Greenwashing, nuove regole per comunicare la sostenibilità
Le nuove norme europee impongono alle imprese più trasparenza sulle dichiarazioni ambientali e aprono nuove sfide, anche sul fronte dell’accesso al credito.
BCC Felsinea 24 settembre 2026 10:00
Dichiarazioni ambientali delle imprese sempre più precise, documentate e verificabili. Meglio se certificate. È questo, in sintesi, il contenuto dalla nuova normativa europea sul greenwashing, recepita in Italia con il Dlgs 30/2026. Le norme nascono per contrastare l’uso poco trasparente di espressioni generiche come “green” o “ecologico”, o l'utilizzo di immagini che suggeriscono una sensibilità verso l'ambiente, se non supportate da prove adeguate.
Tra le pratiche vietate, poi, ci sono anche le affermazioni di sostenibilità prive di certificazioni indipendenti e le dichiarazioni sulla neutralità delle emissioni basate sull’acquisto compensativo di crediti di carbonio esterni alla filiera del prodotto. Per le aziende, il cambiamento riguarda innanzitutto la comunicazione, ma anche la necessità di dimostrare i risultati raggiunti sul piano ambientale.
Lunedì 14 settembre, nel corso della 13ª edizione di Farete, l’evento di Confindustria Emilia-Romagna, BCC Felsinea ha organizzato un workshop dedicato alle nuove norme in materia di greenwashing, che ha visto la partecipazione di esperti e rappresentanti del mondo imprenditoriale e bancario, fra cui Massimo Di Menna, fondatore di Gruppo Ingegneria. Durante il suo intervento, Di Menna ha sottolineato come non sarà più sufficiente suggerire un beneficio ambientale attraverso immagini o messaggi generici: le informazioni dovranno essere verificabili e, dove possibile, supportate da certificazioni.
La maggiore trasparenza avrà conseguenze sul rapporto tra imprese e sistema finanziario: un’azienda capace di dimostrare il proprio percorso potrà presentare elementi più solidi per l’accesso al credito. Secondo Valerio Veronesi, presidente della Camera di commercio di Bologna, in questo momento storico per le aziende affrontare il tema della sostenibilità “è qualcosa di certo. Non c'è un'altra opportunità. Le aziende hanno imparato a convivere con un pensiero green, adesso devono imparare che questo conviene a loro”, dice Veronesi descrivendo una trasformazione ormai inevitabile, ma che può non essere solo “un fardello” ma diventare anche un’opportunità di sviluppo.
In questa prospettiva si inserisce anche il ruolo delle banche. Come ha spiegato Marco Donini, responsabile Corporate di BCC Felsinea, per le imprese più virtuose possono emergere condizioni di accesso al credito più favorevoli e una maggiore disponibilità di finanziamenti, oltre alla possibilità di ottenere una consulenza specializzata capace di supportarle nella definizione della propria strategia di sostenibilità.
© Riproduzione riservata