Giugliano, paziente s’aggrava e muore: i parenti assaltano l’ospedale

Una paziente muore nel reparto di Medicina interna dell'ospedale di Giugliano, i familiari forzano la porta blindata, irrompono nella stanza e impediscono ai sanitari di completare le procedure previste dopo il decesso. Uno di loro, qualificatosi come medico dell’Asl Napoli 1 sale sul letto e tenta autonomamente di rianimare la donna. Poi le urla, le minacce agli infermieri e le riprese con il cellulare. È accaduto nella notte tra martedì e mercoledì all’ospedale San Giuliano di Giugliano.

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Un’altra notte di paura per medici, infermieri e operatori sociosanitari, costretti questa volta a fronteggiare la rabbia dei parenti mentre erano ancora impegnati intorno al corpo della paziente. L’episodio rappresenta l’undicesima aggressione registrata dall’inizio del 2026 nelle strutture dell’Asl Napoli 2 Nord. Il totale sale a 27 casi considerando anche quelli avvenuti nell’Asl Napoli 1 Centro.

Una lunga catena di violenze fisiche, minacce e intimidazioni che continua ad attraversare ospedali, pronto soccorso, ambulanze e strutture territoriali. La donna era ricoverata in Medicina interna in condizioni molto gravi. I sanitari avevano informato i familiari che la paziente era ormai prossima alla morte. Poco dopo, mentre medici e infermieri erano ancora nella stanza, la tensione è esplosa.

I fatti

Secondo quanto ricostruito nelle relazioni di servizio, alcuni parenti avrebbero forzato la porta blindata che regola l’accesso al reparto. In tre sono riusciti a entrare: un uomo e due donne. Il primo avrebbe dichiarato di essere un medico in servizio nell’Asl Napoli 1. Circostanza sulla quale saranno effettuati gli opportuni accertamenti. Una volta raggiunto il letto, si sarebbe lanciato sulla paziente e praticando manovre che, secondo gli operatori presenti, erano improprie e non compatibili con la situazione clinica. I sanitari hanno cercato di spiegare che ogni intervento possibile era stato già effettuato.

L’uomo ha cominciato a riprendere la stanza e gli operatori e ha chiesto che fossero chiamate le forze dell’ordine.Le due donne che lo accompagnavano avrebbero iniziato a urlare e a rivolgere pesanti minacce agli infermieri. Nel reparto è stato il caos. In attesa dell’arrivo dei carabinieri e delle indicazioni dell’autorità giudiziaria, i sanitari hanno dovuto lavorare in un clima di forte pressione.

Alla fine medici e infermieri sono riusciti a completare il tanatogramma e le altre procedure. Nessun operatore avrebbe riportato lesioni fisiche ma resta il peso delle minacce e dell’intimidazione subita. La direzione sanitaria ha acquisito le relazioni del personale. Da chiarire le modalità con cui è stata forzata la porta, l’identità delle persone entrate nel reparto e la qualifica professionale dichiarata dall’uomo. Si valuta anche la denuncia per interruzione di pubblico servizio. Il caso è stato segnalato anche dall’associazione Nessuno tocchi Ippocrate, e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli.