Garlasco, i legali di Sempio: «Le impronte per terra escludono che sia lui l'assassino. Le nostre analisi sono decisive per scagionare Andrea»
«Riusciremo a chiarire tutto appena potremo». Con queste parole Andrea Sempio, l’uomo indagato per l'omicidio di Chiara Poggi nella nuova inchiesta della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco, ha commentato la sua posizione arrivando al centro Genomica di Roma.
Oggi, 12 ottobre, il trentottenne ha incontrato i propri legali - gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia - insieme al pool di esperti di parte per definire la linea difensiva in vista del 18 ottobre, termine ultimo per il deposito delle memorie. Durante il vertice gli avvocati hanno esaminato gli atti per stabilire su quali punti replicare rispetto alle relazioni depositate dai pm pavesi dopo la seconda chiusura delle indagini, un'inchiesta che offre una rilettura della vicenda per la quale è stato condannato in via definitiva a 16 anni Alberto Stasi.
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La prova che esclude?
Entro venerdì, 16 ottobre, la difesa depositerà cinque consulenze tecniche per confutare gli elementi dell'accusa. «Noi ci sentiamo forti su tutto - ha spiegato Cataliotti ai microfoni di «Dentro la notizia», su Canale 5. Però c'è un dato che dal mio punto di vista è tranchant».
Il riferimento è alle 25 impronte lasciate dall'assassino sul pavimento della villetta di Garlasco: secondo i legali sono più piccole rispetto alla misura di piede di Sempio, un elemento che «è una prova a discarico che esclude in radice che possa essere l'assassino».
L'impronta numero 33
Un altro punto centrale riguarda l'impronta numero 33, repertata sulla parete delle scale che portano in cantina, poco distante dal punto in cui fu trovato il corpo della vittima. Se per i consulenti della Procura quella manata sul muro appartiene a Sempio, il team difensivo sostiene di aver replicato le sperimentazioni «ottenendo risultati completamente opposti a tutte le verifiche sperimentali, tecniche e scientifiche» svolte dai pm. «Riteniamo che le nostre analisi siano decisive, una specialmente, per scagionare Andrea Sempio», ha aggiunto Cataliotti, sottolineando l'alto tasso di scientificità degli accertamenti. «Io, avendone lette già due, mi sento serenissimo e anzi mi sento di fare i complimenti ai consulenti del team difensivo perché credo abbiano fatto un egregio lavoro. Parliamo di consulenze di 70, 80, 100 pagine l'una, un lavoro mastodontico e molto serio».Per la giornata di domani, 13 ottobre, non sono previsti ulteriori incontri nella Capitale. Nelle prossime settimane, concluso il deposito delle relazioni di parte, per Sempio si profila la decisione della Procura sulla richiesta di rinvio a giudizio.
Ultimo aggiornamento: lunedì 12 ottobre 2026, 19:18
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