Qui questo spettacolo naturale sembra magico

L’arcobaleno ha un vantaggio su qualunque altro fenomeno atmosferico: si presenta quando nessuno se lo aspetta più. Il cielo ha appena finito di rovesciare acqua, la scena è grigia e piatta, poi in una manciata di secondi cambia tutto. Servono pochissime cose: in raggio che passa, gocce ancora sospese, e quei sette colori che chiunque sa elencare a memoria. Dura poco e resta sempre un passo più in là di dove ti trovi, per quanto si provi ad avvicinarcisi. Probabilmente è anche per questo che ci abbiamo costruito sopra leggende, bandiere, promesse di pentole d’oro e mezza mitologia mondiale. Il 28 agosto ricorre la Giornata Internazionale dell’Arcobaleno ed è l’occasione buona per andare a vedere in quali angoli del pianeta questo spettacolo si ripete con una frequenza maggiore.

Indice

  • 28 agosto, Giornata Internazionale dell’Arcobaleno
  • Dove vedere gli arcobaleni più belli del mondo

Il 28 agosto si celebra la Giornata Internazionale dell’Arcobaleno, una ricorrenza dedicata a un fenomeno naturale di cui la fisica da spiegazione raccontando di come la luce solare, incontrando le gocce d’acqua sospese, crei un fenomeno di rifrazione. Il bianco si scompone in rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e viola. Da millenni, però, l’arcobaleno viene raccontato come qualcosa che va oltre l’ottica.

Nella Genesi è il segno dell’alleanza tra Dio e l’umanità dopo il diluvio, una promessa messa nero su bianco in cielo. Altrove diventa una strada: nella mitologia norrena la percorrono gli dèi per scendere tra gli uomini, e ha pure un nome, Bifröst. Ogni cultura ci ha messo del suo. E oggi? Diventa un simbolo di pace, inclusione, diversità, speranza, rinascita.

Dove vedere gli arcobaleni più belli del mondo

Un arcobaleno può apparire praticamente ovunque ci siano contemporaneamente gocce d’acqua nell’aria e luce solare alle spalle dell’osservatore. Esistono però luoghi in cui clima, montagne, cascate e condizioni atmosferiche rendono questi incontri molto più frequenti.

Tra le destinazioni più spettacolari c’è Machu Picchu, in Perù. L’antica città Inca si trova tra la foresta amazzonica e le Ande, in una zona dove pioggia, umidità e schiarite possono alternarsi rapidamente. Le precipitazioni pomeridiane creano così le condizioni ideali perché un arco colorato compaia sopra le montagne e la Valle Sacra, aggiungendo ulteriore magia a un panorama già leggendario.

Poi ci sono le Cascate dell’Iguazú, al confine tra Argentina e Brasile dove è l’acqua stessa a moltiplicare le possibilità: l’enorme quantità di minuscole gocce sollevate continuamente dalle cascate resta sospesa nell’aria e, quando viene attraversata dalla luce del Sole, può dare origine ad arcobaleni imponenti davanti alla Gola del Diavolo.

E dunque ci sono le Hawaii, considerate uno dei paradisi assoluti per chi sogna di inseguire arcobaleni. Nel Pacifico subtropicale, gli alisei portano frequenti acquazzoni alternati a improvvise aperture di sole, mentre il territorio montuoso favorisce la formazione delle nubi e delle precipitazioni. Il risultato è una combinazione quasi perfetta: arcobaleni che possono comparire al mattino, tra le montagne, vicino all’oceano e persino nelle ore del tramonto.

Alle Hawaii l’arcobaleno non è soltanto uno spettacolo atmosferico: è parte del paesaggio e dell’immaginario delle isole. Può comparire nella nebbiolina dell’oceano, sopra una cresta verde dopo un acquazzone o mentre il sole torna a illuminare il Pacifico. Ed è forse questo il suo fascino più grande: non si può prenotare, non si può programmare e non si può trattenere.