Gastroenterite e intossicazioni, i virus non vanno in vacanza: come proteggersi in estate. “Attenzione alla conservazione dei cibi”

Nel tondo, una foto di Claudia Mazzetti, direttrice dell'UO complessa di Igiene Alimenti e Nutrizione dell'Ausl

Nel tondo, una foto di Claudia Mazzetti, direttrice dell'UO complessa di Igiene Alimenti e Nutrizione dell'Ausl

Bologna, 4 agosto 2026 – “Virus e batteri? Non vanno in vacanza”. Se sotto il sole di agosto in tanti cercano refrigerio al mare o si avventurano in un trekking in montagna, il pericolo di contrarre un'infezione o un'intossicazione resta infatti sempre in agguato, complici le temperature elevate e i comportamenti tipici della bella stagione.

Claudia Mazzetti, direttrice dell’Unità operativa complessa di Igiene Alimenti e Nutrizione dell’Ausl, in che modo l’estate rappresenta un momento particolarmente delicato in cui non bisogna mai abbassare la guardia?

“Dobbiamo tenere a mente che tutti i microrganismi patogeni, compresi anche virus e parassiti, con il caldo estivo proliferano molto più rapidamente. Le temperature comprese tra i 20 e i 40 gradi creano l'ambiente ideale per la loro moltiplicazione, accelerando i tempi rispetto ai periodi più freschi. Un fattore termico che favorisce in modo particolare le malattie a trasmissione alimentare”.

“Nella maggior parte dei casi i sintomi sono soprattutto gastroenterici e in alcuni casi si può associare anche qualche linea di febbre"

Un esempio?

“La salmonellosi, ma anche le infezioni da campylobacter: proprio quest’ultimo è infatti una delle principali cause batteriche di gastroenterite in Europa. Questi microrganismi vengono trasmessi soprattutto attraverso il consumo di alimenti poco cotti, in modo particolare il pollame. Pensiamo a quando facciamo un barbecue in estate e, in un momento di leggerezza e festa, non si sta attenti alla cottura: tale comportamento può rappresentare un rischio reale per la nostra salute. Allo stesso modo, i pericoli persistono anche quando non si conserva bene il cibo”.

A proposito di conservazione, quali sono gli errori da evitare?

“Pensiamo ad esempio a quando portiamo con noi il pranzo al sacco per un trekking, un picnic o una giornata in spiaggia. Se scegliamo alimenti che necessitano di basse temperature per la loro conservazione aumentano inevitabilmente i rischi: per questo è preferibile scegliere pane, biscotti, frutta fresca intera”.

La dottoressa: "Se scegliamo alimenti che necessitano di basse temperature per la loro conservazione aumentano inevitabilmente i rischi: per questo è preferibile scegliere pane, biscotti, frutta fresca intera"

La dottoressa: "Se scegliamo alimenti che necessitano di basse temperature per la loro conservazione aumentano inevitabilmente i rischi: per questo è preferibile scegliere pane, biscotti, frutta fresca intera"

A cos’altro è necessario prestare attenzione?

“Penso allo Staphylococcus aureus, che può contaminare gli alimenti durante la loro manipolazione. Poi ci sono la Salmonella e il Campylobacter, già citati in precedenza, ma anche il Bacillus cereus, che produce tossine in grado di resistere al calore. Inoltre, è necessario prestare attenzione anche al norovirus: in contesti come piscine e ambienti molto frequentati, il rischio di trasmissione può infatti aumentare anche in estate”. 

Come possiamo riconoscere i primi campanelli d’allarme?

“Nella maggior parte dei casi i sintomi sono soprattutto gastroenterici e in alcuni casi si può associare anche qualche linea di febbre. Non è sempre detto però che vengano trasmessi da una malattia a trasmissione alimentare, perché in estate bisogna stare attenti anche al colpo di freddo causato dall’aria condizionata, solo per fare un esempio”.

Quali regole d’oro o consigli pratici bisognerà portare con sé in valigia?

“Oltre a quelli già sottolineati prima, è importante lavare sempre le mani prima di toccare il cibo, tenere separati gli alimenti cotti da quelli crudi, usare superfici distinte sui cui cucinare e sempre ben pulite. Mentre per chi va all’estero, soprattutto nei paesi in cui è più difficile avere acqua corrente potabilizzata, utilizzare bottigliette sigillate e stare attenti anche al ghiaccio presente nelle bevande”.

L’attenzione è la prima forma di prevenzione: come comunicarlo ai cittadini?

“Da poco abbiamo avviato un canale WhatsApp che si chiama 'Semi di prevenzione', in cui ogni settimana pubblichiamo pillole di salute, consigli oppure ricette di alimenti che spesso sono poco utilizzati ma che invece hanno proprietà importanti”.