Giochi, con i risparmi nuovi cantieri

Trenta giorni dopo l’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo, si annunciano più risorse da mettere a disposizione dei lavori di miglioramento agli impianti sportivi di Taranto. E ci sono già le prime indicazioni su dove cominciare a postarle: 800mila euro per il pattinodromo alla Salinella, annesso al parco urbano dello sport, in modo da farlo diventare impianto adatto per le gare nazionali e internazionali; un milione e mezzo circa per lo stadio del nuoto, per raddoppiare la potenza installata dei pannelli fotovoltaici, che già esistono, e raddoppiare la capacità delle batterie di accumulo dell’energia, che attualmente non ci sono; il resto, infine, su vari impianti in provincia.

I fondi

Il 3 settembre, a margine della conferenza stampa conclusiva dei Giochi, Massimo Ferrarese, commissario di Governo per le opere e presidente del comitato organizzatore, disse che dai ribassi d’asta delle gare d’appalto e dai risparmi della struttura commissariale, erano avanzati circa 3 milioni di euro. «Chiederò al Governo che queste risorse rimangano e costituiscano la dote finanziaria per l’avvio gestionale degli impianti sportivi», annunciò Ferrarese. In realtà, dai conteggi fatti nel periodo post Giochi - conteggi non ancora conclusi - si è andati oltre questa cifra. Il che permette di prevedere ulteriori lavori. Va detto che i risparmi maturati sono stati più ampi. Ferrarese ha infatti annunciato che complessivamente sono stati contabilizzati circa 23 milioni di euro con cui è stato anzitutto compensato l’aumento di 18 milioni dei costi di costruzione, mentre con gli altri, attraverso perizie di variante, sono stati effettuati altri lavori. Adesso però c'è un “tesoretto” aggiuntivo, superiore anche alla stima iniziale dei 3 milioni.

Il pattinodromo

Il pattinodromo è un completamento ed un recupero al tempo stesso. Un completamento perché nella composizione del parco urbano dello sport - che attualmente consta di campi da tennis, campi da padel ed una pista da skate - il pattinodromo è già inserito, solo che, mancando il tempo necessario, non si è riusciti a realizzarlo per lo start dei Giochi. Ma è anche un recupero, in quanto una pista di pattinaggio era annessa al PalaRicciardi, ma quando quest’ultima struttura è stata demolita per costruirne una nuova, è stata rimossa anche la pista. Nella nuova ubicazione, il pattinodromo rimane nella stessa area, visto che PalaRicciardi e parco urbano sono uno difronte all’altro.

Il parco urbano è un impianto che inizialmente non era previsto. O meglio, c’era solo un’idea del Comune che non era riuscita ad avanzare. Il commissario Ferrarese lo ha quindi voluto, ha previsto le risorse e con la sua struttura, ha seguito l’andamento dei lavori, affidati come soggetto attuatore al Comune di Taranto. Cinque milioni e 300mila euro le risorse impegnate sul parco urbano. Uno dei cinque impianti seguiti dal Comune insieme al campo di basket 3x3 nella villa Peripato (un milione), allo stadio di Talsano (4 milioni), al campo di atletica Valente (3 milioni) e al PalaMazzola (4 milioni). Tutte risorse arrivate dal plafond del Governo per i Giochi: 275 milioni. La costruzione del pattinodromo non sarà però seguita dal Comune. Se ne occuperà Ferrarese che subentrerà al Comune.

Lo stadio del nuoto

Invece per lo stadio del nuoto, le batterie di accumulo dell’energia fotovoltaica sono state già previste proprio perché i costi di gestione delle due piscine olimpioniche da 50 metri ciascuna - una coperta e l’altra scoperta - hanno il loro punto critico proprio nell’energia. Stimati circa 7-800mila euro l’anno. E sono questi alti costi ad aver tenuto sinora lontano soggetti potenzialmente interessati, mentre la Fin, la Federazione nuoto del Coni, ha già indicato nell’efficientamento energetico del complesso uno dei problemi da affrontare anche in un’ottica di futura, possibile collaborazione. E ora potenziare l’impianto fotovoltaico e le batterie di accumulo dovrebbe rendere più sostenibile la gestione delle piscine.

«I Giochi del Mediterraneo si sono conclusi, ma il lavoro sugli impianti sportivi continua - annuncia Ferrarese sui social -. In queste settimane stiamo completando in diversi impianti anche lavorazioni che non erano previste nei progetti originari, rese possibili dalle economie realizzate e dalle somme rimaste disponibili. È importante chiarirlo. Gli impianti necessari allo svolgimento dei Giochi sono stati realizzati e consegnati nei tempi, permettendo di disputare regolarmente le competizioni. Quello che stiamo facendo oggi è qualcosa in più, con interventi aggiuntivi che abbiamo potuto programmare grazie alle risorse che si sono rese disponibili. Non ci siamo quindi fermati ai progetti iniziali, ma abbiamo scelto di utilizzare le economie ottenute per migliorare ulteriormente le strutture e il patrimonio sportivo che lasciamo al territorio. E c’è un’ulteriore novità - scrive Ferrarese -, la programmazione delle risorse ha evidenziato nuove economie che ci consentiranno di finanziare altre migliorie in diversi impianti sportivi, con particolare attenzione all’efficienza energetica, alla sostenibilità e alla riduzione dei costi di gestione. Questo significa che il lavoro continuerà ancora per alcuni mesi. La struttura commissariale non si ferma. Continueremo a vedere operai e mezzi al lavoro e utilizzeremo le ulteriori risorse disponibili per fare ancora meglio. Prima abbiamo realizzato ciò che serviva per i Giochi - conclude Ferrarese -. Poi abbiamo utilizzato le economie per aggiungere nuove lavorazioni. Ora, grazie a ulteriori risparmi, possiamo programmare altre migliorie. Perché il vero risultato dei Giochi non è soltanto ciò che abbiamo realizzato per il 2026, ma ciò che resterà a Taranto e alla Puglia per i prossimi decenni».