Grand Hotel di Riccione venduto all'asta per 29,3 milioni: chi ha acquistato l'ex rifugio fascista

Il Grand Hotel di Riccione è stato aggiudicato all'asta per 29 milioni e 365mila euro, una cifra superiore di oltre 4,5 milioni rispetto alla base fissata dal Tribunale, pari a 24 milioni e 864mila euro. L'aggiudicazione, tuttavia, non è ancora definitiva: nei prossimi dieci giorni potranno essere presentate eventuali offerte migliorative e, in quel caso, la procedura potrebbe essere riaperta.

L'asta

Alla gara hanno partecipato due soggetti, protagonisti di una serie di rilanci con incrementi da 250mila euro, fino ad arrivare all'offerta conclusiva di 29.365.000 euro. Il bene era stato messo in vendita come un unico compendio immobiliare dopo il sequestro disposto nei mesi scorsi nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione della struttura. Ma dietro la cifra milionaria dell'asta c'è un edificio che da quasi un secolo rappresenta uno dei luoghi più riconoscibili della storia di Riccione. Prima di diventare uno dei simboli della Dolce Vita romagnola, il Grand Hotel fu infatti anche uno degli alberghi frequentati dall'élite del regime fascista. Affacciato sull'Adriatico e immerso nella località balneare che negli anni avrebbe conquistato una fama internazionale, l'hotel ospitò negli anni del fascismo gerarchi, ministri, ufficiali, aristocratici e uomini d'affari, anche grazie alla vicinanza con la residenza estiva di Benito Mussolini.

La storia del Grand Hotel

Il grande edificio bianco, caratterizzato da elementi architettonici ispirati allo stile Coppedè, attraversò così una fase della propria storia profondamente legata alla trasformazione di Riccione in una delle località di villeggiatura più importanti d'Italia. Nel corso dei decenni il Grand Hotel avrebbe poi cambiato volto e pubblico, entrando nell'immaginario collettivo come uno dei luoghi della villeggiatura sulla Riviera romagnola e diventando progressivamente associato alla stagione della Dolce Vita. Quasi cento anni dopo la sua costruzione, però, il monumentale complesso si trova al centro di una vicenda molto diversa, fatta di un'eredità controversa, di un fallimento, di un'inchiesta per bancarotta e infine di una vendita giudiziaria che potrebbe segnare l'inizio di un nuovo capitolo della sua storia.

L'eredità e il fallimento

Il complesso alberghiero è infatti da tempo al centro di una vicenda giudiziaria legata a una controversa eredità e al successivo fallimento della società che ne aveva la gestione. Il Grand Hotel, appartenente alla famiglia Ceschina, era stato lasciato in eredità dalla vedova al proprio «figlioccio», che ne aveva seguito la gestione fino al 2023, anno in cui era stato dichiarato il fallimento.

La struttura, uno dei beni immobiliari più importanti della città, è così finita progressivamente al centro di una procedura giudiziaria che ha portato alla sua messa all'asta. Un epilogo arrivato dopo una lunga fase caratterizzata da problemi nella gestione e da una situazione debitoria diventata sempre più pesante.

Chi ha vinto l'asta

L'identità dell'aggiudicatario non è ancora stata ufficializzata. Secondo le indiscrezioni riportate sul risultato della gara, a presentare l'offerta vincente sarebbe stata una Srl con sede a Rimini, che avrebbe già investito a Riccione acquistando la colonia Bertazzoni, struttura affacciata sulla spiaggia, per circa 3 milioni di euro.

L'operazione sul Grand Hotel, però, non può ancora considerarsi conclusa. Prima della definitiva assegnazione dovrà trascorrere il periodo previsto per la presentazione di eventuali offerte migliorative. Solo in assenza di proposte superiori rispetto ai 29 milioni e 365mila euro raggiunti durante l'asta, l'acquisto potrà essere perfezionato.

Per il Grand Hotel si apre dunque una nuova fase. Dopo aver attraversato quasi un secolo di storia italiana, dai soggiorni dell'élite fascista alla trasformazione turistica della Riviera e alla stagione della Dolce Vita, lo storico edificio di Riccione si prepara ora a cambiare nuovamente proprietario, al termine di una delle vicende giudiziarie più complesse che lo hanno coinvolto.

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