Guerra aperta sull’ex Ostello  - L'Unione Sarda.it

Arbus.

09 agosto 2026 alle 00:44

Il sindaco: «In vendita per un milione». L’opposizione: «Solo parole» 

Il prezzo non è giusto: l’ex ostello di Torre dei Corsari, a picco sul mare da una parte, e dall’altra affacciato sulle dune di sabbia, vale più di un milione di euro. Lo sostengono da mesi i consiglieri di minoranza di Arbus, dopo la valutazione da parte dell’Agenzia delle entrate su richiesta del Comune. Un tema discusso più volte in Consiglio, tra fallimento della gestione, porte chiuse da tre anni, decisione di inserirla tra i beni del patrimonio immobiliare in vendita.

Il prezzo

L’ultima mozione del gruppo è di oltre due mesi fa, ma non è stata ancora discussa. La nuova disputa è arrivata col prezzo di vendita di poco più di un milione di euro. Il sindaco, Paolo Salis, non ha intenzione di fare un passo indietro. «Dopo Ferragosto», afferma, «completeremo l’iter per il bando. Ci sono già acquirenti. La fetta maggiore dei fondi sarà destinata agli interventi programmati nella zona di espansione urbanistica del comparto C4 del villaggio turistico, lavori anche nel centro abitato. Ogni azione seguirà le linee tracciate nella delibera per la vendita». Altrettanto ferma la minoranza: «Al di là delle travagliate vicissitudini», ricorda il consigliere Gianni Lussu, «la realtà è sotto gli occhi di tutti: nonostante i proclami, anche quest’anno il locale è chiuso e credo che lo sarà anche nel 2027: i bandi richiedono tempi lunghi, per non parlare delle opere di adeguamento dell’edificio». A sostegno delle lungaggini burocratiche, si aggiungono gli atti vandalici e l’usura del tempo, il tetto bisognoso d’interventi e gli infissi rovinati.

Abusi edilizi

Il consigliere Agostino Pilia ripercorre le tappe dalla chiusura al Tribunale fallimentare, alla vendita, al prezzo, ai rilievi dell’Agenzia su presunti abusi edilizi, fuori norma gli impianti elettrico, idrico e termico, manca il certificato di agibilità. «Abbiamo chiesto», ricorda Pilia, «di discutere in aula questo aspetto: riteniamo giusto che i cittadini sappiano a che punto siamo con un simbolo della Costa Verde e degli annessi campi da tennis. Se l’obiettivo è dargli una nuova vita, discutiamone». Pressa per la soluzione: «Ho inviato una nota all’Agenzia per saperne di più sulle difformità evidenziate, la risposta che la stima è stata fatta “sulla fiducia” mi lascia perplesso. Siamo davanti a un pasticcio amministrativo di proporzioni enormi che va chiarito subito, prima di creare danni al Comune». Poi chiede: «Gli atti delle presunte irregolarità sono stati acquisiti? Sono stati affidati incarichi a tecnici esterni? Il rischio è che, nel caso di errori procedurali, il Comune dovrà pagare sanzioni pecuniarie per la sanatoria. Intanto svendiamo un bene sul mare, ed è vietato dalla nuova normativa». La polemica: «La maggioranza sta vendendo fumo ai cittadini di Arbus, inserendo nel piano delle alienazioni un immobile che, allo stato attuale, rischia di essere totalmente invendibile o, peggio, di esporre l’Ente a contenziosi legali».

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