Russia, guerra ibrida contro l'Europa: i più recenti casi sospetti

Introduzione

Da anni si parla di una potenzuale guerra ibrida della Russia contro i Paesi europei. Non un conflitto armato convenzionale, ma ripetuti tentativi di indebolire vari Stati in modo indiretto, senza mai rivendicare alcun attacco ma al contrario negando ogni responsabilità, e soprattutto senza mai arrivare a un’escalation plateale. I droni lanciati ad agosto contro l’aeroporto di Lipsia, centro logistico della Nato in Germania che ospita anche una flotta di cargo ucraini, sono soltanto un possibile esempio: nelle ultime settimane l’azione del Cremlino, seppur non confermata in via ufficiale, sembra essersi intensificata e aver toccato diversi Stati nel Vecchio Continente.

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Quello che devi sapere

Guerra ibrida, gli ultimi sospetti attacchi russi

Tra agosto e il 1° settembre si sono verificate incursioni e sospetti sabotaggi russi, oltre che in Germania, ad esempio in Polonia, Romania, Estonia e Lettonia.

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Sospetti attacchi russi, la centrale in Brandeburgo

Ieri, 1° settembre, in Germania degli ordigni esplosivi sono stati trovati nei pressi della sottostazione elettrica di Turnow-Preilack, nel Brandeburgo, non lontano dalla centrale elettrica di Jaenschwalde. Hanno danneggiato una linea elettrica, senza però provocare feriti o blackout, e in molti ritengono siano opera di Mosca. La Germania "resta bersaglio quotidiano della una guerra ibrida”, ha detto il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt in una dichiarazione ufficiale con il collega degli esteri Johann Wadephul, rientrando in fretta e furia da Algeri proprio mentre si diffondeva la notizia di quanto successo.

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I droni sull’aeroporto di Lipsia

A Lipsia, nella notte del 4 agosto, un drone era stato trovato sulla pista di rullaggio dello scalo aeroportuale, accanto ad alcuni Antonov ucraini, mentre un secondo si era scontrato con un aereo Dhl in volo, danneggiandone il muso. Un terzo drone è stato individuato 10 giorni dopo, in un terreno nel Land confinante. Dopo settimane di indagini e di iniziale prudenza nell’incolpare direttamente Mosca, gli 007 e gli inquirenti tedeschi alla fine hanno parlato apertamente di tentativi di attentato portati avanti dai servizi russi. Secondo alcuni è però possibile che questi attacchi, pur dietro regia russa, siano materialmente commessi da criminali comuni o da agenti di basso livello, anche perché - come ha sottolineato il report tedesco sull'episodio - Mosca, essendo sprovvista di molti agenti specializzati, recluterebbe sul web persone disposte a fare da "manovalanza" (forse inconsapevolmente).

Le incursioni aeree sopra la Romania e i Paesi Baltici

Sono attribuite alla Russia anche le varie recenti incursioni aeree nei cieli della Romania e dei Paesi Baltici, che hanno spinto a raddoppiare il numero di aerei caccia della Nato che devono alzarsi in volo per neutralizzare queste minacce. Per fare un esempio: il 1° settembre, secondo quanto riportato dall'emittente nazionale estone Err, alcuni droni hanno fatto scattare un allarme aereo notturno in Lettonia e successivamente sono entrati anche nello spazio aereo estone, dove i caccia alleati Nato della Missione di pattugliamento aereo del Baltico hanno continuato a cercarli.

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Le esplosioni nelle fabbriche di droni

Tra il 30 e il 31 agosto è scoppiato un incendio nella fabbrica WB Electronics di Skarżysko-Kamienna, dove vengono prodotti droni da ricognizione e kamikaze utilizzati dai militari ucraini. C’è il sospetto di un sabotaggio, anche perché è il quinto caso simile in Europa soltanto ad agosto: è successo agli stabilimenti EMCO in Bulgaria, a quelli KNDS Ammo Italy a Colleferro, in Italia, e poi a quelli della Milrem Robotics in Estonia, a cui va aggiunto il tentativo – sventato dalle autorità – allo stabilimento Skyeton in Slovacchia. 

Il jamming nei mari

Si riconducono alla guerra ibrida del Cremlino anche le procurate interferenze del GPS (il cosiddetto jamming) nel Mar Baltico e nel Mar Nero, che vanno avanti da anni. 

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Decine di sospetti sabotaggi

Al di là di questi recentissimi episodi, secondo il Centro di ricerca del Congresso Usa, tra il 2018 e il 2025 gli atti di sospetti sabotaggi da parte della Russia in Europa sono stati decine e decine e hanno toccato praticamente tutti i Paesi, Italia compresa.

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Gli atti della guerra ibrida

In sintesi, esempi di atti che vengono ricondotti alla guerra ibrida sono:  

  • sabotaggi;
  • omicidi (si pensi al piano del 2024, sventato dai servizi segreti di Usa e Germania, per uccidere Armin Papperger, l’amministratore delegato della Rheinmetall, la principale azienda tedesca di difesa);
  • violazioni dello spazio aereo;
  • cyberattacchi;
  • interferenze politiche;
  • uso strumentale dei flussi migratori (come successo in Polonia in tempi recenti).

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Guerra ibrida o terrorismo di Stato?

La portata dei presunti attacchi russi ha assunto dimensioni così grandi che ormai in molti suggeriscono di abbandondare il termine guerra ibrida e di parlare di guerra vera e propria. “Dovremmo abbandonare il termine guerra ibrida e chiamare le cose con il loro nome: terrorismo di Stato”, dice Kaupo Rosin, direttore generale del Servizio di intelligence dell’Estonia. Il problema è che se fosse così, l’Europa dovrebbe rispondere ufficialmente in qualche modo, ma al momento non è nelle condizioni per farlo. E nemmeno i singoli Stati europei sembrano propensi a rispondere militarmente.

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