Garlasco, Sempio a Roma per nuove analisi. La difesa: «Pronte 5 consulenze, piede di Andrea più grande della suola del killer»
Andrea Sempio è arrivato al centro Genomica di Roma dove oggi pomeriggio effettuerà nuove analisi. «Riusciremo a chiarire tutto appena potremo», ha detto il 38enne indagato per il delitto di Garlasco. Angela Taccia e Liborio Cataliotti, legali di Sempio, presentaranno con doppio deposito le controdeduzioni entro il 18 ottobre, dopo la chiusura delle nuove indagini della procura di Pavia sulla morte di Chiara Poggi. Nel pomeriggio è in programma una riunione tra i legali e i consulenti di Sempio per decidere a quali e quanti punti rispondere alle ulteriori relazioni depositate dai pm di Pavia per rafforzare la loro ipotesi. Dopo la chiusura dell'inchiesta, la seconda, sul delitto per il quale è stato condannato a 16 anni di carcere il fidanzato di Chiara Poggi Alberto Stasi e di cui ora i pm pavesi offrono una rilettura, nei confronti di Sempio si profila, forse già nelle prossime settimane, la richiesta di rinvio a giudizio.
La difesa: cosa succede ora?
La difesa di Sempio sta ultimando cinque consulenze per ribattere, punto su punto, alle accuse mosse dalla Procura di Pavia. «Stiamo ultimando cinque consulenze che affrontano, e confutano, tutti i temi sviscerati dalla Procura» spiega - ospite di “Dentro la notizia” - l'avvocato Liborio Cataliotti. «Noi ci sentiamo forti su tutto, ma c'è un dato che dal mio punto è tranchant: di impronte per terra (in casa Poggi, ndr) ce ne sono 25 e le impronte lasciate (dalla suola del killer, ndr) sono più piccole rispetto al piede di Sempio. Si tratta quindi di una prova a discarico che esclude in radice qualsiasi possibilità che Andrea Sempio possa essere l'assassino» sottolinea il difensore che, con la collega Angela Taccia, difende il trentottenne. Il pool di legali ribadisce che i risultati sull'impronta 33, sul muro delle scale della villetta di Garlasco, hanno dato «risultati completamente opposti rispetto a quelli della Procura e della difesa Stasi» e che dunque l'impronta, «non insanguinata, come emerge dalle nostre sperimentazioni fatte con esperti e consulenti», non è attribuibile all'indagato. Le consulenze verranno depositate probabilmente venerdì, comunque entro il 18 ottobre, termine ultimo per la difesa di Sempio. La palla tornerà, poi, nelle mani della Procura guidata da Fabio Napoleone per la richiesta (scontata) di rinvio di giudizio.
Intanto, i genitori e il fratello di Chiara non cambiano idea e ribadiscono che non saranno parte civile nel processo che si profila nei confronti del 38enne. La madre e il padre della vittima, come ha ripetuto il loro legale, Gian Luigi Tizzoni, «non si costituiranno» contro di lui. Non solo sono convinti della colpevolezza di Stasi, ma non possono chiedere per due volte il risarcimento per lo stesso “danno” avendo lo Stato, con la sentenza passata in giudicato, «già deciso». Ciò, comunque non pregiudica il loro essere parte offesa nel procedimento
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