Gregorio Paltrinieri: «Di gareggiare non mi stanco mai. In mare è sempre una competizione diversa e ti devi adattare alle condizioni che trovi»
A vederlo entrare in acqua insieme agli altri partecipanti alla gara viene da chiedersi se Gregorio Paltrinieri non si stanchi mai di nuotare. Non siamo alle Olimpiadi o a un campionato del mondo, Dominate The Water è l'evento che ha creato per far avvicinare al nuoto in acqua libere più persone possibile con sempre uno sguardo speciale per natura e sostenibilità. Ogni anno diverse tappe nelle spiagge italiane, quella di Cattolica non manca mai perché l'Emilia-Romagna è la sua regione, lui stesso racconta che il primo mare in cui ha nuotato è questo, quello in cui ha fatto le prime gare fuori dalla piscina.
Alla domanda risponde subito e con sicurezza. «No, di gareggiare non mi stanco, di nuotare delle volte sì, perché se nuoti tutti i giorni, non è sempre divertente, quando arriva la mattina alle sette e mezza, c'è freddo e devi entrare in acqua. Quando superi questa routine quotidiana, che delle volte un po' ti pesa, per il resto di gareggiare sicuramente non mi stanco. E non mi stanco neanche di nuotare in una situazione così».
A Cattolica c'è un cielo soleggiato, ogni tanto attraversato da una nuvola. La temperatura dell'acqua è 24,7 gradi, ma il campione olimpico di Rio dice subito che ha nuotate in acque molto più fredde. «La cosa forse più scomoda di oggi erano le onde. C'era un po' di mare, che è strano per la riviera romagnola. L'acqua era buona ed è bello gareggiare con tutti questi master, con questi bambini, con questi, anche anziani, c'era gente di 75, 78 anni. Ci sentiamo un'unica famiglia che fa tutta la stessa cosa».
Mentre parliamo c'è la fila dei bambini di fianco a noi. Chiedono un autografo sulla cuffia. I selfie non si contano durante la mattinata. E non tutti vivono qui. «Stamattina ho beccato un ragazzo che veniva dall'Argentina, ma capitava in Italia e ha sfruttato l'occasione per fare questa gara. L'ha fatta anche un amico di Miami».
L'obiettivo è portare più gente a nuotare. Paltrinieri, lo dice subito, «in sicurezza», prima degli altri limiti che possono esserci nel nuotare non in piscina. «Nuotare da solo in mare non è mai consigliabile. Se io dovessi fare una nuotata in mare consiglierei di andarci sempre con qualcuno. Io stesso non esco da solo in mare, anche quando mi devo allenare. Il mare può essere calmissimo, si può stare dentro gli scogli, pperò preferisco che almeno si sia in due. La situazione si gestisce meglio. In tre, quattro, cinque è ancora meglio. Detto questo non ci sono grossi rischi se non stare attenti alle condizioni meteo. Se sei in un mare infestato di medusa puoi stare attento a quello, se sei in un mare che tende ad alzarsi devi sapere com'è il meteo. Alcune accortezze ci vogliono, però quando si organizzano gare così è tutto molto monitorato e sotto controllo».
La preparazione è diversa rispetto alla piscina? «Sì, richiede una preparazione un po' diversa, nel senso che è uno sport di situazione. Non è tutto sotto controllo come in piscina. In piscina vai avanti dietro per la corsia. Qua succedono tante cose, questo sport è più mentale: ti devi adattare a quello che trovi. È uno stile di vita». Per Greg, con un buon allenamento, in tanti possono farlo, «Sicuramente è impegnativo, ma quando passi l'ostacolo mentale, di non aver paura è bellissimo. Se c'è qualcuno che non è ben allenato è tosta, però oggi l'abbiamo finita tutti. Ha contato la forza di volontà. Queste condizioni erano difficili anche per me, mentre nuotavo pensavo a tutti gli altri. Ci ho messo un po' a prendere la testa della gara».
La gara è su un miglio marino, 1852 metri. Per primo arriva Greg, pettorale 18, un paio di minuti prima degli altri, ma la sua partecipazione non influisce sul podio. La gioia e la medaglia va a chi si avvicina al campione, i migliori tempi sono attorno ai 24 minuti. L'arrivo più bello è quello dell'ultimo: un'ora e 07 con il campione ad aspettare l'atleta sulla spiaggia. «È una fatica diversa rispetto alla piscina perché non hai riferimenti. Nuoti e tante volte ti sembra di rimanere nello stesso posto, non sai dopo quanto sarà la boa, delle volte non la vedi neanche. In vasca, lo sai che dopo 15 secondi, 20 secondi, 30 secondi c'è la virata. In mare non non sai tante cose, non sai come sarà la corrente, non sai dove sono gli avversari perché magari perdi vista, non sai tante cose. Devi muoverti nel dubbio che tutto possa succedere». E il bello per Paltrinieri è questo. «Venivo da anni in piscina dove era tutto troppo calcolato, studiato, numeri, passi gara, troppi dettagli. In mare è sempre una gara diversa e devi sfruttare quello che ti viene offerto».
Quello che ti viene offerto delle volte è la Senna. «Ho imparato ad adattarmi un po' a tutto. Nuotare nella Senna di per sé sarebbe bello, perché nuoti nel centro di Parigi, hai la Tour Eiffel di fianco. Devono però garantirci la sicurezza. Nuoterei anche nel Tevere in mezzo a Roma, da Prati a Trastevere, però deve essere pulito. Alle Olimpiadi la Senna non era pulita e infatti siamo stati un po' male tutti. Quest'anno all'Europa è andata un po' meglio. Ci hanno lavorato, hanno spostato il campo gara che non era più quello dell'Olimpiadi ed era una parte secondo me più pulita».
Se si guarda al futuro c''è un campo gara completamente diverso. «Mi piacerebbe arrivare alla quinta Olimpiade, quindi Los Angeles 2028». Si nuota nel Pacifico. «Oceano pieno e non capita spesso di nuotarci. Tante gare sono nei laghi, alcune nei fiumi e il Mediterraneo è un mare diverso. L'oceano di solito è molto freddo e ha onde lunghe, onde che ti travolgono. Vorremmo andare a Los Angeles con la Nazionale a provare il campo gara per non arrivare impreparati».
L'Olimpiade è l'obiettivo per ora più a lungo termine. Gli allenamenti sono ripartiti in queste settimane con Germano Proietti come guida tecnica del gruppo di fondisti di base a Ostia, dopo l'addio di Fabrizio Antonelli. E ci sono altre gare come quella di Cattolica. Gregorio Paltrinieri sarà nel primo fine settimana di ottobre a Trieste, alla Barcolana, ma nuotando nel Bacino San Giusto, davanti a Piazza Unità d'Italia, sempre per un miglio marino. «È una gara, ci vado volentieri e conta anche come allenamento». La filosofia è chiaramente vincente visto che Greg ha in bacheca un oro, due argenti e due bronzi olimpici, 6 ori mondiali e tredici europei solo in vasca lunga senza contare gli altri gradini del podio.