Gli incendi in Francia hanno generato una nube mai vista prima nel paese: cos'è il pyrocumulonimbus

Il 25 luglio, i vigili del fuoco francesi hanno segnalato qualcosa che non avevano mai osservato prima nel loro paese: una pyrocumulonimbus, una nube temporalesca generata direttamente dal calore di un incendio. Non un fumo che sale e si disperde, ma una vera e propria torre convettiva, capace di alimentarsi da sola con l'energia sprigionata dalle fiamme.

L'incendio che l'ha prodotta si trovava a ovest di Bordeaux, nel dipartimento della Gironda, ed è stato uno dei più estesi che la Francia abbia registrato nell'ultimo decennio: oltre 42.000 ettari bruciati, evacuazioni diffuse, il villaggio di Le Porge devastato. Secondo i dati dell'European Forest Fire Information System, entro fine luglio gli incendi avevano interessato più di 90.000 ettari in tutto il paese, la superficie più ampia perduta al fuoco in Francia da decenni. In Spagna, nel frattempo, la situazione non era migliore. Le autorità hanno riportato che l'incendio divampato ad Ávila ha bruciato circa 50.000 ettari, diventando il più vasto mai registrato nel paese, superando quello del 2025 che aveva colpito Larouco, Quiroga e Oencia, un anno nero per l'Europa, incendi senza precedenti e distruzione crescente. I satelliti della NASA hanno rilevato i primi segnali del rogo vicino a Burgohondo il 22 e 23 luglio; entro il 24, si era già unito ad altri incendi nelle province vicine, arrivando a bruciare insieme 77.000 ettari, un'area grande quanto New York City. Un'immagine del satellite Landsat 9, scattata il 29 luglio, mostra la devastazione attorno a Burgohondo: due bacini idrici al centro dell'area colpita sono tra le zone che hanno subito i danni peggiori, con case, ristoranti, campeggi e strutture portuali distrutti dalle fiamme.

Dietro entrambi gli episodi c'è una sequenza di condizioni che gli analisti del progetto State of Wildfires definiscono pericolosa proprio perché si è costruita nel tempo. Un inverno insolitamente piovoso aveva favorito una crescita fitta della vegetazione, tra praterie, arbusti e sottobosco. Poi le ondate di calore ripetute e un periodo di siccità hanno prosciugato quella vegetazione, trasformandola in un combustibile abbondante. A completare la sequenza sono arrivati diversi giorni di vento forte, con raffiche fino a 65 chilometri orari, che hanno spinto le fiamme a propagarsi rapidamente sul territorio. Le pyrocumulonimbus come quella osservata in Francia restano eventi rari: un gruppo internazionale di scienziati dell'atmosfera e specialisti di incendi le monitora da anni, e negli ultimi decenni ne ha registrate occasionalmente in Spagna e Portogallo. Quello di fine luglio, però, è il primo caso segnalato di un incendio che ne produce una in territorio francese. Migliaia di vigili del fuoco e militari sono stati impiegati nei due paesi, con aerei che sganciavano acqua e ritardanti di fiamma mentre le squadre a terra costruivano fasce tagliafuoco con bulldozer e attrezzi manuali. Verso fine luglio i progressi hanno permesso di revocare alcune ordinanze di evacuazione, ma le previsioni restano caute: le condizioni calde e secche, secondo il Joint Research Centre europeo, dovrebbero proseguire, mantenendo alto il rischio nelle settimane a venire.

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