Giuseppe Loria, ventuno anni senza risposte: la madre continua a cercarlo

Pubblicato il: 07/09/2026 – 7:00

SAN GIOVANNI IN FIORE Giuseppe Loria aveva 26 anni quando è scomparso. Era il 3 settembre 2005. Ventuno anni dopo, di quella mattina e di ciò che è accaduto nelle ore successive restano soprattutto domande.
Giuseppe, che in famiglia chiamavano Pino, viveva a San Giovanni in Fiore. Era un giovane operaio. Quel giorno uscì di casa per andare al lavoro. Non portò con sé il cellulare né il portafogli. A fine giornata accettò un passaggio dal suo datore di lavoro. Durante il tragitto, però, scese dal mezzo per incontrare un amico. Quell’uomo non è mai stato identificato e da quel momento le tracce di Giuseppe si interrompono.
Alto circa un metro e novanta, occhi e capelli castani, una grossa cicatrice nella parte superiore della fronte, tatuaggi molto vistosi su entrambe le braccia e un piercing al capezzolo destro. Quando è scomparso indossava una camicia nera, pantaloni bianchi e scarponcini marroni.

La lettera anonima

Pochi giorni dopo la scomparsa, alla famiglia arrivò una lettera anonima. Conteneva una richiesta di riscatto: 10 mila euro. Una somma relativamente modesta per una richiesta di quel tipo, accompagnata da istruzioni precise.
La madre, Immacolata Guzzo, le seguì. Preparò il denaro e lo lasciò nel luogo indicato. Ma nessuno si presentò a ritirarlo. La lettera rimase così uno degli elementi più enigmatici della vicenda. Non chiarì dove fosse Giuseppe, né chi l’avesse scritta. E soprattutto non portò la famiglia verso una risposta.

«La parola morte non l’accetto»

Negli anni Immacolata Guzzo, con forza e determinazione, è tornata più volte a parlare della scomparsa del figlio. È intervenuta anche a Chi l’ha visto?, la trasmissione di Rai 3 che ha seguito la vicenda.
Ha continuato a rivolgere appelli a chi potesse sapere qualcosa. Anche solo per indicare un luogo, raccontare un episodio, aggiungere un particolare.
«Ho sempre avuto il pensiero di Giuseppe, è una cosa troppo crudele», ha ripetuto nel tempo. E ancora: «La parola morte non l’accetto». Non sono soltanto frasi pronunciate davanti a una telecamera. Sono il modo con cui una madre ha continuato a tenere aperta una possibilità, anche dopo tanti anni. È rimasta anche la richiesta più semplice e dolorosa: sapere dove si trova suo figlio. «Ditemi dov’è mio figlio, almeno questo me lo dovete».

Una storia rimasta sospesa

La vicenda di Giuseppe Loria è rimasta nel tempo senza una conclusione per la famiglia. La scomparsa è avvenuta in una giornata apparentemente ordinaria, dopo una mattina trascorsa al lavoro. Poi quell’incontro durante il tragitto, la sparizione e, pochi giorni dopo, la lettera anonima. Sono questi gli elementi che continuano a comporre una storia rimasta sospesa.
A distanza di ventuno anni, per Immacolata Guzzo la domanda è ancora la stessa. Sapere tutto ciò che è accaduto quel 3 settembre 2005 e, prima ancora, sapere dove sia Giuseppe. ([email protected])

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