoccupante - prosegue Parolin -, aggravata dalla prospettiva dell'inverno. Certamente, non si può negare ad un popolo il diritto di difendersi - in questo senso la dottrina della Chiesa è chiara - ma la Santa Sede sottolinea la necessità di mettere fine alle ostilità, per cui incoraggia ogni iniziativa per raggiungere un cessate il fuoco immediato, completo ed effettivo" conclude.
39 minuti fa
Teheran: "L'Iran combatterà e negozierà"
Il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che l'Iran non è né "entusiasta" né "intimidito" dalle azioni degli Stati Uniti e che intende "sia combattere che negoziare". Lo riporta Al Jazeera. "Siamo presenti sul campo di battaglia militare con tutte le nostre forze e li affronteremo con nuove sorprese; al contempo, utilizziamo gli strumenti della diplomazia per affermare la nostra superiorità in ambito militare e far valere i diritti del popolo iraniano", ha aggiunto. Il mese scorso, l'Iran ha comunicato agli Stati Uniti, tramite mediatori del Qatar, una serie di condizioni formali per porre fine al conflitto. Tali condizioni includono la cessazione delle ostilità su tutti i fronti, lo sblocco dei fondi iraniani congelati, la fine del blocco navale ai porti iraniani, la cessazione delle interferenze statunitensi negli affari interni dell'Iran, lo stop alla cooperazione degli Usa con gli avversari dell'Iran e la fine di ogni attacco statunitense contro il territorio iraniano.
08:30
Teheran: "Arrivata di recente una proposta dagli Usa"
Gli Stati Uniti hanno recentemente trasmesso proposte all'Iran attraverso intermediari, pur sostenendo una posizione diversa sui media. Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohammad Bagher Ghalibaf, secondo quanto riporta Al Jazeera. "Washington deve rendersi conto che la fase in cui si prende tempo e si impongono richieste unilaterali è finita", ha aggiunto. Il presidente del Parlamento ha inoltre ribadito le condizioni di Teheran per la riapertura dello Stretto di Hormuz: "Le nostre posizioni sono chiare e lo Stretto non sarà riaperto finchè non saranno soddisfatte le nostre sette condizioni, conformemente al memorandum d'intesa".
08:24
Elezioni in Israele, i partiti in corsa e i sondaggi: quali scenari?
La posta in gioco va oltre la semplice successione a Netanyahu. Il voto potrebbe ridefinire gli equilibri tra destra, centro, sinistra, partiti religiosi e formazioni arabe, in un parlamento nel quale anche pochi seggi potrebbero risultare determinanti per raggiungere la soglia dei 61 deputati necessaria a formare un governo.
Elezioni in Israele, i partiti in corsa e i sondaggi: quali scenari?
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08:17
Media, l'esercito iraniano fornirà un addestramento militare di base ai civili
L'esercito iraniano ha in programma di avviare l'addestramento di volontari nell'ambito di un programma volto a preparare i cittadini alla "difesa nazionale", secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa iraniana West Asia News Agency (Wana) e riportato da Al Jazeera. Il generale di brigata Mohammad Reza Alian-Nejad, responsabile dell'addestramento e della formazione dell'esercito, ha dichiarato che il programma si svolgerà a partire da oggi presso tre strutture a Teheran. Alian-Nejad ha affermato che il personale proveniente dalle quattro branche dell'esercito sarà dislocato in diverse sedi designate come "presidi campali" per fornire ai volontari un "addestramento militare di base", seguito da corsi più avanzati.
08:01
07:45
Attacchi aerei nello Yemen
Nella notte aerei da guerra sauditi hanno preso di mira la città di Abs, nella provincia di Hajjah, nello Yemen. Poche ore prima, diverse fonti arabe hanno riferito di esplosioni a Buqayq, in Arabia Saudita, a seguito di un attacco con missili balistici da parte delle forze yemenite. Fonti della regione poi hanno segnalato forti esplosioni anche nei pressi dell'aeroporto di Riad.
06:42
Procura portoghese apre indagine su concessione base Lajes a Usa
La procura portoghese ha aperto un'indagine sulla legittimità dell'autorizzazione concessa dal governo di Lisbona agli Stati Uniti per utilizzare la base aerea di Lajes, nelle Azzorre, durante la guerra con l'Iran. Lo ha reso noto la Procura generale portoghese, precisando che l'inchiesta è stata avviata in seguito a una denuncia presentata da esponenti del partito di sinistra Bloco de Esquerda. Il governo di centrodestra aveva autorizzato a marzo diversi voli di transito statunitensi attraverso la base, suscitando le critiche dei partiti di opposizione di sinistra. Portogallo e Stati Uniti hanno un accordo di lunga data che consente a Washington di utilizzare la base di Lajes senza un'autorizzazione preventiva in tempo di pace, mentre l'approvazione di Lisbona diventa necessaria in caso di ostilità. Il ministro degli Esteri portoghese Paulo Rangel aveva spiegato che il via libera era stato concesso soltanto dopo aver ricevuto assicurazioni dagli Stati Uniti che qualsiasi operazione sarebbe stata "difensiva, necessaria e proporzionata" e limitata a obiettivi militari.
06:39
Hegseth: "Blocco a Hormuz è ferreo, Trump ha tutte opzioni sul tavolo"
"Il nostro blocco è ferreo". Lo ha dichiarato il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth, assicurando che gli Stati Uniti mantengono il controllo dello Stretto di Hormuz e avvertendo Teheran delle possibili conseguenze se continuerà a "giocare" con il passaggio marittimo strategico. "L'Iran vuole giocare con cose come lo Stretto di Hormuz. Non lo controllano loro, lo controlliamo noi. Non sono riusciti a far passare letteralmente nulla", ha affermato Hegseth, invitando Teheran a "fare la scelta giusta". "Se non lo farà, il presidente avrà sul tavolo tutte le opzioni di cui ha bisogno. Ma non lascerà che questa situazione si prolunghi inutilmente. Sa qual è la missione e, quando ci verrà chiesto, siamo in grado di portarla a termine", ha aggiunto.
Hegseth ha inoltre ribadito che impedire all'Iran di dotarsi dell'arma atomica rappresenta "un interesse nazionale vitale degli Stati Uniti d'America". "Il messaggio è molto semplice: l'Iran non avrà mai, mai, mai un'arma nucleare. Il presidente Trump è assolutamente determinato a fare in modo che non accada: non l'avranno", ha dichiarato il capo del Pentagono.
06:39
Iran, arrestati 31 sospetti: "smantellate 4 reti di sabotaggio legate a Usa e Israele"
Le autorità iraniane hanno arrestato 31 persone accusate di appartenere a quattro reti sostenute da Stati Uniti e Israele e coinvolte in piani per fomentare disordini e compiere atti di sabotaggio nella provincia meridionale di Kerman. Lo ha reso noto il ministero dell'Intelligence iraniano, citato da Press Tv. Secondo Teheran, i sospetti operavano nella contea di Sirjan e avrebbero cercato di "adescare adolescenti e giovani", preparando inoltre "grandi quantità di molotov" da utilizzare per danneggiare le telecamere di sorveglianza urbana in vista di "disordini di strada e atti di sabotaggio". Il ministero dell'Intelligence ha inoltre accusato i gruppi di essere stati coinvolti in episodi di "violenza e distruzione" durante le proteste antigovernative dello scorso gennaio.
06:38
Medvedev: "Russia pronta a ruolo di mediazione con Usa"
La Russia è pronta a svolgere un ruolo di mediazione tra Stati Uniti e Iran per contribuire a porre fine alla guerra e non sacrificherà i propri rapporti con Teheran. Lo ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev ai media iraniani, sottolineando che le relazioni tra Mosca e Teheran hanno raggiunto "un livello senza precedenti" e che nell'ultimo anno gli scambi commerciali bilaterali sono aumentati del 20%. Russia e Iran, ha aggiunto, sono sottoposti a "sanzioni su vasta scala" e devono quindi sviluppare meccanismi alternativi di cooperazione finanziaria, ricordando che circa il 90% degli scambi tra i Paesi dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai avviene ormai nelle rispettive valute nazionali.