Gianna Nannini: "Rimasta incinta quando avevo perso la speranza. Gli attacchi? Non leggevo niente". Poi parla di Vannacci
Nel corso di una lunga intervista rilasciata al settimanale Vanity Fair, Gianna Nannini si è raccontata a tutto tondo, ripercorrendo le tappe più intense della sua vita artistica e personale: “Vengo da una stagione di incidenti, non l'ho detto a nessuno perché non mi piace fare la vittima”.
Dalle difficoltà iniziali e i primi provini definiti un vero e proprio disastro, fino al successo planetario, ai traguardi discografici e alla nuova avventura musicale insieme a Brunori Sas con il brano Meraviglioso Errore.
Così l'artista toscana ha ripercorso senza filtri i momenti chiave che l'hanno consacrata icona del rock fuori da ogni schema, soffermandosi anche sul rapporto viscerale con la propria indipendenza.
I problemi di salute di Gianna Nannini
“Vengo proprio da una stagione di incidenti, uno dietro l’altro. Prima mi sono fatta male al braccio, sul palco: sono stata ferma sei mesi, ma ho ancora tendiniti e problemi a suonare il pianoforte”, ha esordito Gianna Nannini parlando dei problemi di salute di questo ultimo periodo.
Quindi sullo stesso argomento ha affermato: “Poi, ho rotto l’osso finale del femore, è stato brutto: l’intervento, la fisioterapia… Il mio amico Lorenzo (Jovanotti, ndr), a cui è andata peggio, mi ha mandato un messaggio: ‘Gianna, noi siamo due reduci’, mi sono messa a ridere. In mezzo, ho avuto una pericardite, che mi ha tenuta a letto tutto l’inverno”.
Tutti problemi che ha tenuto nascosti, per un preciso motivo: “Siccome non mi piace fare la vittima, non l’ho mai detto a nessuno. Non sono incidenti provocati dagli anni che passano, ma dalla disattenzione: magari sto pensando a una melodia, sto andando veloce. Però, ho deciso che adesso vorrei smettere di farmi male, ho davanti un tour impegnativo da marzo 2027”, le parole di Nannini.
In attesa del grande concerto live (19 settembre 2026) sullo storico palco dell’arena rock Waldbühne di Berlino, Gianna Nannini ha fatto uscire un nuovo singolo dal titolo Meraviglioso Errore, frutto della collaborazione con Brunori Sas. “Uno dei pezzi più belli che ho scritto - le parole di Nannini -. Eravamo nel suo studio in Calabria, con un po’ del vino giusto che produce, abbiamo creato questo brano, che sembrava venire dall’aria”.
Gli esordi: “Sono scappata di casa a 18 anni. Il mio babbo in fin di vita mi ha detto: ‘Sei un genio’”
Fa un passo indietro, torna agli inizi Gianna ricordando com'era, ormai una vita fa: “Sono scappata di casa a 18 anni e mi sono allontanata dalla famiglia per la mia missione. Non è stata cattiveria, anche se ho ferito i miei genitori. E comunque, ho recuperato il rapporto con loro quando sono diventati anziani e mio babbo, in fin di vita, mi ha detto: ‘Sei un genio! Avevi fatto bene ad andartene e a fare quello che hai fatto’”.
Con la pubertà sono iniziate le prime vere difficoltà: “Il corpo che cambiava, il seno che cresceva, gli sguardi degli altri… Avrei preferito rimanere bambina. E poi nessuno sopportava che suonassi il pianoforte, babbo voleva che lavorassi con lui nella ditta dolciaria. Mi isolavo. Per uscire dalla solitudine che l’adolescenza mi ha portato, trovavo rifugio nei miei pezzi e partecipavo a concorsi di voci nuove di nascosto, tipo talent. Desideravo essere sentita. Non era voglia di avere successo”.
All'inizio, tra l'altro, i provini non andavano neanche bene. Per nulla. “Mi dicevano ‘Sei negata, non ce la farai mai’, ‘La voce è interessante, però non vai a tempo’. E questa è rimasta un po’ la mia caratteristica. Ho scritto il primo disco in un monolocale di 40 metri quadrati foderato di sughero perché avevo l’asma, tenevo il pianoforte in bagno perché lì c’era lo spazio adatto”.
“Ero stata in un’America di plastica, finta, senza dramma e io ho bisogno del dramma. Sono tornata e ho capito che l’America l’avrei trovata qui. In Germania era stato immediatamente un successo, in Italia mi guardavano strano: non c’era nessuno che faceva questo tipo di rock. Ero avanti a bestia, ma mi sono presa della scema, mi hanno lanciato i pomodori, sono stata fischiata da cinquemila persone quando mi sono esibita al Vigorelli di Milano prima di Francesco Guccini. Però Vasco Rossi era venuto a un mio concerto e aveva detto: ‘Io voglio fare questo’”, ha continuato Gianna Nannini.
Sulla musica conclude così: “La pressione del successo? È un sistema: il manager, la discografica, la richiesta di hit sempre uguali… Se vai un attimo in crisi, è un casino. Per questo ho una label indipendente. Difendo una delle poche libertà rimaste: quella artistica”.
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Le parole sulla figlia Penelope: la gravidanza, gli attacchi vergognosi
Quindi parla della figlia Penelope, nata nel 2010 quando l'artista aveva 56 anni. “Per me può fare ciò che vuole. Per il resto, spero quello che sperano tutti i genitori: che non soffra. Vorrei prendermela io, la sua sofferenza, toglierle qualsiasi problema, anche emotivo, dei primi rapporti… Siccome non si può, le ho dato gli strumenti per essere sicura di sé, indipendente, una figlia della società con la testa sulle spalle”, spiega lei oggi.
“Io mamma severa? Sulle cose in cui è richiesta responsabilità. Per il resto la vizio, è il mio tallone di Achille, ma non se ne approfitta”, aggiunge. Poi il simpatico racconto: “Mi dice che ho le rughe. E io le rispondo: ‘Amore, ma li hai visti gli ulivi? Senza le rughe delle cortecce non farebbero l’olio buono’ – mia figlia fa l’olio – ‘quindi ringrazia Dio che ho queste rughe’. Non posso parlare oltre di lei, sennò s’inca**a”.
Sono ancora ben vividi gli attacchi, forti e vergognosi, ricevuti quando nacque la meravigliosa bambina: “Sono stata attaccata da morire, ma il problema era di chi mi attaccava: i media, che si concentravano sulla mia età anagrafica, invece l’età è facoltativa, e io avevo 27 anni allora, però non ci credevano, peggio per loro. Non me ne fregava niente di quello che mi stava succedendo attorno, non leggevo i giornali: stavo vivendo uno dei momenti più inaspettati; avevo perso la speranza, perché avevo provato e riprovato a restare incinta, e poi ho fatto una bambina bellissima, che oggi ha 15 anni e mezzo”.
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Gianna Nannini e la politica
“La politica ormai è solo un cambio di governo continuo: scegliamo un rappresentante, arriva, critica chi l’ha preceduto, non ha neanche il tempo di agire che tocca a quello dopo. Si va avanti così, sempre uno contro l’altro”, ha detto Nannini.
Infine l'artista ha concluso: “Se il dopo Meloni fosse Vannacci? Rispondo così: ‘Chi contempla, amplifica’”. E chi vuol capire, capisca.