Giorgetti in Parlamento, 36 miliardi per energia e armi - Notizie - Ansa.it

L'Italia si prepara a chiedere all'Europa fino a 36 miliardi di flessibilità per le spese in difesa ed energia. La strada verso l'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale è imboccata. Anche se il percorso, complice un tema scivoloso come quello delle 'armi' e il clima già pre-elettorale, parte accidentato.

La maggioranza si incaglia sui malumori della Lega, che costringe gli alleati a correggere la risoluzione sul riferimento al Safe. Ma le fibrillazioni attraversano anche il campo largo e in Aula i vannacciani rispolverano il cappio. Alla fine tutto si ricompone, Camera e Senato approvano (rispettivamente con 181 e 98 sì) e il percorso che porterà in autunno - alla vigilia dell'ultima manovra del governo - allo scostamento di bilancio può formalmente partire. La lunga giornata delle comunicazioni al Parlamento del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti sulla clausola di salvaguardia nazionale parte di buon mattino alla Camera. La risoluzione della maggioranza è pronta e ricalca quello che il ministro si prepara ad annunciare.

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L'Italia chiederà il massimo per l'energia, lo 0,6% del Pil, mentre per la difesa ci si fermerà allo 0,9% ("in senso cumulato fino al 2028", precisa Giorgetti), a fronte dell'1,5% annuo consentito dall'Ue. Complessivamente quindi 35-36 miliardi, di cui 14 per l'energia e 21-22 per la difesa. Della flessibilità per la difesa potranno beneficiare "anche misure finanziate con il Safe", chiarisce Giorgetti. Ed è proprio il Safe a far fibrillare la maggioranza. Nella risoluzione unitaria in realtà se ne fa esplicito riferimento: ma quando al termine della discussione generale il governo chiede una sospensione dell'Aula si inizia ad ipotizzare che ci sia un problema e i sospetti si concentrano sulla Lega. In tempo utile per la ripresa dell'Aula spunta una versione corretta: la risoluzione viene così modificata, proprio nella parte in cui si fa riferimento al Safe, vincolandone l'utilizzo a "sistemi tecnologici difensivi e di sicurezza nazionale".

"La prima versione conteneva un giudizio di valore", spiega poi il leghista Claudio Borghi, confermando che è stata proprio il suo partito a chiedere la modifica. I dissapori dentro la Lega non scalfiscono però Giorgetti, che - Wikipedia alla mano - rivendica la diversa natura dei componenti del suo partito e mette in chiaro: il ricorso al Safe "verrà valutato", ma "nasce per promuovere sistemi di difesa comuni e l'Italia ne ha avviati". Lo strumento comunque non piace nemmeno ai vannacciani, che alzano cartelli 'No Safe' e annunciano il voto contrario alla clausola, sventolando un cappio che nell'Aula di Montecitorio non si vedeva dal 1993, allora però alzato da un leghista. Giorgetti, che non dà dettagli sulle misure, ripercorre la genesi della clausola di salvaguardia, rivendica il successo dell'Italia nell'aver ottenuto l'estensione all'energia e illustra il cronoprogramma. Troppo poco per le opposizioni, in cui non mancano mal di pancia (i riformisti del Pd hanno votato le risoluzioni di Iv e +Europa favorevoli al Safe). "Un vuoto pneumatico", dice il Pd che non ci sta a concedere una "cambiale in bianco".

Il leader M5s Giuseppe Conte avverte: "Non chiedeteci un euro per il riarmo". Ma il ministro rimarca: venire qui a chiedere lo scostamento per la difesa è "difficile" e "impopolare", ma "io ho giurato sulla Costituzione", dice richiamando l'articolo 52: "al dovere non si scantona, non si scappa, non si diserta". La dimensione dello scostamento - che dovrà superare il voto del Parlamento a maggioranza assoluta - verrà definita solo a ottobre: prima, spiega Giorgetti, il governo vuole capire se l'Italia riuscirà ad uscire anticipatamente dalla procedura di infrazione. In caso contrario, attivando la clausola si rischia di restare nella procedura più a lungo, avverte il ministro. E a chi gli ricorda che è il momento di andare a casa ribatte: "Io voglio andare a casa uscendo dalla procedura", "lo faccio nell'interesse del Paese e, se saprete vincere le prossime elezioni - punzecchia le opposizioni - anche vostro".

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