Garlasco, i genitori di Chiara Poggi: «Dopo 19 anni ha diritto a riposare in pace. Prenderemo atto se c'è un nuovo colpevole, ma ora è Stasi»
«Questo anno e mezzo è stato un circo mediatico, peggio della prima inchiesta. Nessuno parla di nostra figlia e noi siamo qui per ricordarla». Rita Preda e Giuseppe Poggi, genitori di Chiara Poggi, parlano del caso Garlasco dopo la chiusura delle nuove indagini su Andrea Sempio, ospiti di Verissimo per un’intervista esclusiva con Silvia Toffanin. «Dopo 19 anni vorremo che questa storia finisca, anche per rispetto di Chiara. Perché Chiara ha diritto di riposare in pace. Era spiritosa, allegra. Vogliamo che venga ricordata sorridente».
E vista la rilevanza dei contenuti, questa sera, dopo “La Ruota della Fortuna”, andrà in onda in prima serata su Canale 5, la versione integrale dell’intervista esclusiva di Silvia Toffanin ai genitori di Chiara Poggi a Verissimo.
«Prenderemo atto di un nuovo colpevole»
«Sette trasmissioni televisive negli ultimi giorni parlavano di Garlasco, se ne parla sempre.
Mio marito segue tutto, io di meno. Io non ce la faccio sono stanca. Sembra che esista solo Garlasco come notizia», si lamenta mamma Rita. «l Comune ha dovuto vietare l'ingresso dei non residenti nella strada per evitare l'assedio dei giornalisti». Sulla possibilità di colpevolezza di Sempio non si sbilanciano: «Prenderemo atto se la giustizia troverà un nuovo colpevole. Ci sono stati cinque processi, ci sono stati ricorsi: fino a quando la giustizia non dirà un altro nome, per noi il colpevole è Stasi», precisa il padre Giuseppe.
Per quanto riguarda il risarcimento, ha aggiunto il padre di Chiara, «c'è conto corrente intestato a tutti e tre, Alberto versa i due quinti di quello che prende andando a lavorare» e i soldi «sono là sul conto». Dunque, ha concluso, non sarà un problema restituirli.
Il ricordo di Chiara
Rita e Giuseppe vogliono soffermarsi su chi era Chiara: «Era la prima Poggi a essersi laureata», ricorda il papà. «Era riservata e indipendente. Quando studiava diceva "voglio fare la manager"», aggiunge la mamma. «Non si accontenatava di un 27 all'università perché diceva di "valere di più" e ridava l'esame», continua il papà. Che rapporto avevano loro con Alberto Stasi? «L'abbiamo voluto conoscere, ma non stavamo sempre insieme».
Come si sopravvive a un dolore così grande? «Si va avanti. La casa è stata sequestrata per 8 mesi, vivevamo dai miei genitori, ma volevamo tornare a casa nostra. Avevamo tutto là», ha spiegato Rita. E Giuseppe ha aggiunto: «Mi sembrava di essere ancora in vacanza e lei era lì a Garlasco che ci aspettava. Volevo ricominciare la vita, andare avanti, non volevo scappare».
L'ultima mattina insieme
Il 5 agosto, la mattina in cui Rita e Giuseppe sono partiti per le vacanze in montagna, è stata l'ultima volta in cui hanno visto Chiara. «Abbiamo fatto colazione insieme, poi lei è venuta sul cancelletto per salutarci, non voleva venire con noi. Le ho detto che se cambiava idea saremmo partiti mezz'ora più tardi, ma voleva stare a casa», ricorda il papà. «Lei che saluta sul cancelletto è l'ultimo ricordo che ho di lei», aggiunge la mamma. Poi il papà si commuove: «Non ricordavo più la sua voce. E non l'ho mai sognata. Forse non è ancora il momento».
«Vorrei dirle tante cose dopo 19 anni - racconta il padre - ma non ho avuto il coraggio, adesso che ho la forza non posso più dirgliele. Ti voglio bene, come è stata brava, era una figlia perfetta. Era meravigliosa. Non gliel'ho mai detto, mi è rimasto qui. E adesso avrei la forza di dirglielo, ma posso dirlo solo alla fotografia».