Guerra in Iran, l'allarme delle piccole imprese: “Carburanti e
A parlare è Cristiano Cantisani, presidente di Cna Trentino Alto Adige: “Per le piccole imprese l'impatto è pesante, perché hanno minori possibilità rispetto alle grandi aziende di proteggersi dalle oscillazioni dei mercati energetici, una minore capacità contrattuale negli acquisti e maggiori difficoltà a trasferire gli aumenti dei costi sui prezzi finali”
TRENTO. Guerra in Iran, dalle piccole imprese arriva l'allarme per l'aumento dei costi: “Carburanti e bollette alle stelle”. A parlare è Cristiano Cantisani, presidente di Cna Trentino Alto Adige, che mette in chiaro, nella complicata fase attuale, quali siano le priorità per il tessuto imprenditoriale sul territorio.
“Occorre evitare – dice – che le conseguenze di una crisi geopolitica si traducano in un nuovo freno alla competitività, agli investimenti e alla crescita, proprio mentre il sistema delle piccole imprese, anche in Trentino Alto Adige, ha bisogno di stabilità e di costi energetici sostenibili”.
Secondo quanto riporta la Cna, il costo energetico che la guerra in Iran presenta all'Italia in circa 6 mesi è di quasi 12 miliardi di euro: “Tra il primo marzo e il 31 agosto – continuano – il maggior esborso per carburanti, energia elettrica e gas è stimato in circa 11,6 miliardi di euro rispetto ai livelli precedenti all'esplosione della crisi. Un conto che grava sulle famiglie e sulle imprese e che per oltre la metà è riconducibile alla mobilità”.
La Cna stima infatti in circa 5,8 miliardi di euro il maggior costo di benzina e gasolio nel semestre: “I dati di luglio – aggiunge l'associazione – confermano la forte domanda di benzina, che ha raggiunto 900mila tonnellate, il livello più elevato degli ultimi sedici anni e il 3,1% in più rispetto allo stesso mese del 2025. Il gasolio per autotrazione registra invece una flessione dell'8,4%. A luglio i prezzi medi si sono attestati a 1,908 euro al litro per la benzina e 2,027 euro per il gasolio. La riduzione dei consumi di gasolio ha attenuato il conto, ma non è riuscita a compensare l’aumento dei prezzi. La componente carburanti rappresenta circa la metà del maggiore costo energetico stimato dalla Cna. Pesante anche la bolletta elettrica. Il maggiore esborso nel semestre è stimato nell’ordine di 3,7-3,8 miliardi di euro. I dati mostrano che lo shock dei prezzi non si è accompagnato a una contrazione della domanda. A luglio il fabbisogno elettrico italiano ha raggiunto il massimo storico, 32,5 TWh, in aumento dell’8,3% rispetto a luglio 2025. Le quotazioni sul mercato elettrico continuano a mostrare valori molto elevati anche nella seconda parte di agosto. A completare il conto è il gas consumato da famiglie e imprese. Cna stima un maggiore costo di 2-2,2 miliardi di euro”.
Per attenuare gli effetti dello shock, conclude la Cna, sono stati mobilitati oltre 2,3 miliardi di euro di interventi pubblici, tra riduzione accise, crediti d'imposta e altre misure: “Per le piccole imprese l'impatto è pesante – dice ancora Cantisani – perché hanno minori possibilità rispetto alle grandi aziende di proteggersi dalle oscillazioni dei mercati energetici, una minore capacità contrattuale negli acquisti e maggiori difficoltà a trasferire gli aumenti dei costi sui prezzi finali. Anche le Province autonome di Trento e Bolzano si attivino, con le società energetiche controllate, per adottare tutte le misure necessarie al contenimento delle tariffe”.