'Greg & the Frigidaires' presto al Teatro Capovolto: “Le cover? Ci
TRENTO. A prima vista potrebbero sembrare una band innamorata del rock’n’roll degli anni Cinquanta e Sessanta. Ma basta ascoltarli un po’ più attentamente per capire che dietro Greg & the Frigidaires c’è anche moltissimo altro: armonie vocali, contaminazione musicale, ironia e soprattutto la voglia di prendere una tradizione ben precisa e portarla nel presente.
Mercoledì 19 agosto (a brevissimo), il gruppo salirà sul palco del Teatro Capovolto, in piazza Cesare Battisti a Trento, con uno spettacolo che promette di essere vivace e coinvolgente. A guidare la formazione è Claudio “Greg” Gregori, personalità da sempre profondamente legato alla musica e conosciuto dal grande pubblico anche per il sodalizio artistico con Lillo.
“La musica tuttora per me è una grande passione che coltivo quotidianamente. È la mia linfa vitale e sento di doverla onorare sempre, anche se mi occupo prevalentemente di teatro e radio”, racconta il frontman a Il Dolomiti.
Il cuore musicale del progetto è il Doo-Wop, genere rhythm and blues nato negli Stati Uniti negli anni Quaranta-Cinquanta, anche se quella definizione sarebbe arrivata soltanto in seguito: “La cosa più importante di questo genere sono le voci – racconta Greg –. Si canta almeno in quattro: c’è un cantante principale e gli altri costruiscono e intrecciano le armonie intorno a lui”.
Tra i riferimenti della formazione ci sono artisti e gruppi che hanno segnato quell’universo musicale e le sue evoluzioni, da Dion and the Belmonts ai Coasters, passando per gli Sha Na Na e i Beach Boys. I Frigidaires, però, non vogliono ricostruire quel mondo come se il tempo si fosse fermato. Anzi, la distanza dalla semplice riproposizione è uno degli elementi che caratterizzano maggiormente il progetto.
“Per un appassionato puro probabilmente siamo troppo distanti: chi cerca quel tipo di concerto vuole sentire esattamente quelle sonorità. Noi invece facciamo musica per un pubblico molto più vario” dichiara Gregori.
È proprio nell’inimitabile rapporto con le cover che emerge maggiormente la personalità della band: “Ci piace stravolgerle, sempre con grande rispetto per l’originale - spiega Greg -. L’obiettivo non è imitare un disco inciso settant’anni fa, ma partire da quella canzone per costruire qualcosa di differente, inserendo armonie, accordi e influenze provenienti anche da altri mondi musicali. Vogliamo fornire al pubblico un prodotto unico, qualcosa che non abbia mai ascoltato prima, una visione nuova di quello che può essere questo genere”.
Una scelta resa possibile anche dalle diverse esperienze dei componenti. L’idea dei Frigidaires nasce infatti dal frontman Claudio Gregori e Luca Majnardi, dopo circa 25 anni di concerti condivisi sui palchi italiani attraverso diverse formazioni. Con loro ci sono Alex Meozzi, Giovanni Campanella, Giulio Scarpato e Olimpio Riccardi, musicisti provenienti da esperienze che spaziano dal rock al jazz.
“Ognuno di noi arriva da un percorso musicale differente, anche se siamo accomunati da determinati gusti – racconta Greg –. Ed è proprio questo che mi diverte: ognuno porta la propria natura, chi più rock, chi con altre influenze e alla fine esce il suono moderno che ci caratterizza”.
Accanto alle reinterpretazioni trovano spazio anche i pezzi propri, originali. E qui arriva un’altra scelta precisa: i testi sono in italiano, così da arrivare in maniera più immediata al pubblico. Le canzoni parlano della società contemporanea con uno sguardo spesso ironico, a volte pungente e persino crepuscolare. Musicalmente rimane il legame con il Doo-Wop, ma senza rinunciare ad accordi e soluzioni armoniche che difficilmente avrebbero potuto trovare spazio nelle produzioni degli anni Cinquanta.
Nella scaletta preparata per Trento ci saranno anche alcune novità, come “Tu non scherzi mai”, testo ispirato da un fenomeno sociale che Greg osserva con ironia: “Le persone talvolta ancora prima dei trent’anni, sembrano decidere di mettere da parte passioni e leggerezza per diventare improvvisamente serissime, appendono le loro passioni al chiodo, diventano seri e non scherzano mai più. Questo brano invita a fare esattamente il contrario: continuare a coltivare ciò che appassiona e non perdere la capacità di divertirsi".
Anche il pubblico dei Frigidaires rispecchia 'la diversità' dei componenti della band: “Persone più mature, ma anche parecchi giovani incuriositi dal fatto di sentire un gruppo che suona davvero dal vivo, con dinamiche molto rock - sottolinea Greg -, poi noi non stiamo mai fermi sul palco, siamo sempre molto zampettanti”. I live di questa band puntano infatti molto sull’energia, sull’ironia e sul rapporto con chi si trova davanti al palco.
È forse proprio qui che si trova la formula dei 'Greg & Frigidaires': prendere sul serio la musica senza mai rinunciare al divertimento. Per il pubblico del Teatro Capovolto la promessa è dunque quella di una scaletta frizzante ed energica, arricchita da alcuni nuovi brani. Un viaggio che parte dall’America degli anni Cinquanta, ma che, come la band, non ha alcuna intenzione di rimanere fermo nel passato.