Giallo della ricina, possibile svolta dalla Germania: «elementi certi» verso l’ipotesi del duplice omicidio premeditato
Sono Ansa e Adnkronos le agenzie che riportano, nel pomeriggio di giovedì 17 settembre, una possibile svolta nel giallo della ricina, la morte di madre e figlia avvenuta nei giorni successivi al Natale 2025. Le perizie, fatte dagli esperti del Koch Institute di Berlino, dicono fonti definite qualificate, avrebbero confermato la presenza di tracce di ricina che farebbero propendere per l'ipotesi di un duplice omicidio.
Secondo quanto riporta l'Ansa in mano agli inquirenti al lavoro sul giallo di Pietracatella, in Molise, ci sarebbero «elementi certi» che inducono a ipotizzare un duplice omicidio premeditato. Gli esperti tedeschi avrebbero dato informalmente indicazioni in tal senso. Si attendono le relazioni ufficiali anche per chiarire particolari sulla presenza di ricina su reperti e alimenti.
Le vittime sono la cinquantenne Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita di 15 anni. Sono morte a poche ore di distanza tra la sera del 27 e la mattina del 28 dicembre dell'anno scorso. Esclusa l'ipotesi dell'intossicazione alimentare, test hanno confermato la presenza nei loro tessuti di ricina, una tossina vegetale tra le più letali al mondo. Dopo il Centro Antiveleni di Pavia, ora sembrano andare verso l'ipotesi dell'omicidio anche le analisi fatte in Germania.
Sono state sentite dalla Procura di Larino decine di persone, fra familiari e conoscenti, oltre ai medici e al personali sanitario che hanno incrociato le donne nelle giornate dopo il Natale scorso. Sono state fatte Perizie e sopralluoghi del Ris senza arrivare, per ora, a chi avrebbe somministrato il veleno e con quale motivazione.
Sentito più volte Gianni Di Vita, padre e marito delle vittime, che ha consumato pasti con loro prima di Natale. Il suo avvocato, Vittorino Facciolla ha spiegato: «Io credo che l'ipotesi dell'incidente debba essere valutata come tutte le altre ipotesi che sono in campo, senza escluderla».
Nella giornata di mercoledì 16 settembre è stato riconvocato in questura a Campobasso l'infermiere, amico di famiglia dei Di Vita, che fece delle flebo in casa a Sara e Antonella. La sua convocazione segue quelle di due cugine di Gianni Di Vita, Laura e Loredana, e di Monia, donna a lui vicina. Sono tutte persone più volte sentite.