Gara verde pubblico rinviata oltre il 15 ottobre dopo la protesta in Consiglio comunale a Taranto

La vertenza dei lavoratori impegnati nella cura del verde pubblico ieri pomeriggio ha fatto nuovamente la sua comparsa in consiglio comunale, anche se l’unico argomento all’ordine del giorno riguardava l’autonomia differenziata. La mobilitazione ha fatto segnare un punto a favore dei lavoratori: la nuova gara non partirà più il 15 ottobre, ma ci sarà una proroga. Nelle prossime ore si valuterà la durata. La notizia è giunta al termine dell’incontro, avvenuto a consiglio in corso, tra il sindaco Piero Bitetti, l’assessore all’Ambiente Fulvia Gravame, Stefano Sibilla, coordinatore provinciale Sgc e Salvatore Stasi, per la Confederazione Cobas, al fine di fare il punto della situazione e ricercare soluzioni. Per i sindacati, soddisfatti di questo primo risultato, è necessario, tuttavia, un tavolo permanente in cui affrontare le varie problematiche ancora aperte.
Una rappresentanza dei lavoratori all’inizio della seduta del consiglio è piombata nella sala delle adunanze di Palazzo di Città denunciando presunte irregolarità. Il clima si è subito surriscaldato, tanto che è stato necessario interrompere la seduta consiliare per dare la possibilità ai consiglieri di parlare con loro. Gli operatori hanno soprattutto espresso preoccupazione per il futuro proprio e quello delle loro famiglie. Secondo i rappresentanti sindacali, i lavoratori si trovano a vivere una situazione di grandissima incertezza, perché, per come sarebbe stato predisposto l'appalto, c’è il timore che almeno il 50% del personale non venga assunto o che a una parte dei lavoratori venga drasticamente ridotto l'orario contrattuale, fino al 50%. I sindacati nei giorni scorsi hanno evidenziato che le risorse economiche messe a disposizione per la gara d'appalto sarebbero state sufficienti a garantire la continuità occupazionale dei lavoratori già interessati dalla precedente clausola sociale. 
A detta dei sindacalisti, stando a quanto emerso dalla lettura del capitolato d'appalto, sarebbero invece state inserite ulteriori liste di lavoratori, dipendenti diretti delle due aziende in applicazione della normativa vigente. I delegati e i rappresentanti dei lavoratori interessati dalla precedente clausola sociale hanno chiesto, nel tentativo di individuare una soluzione alla vertenza, di conoscere chi fossero i lavoratori inseriti nelle liste aggiuntive e, soprattutto, se gli stessi avessero realmente prestato la propria attività nell'ambito del servizio del verde pubblico cittadino e per quale periodo. I sindacati hanno finora avanzato diverse proposte per cercare di tutelare i lavoratori e scongiurare una grave crisi occupazionale, tra cui la possibilità di ricorrere all'autotutela o di ridurre la durata dell'investimento da due anni a un anno, così da poter affrontare la situazione con maggiore equilibrio.
Alla ripresa della seduta consiliare si è parlato di autonomia differenziata. La mozione presentata dal Partito democratico è stata approvata con 16 voti a favore e tre contrari. Il sindaco e la giunta sono stati così impegnati, tra le altre cose, a farsi promotori, presso il governo, il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, il Parlamento e la Regione Puglia, della richiesta di sospensione del procedimento relativo agli schemi di intesa preliminare sottoscritti con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto prima della loro trasformazione in disegni di legge, chiedendone il ritiro o comunque la sospensione fino alla conclusione di una complessiva rivalutazione costituzionale, finanziaria, amministrativa e sociale. Hanno dato un contributo al dibattito, attraverso interventi registrati, gli onorevoli Giovanni Maiorano di FdI e Francesca Viggiano del Pd. In aula, invece, per la Provincia il consigliere Vito Rossini. «Voi - ha detto il consigliere Luca Lazzaro di FdI - chiedete di sospendere l'autonomia differenziata. Noi vi chiediamo di smettere di sospendere Taranto: sospesa nella sporcizia, nell'incertezza, nella crisi delle sue aziende e nell'assenza di una prospettiva». 
Il consigliere Massimiliano Stellato, pur essendo espressione di Forza Italia, ha manifestato, invece, preoccupazione per i possibili effetti ai danni del Mezzogiorno prodotti da questa nuova legge. Il consigliere Adriano Tribbia di Prima Taranto ha, invece, detto che l’Amministrazione comunale dovrebbe trattare altre questioni che riguardano la cittadinanza. Il capogruppo del Pd Alexia Serio ha replicato: «Questa legge, in realtà, riguarda proprio noi amministratori dei comuni perché non saremo più nella condizione economica di offrire servizi adeguati alla nostra cittadinanza». «Ci troviamo di fronte - ha detto infine Giandomenico Vitale di Unire Taranto - a un progetto politico vergognoso, che non solo non guarda alle esigenze del nostro paese, ma nella pratica, rischia di affossare ulteriormente le regioni da cui i rappresentanti delle forze di governo e degli enti oggi in aula, provengono».