Gamindo raccoglie 1,4 mln euro. Nel round i founder di Bending Spoons, l'ex cfo di Apple Maestri e Zacconi. Ora punta sull'AI training - BeBeez

Gamindo, startup trevigiana fondata nel 2019 da Nicolò Santin e Matteo Albrizio, ha chiuso un round seed da 1,4 milioni di euro, al quale  hanno partecipato i soci del Club degli Investitori, Vento, Doorway, Zanichelli Venture, Nova Venture e LM Holding, insieme a un gruppo di angel investor con una forte esperienza nel mondo tech a livello globale: tutti i quattro co-fondatori di Bending Spoons (Luca Ferrari, Matteo Danieli, Francesco Patarnello, Luca Querella), Luca Maestri (ex cfo di Apple), Riccardo Zacconi (fondatore di King / Candy Crush), Claudio Erba (fondatore di Docebo), Alessio Artuffo (ceo di Docebo), Giuseppe Tomasello (fondatore di Edugo) e Duccio Vitali (ceo di Alkemy Group) (si vedano qui il comunicato stampa e qui il post Linkedin).

Con questo round, Gamindo rafforza il proprio percorso di crescita dopo il primo finanziamento da 500 mila euro raccolto nel 2021, guidato da Luiss Alumni 4 Growth (LA4G,  l’investment club dei laureati dell’Università Luiss di Roma) e al quale avevano partecipato Wellness Holding (family office di Nerio Alessandri, fondatore di Technogym), Moffu Labs (club deal di imprenditori e manager di grandi aziende), Andrea Rota (managing director del Club degli Investitori di Torino), Simone Cimminelli (angel investor e presidente di SIS) e Matteo Fabbrini (co-fondatore di diverse aziende tra cui Maikii, Exclama, Foodracers e Reward) (si veda altro articolo di BeBeez).

Il nuovo capitale sarà investito soprattutto nel rafforzamento dei team prodotto e vendite, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo tecnologico e la crescita commerciale internazionale. Gamindo sta infatti cercando, tra le altre figure, backend e frontend developer, un founding account executive, un instructional designer e un sales development representative.

Ma il round fotografa soprattutto la trasformazione del modello di business della startup rispetto agli inizi. Gamindo era infatti nata come sviluppatore di videogiochi brandizzati per aziende, istituzioni e influencer, con una componente di social impact che permetteva agli utenti di effettuare donazioni attraverso il gioco. Aveva lavorato tra gli altri con Barilla, Lavazza, Coca-Cola, Chiara Ferragni Collection e Discovery.

Negli anni successivi il know-how accumulato nello sviluppo di giochi su misura è stato progressivamente trasformato in un prodotto scalabile. Gamindo si presenta oggi come una piattaforma B2B SaaS per la formazione aziendale, attraverso la quale le imprese possono creare autonomamente, senza competenze tecniche, esperienze formative interattive, personalizzate e misurabili. Nel suo post Linkedin di ieri Santin ha spiegato: “Negli ultimi 12 mesi abbiamo fatto una scelta importante: trasformare Gamindo da business consulenziale a azienda di prodotto. È stata una transizione profonda, che ha richiesto molti cambiamenti: prodotto, team, processi e molto altro. Una scelta coraggiosa, con non poche difficoltà, ma che oggi possiamo dire di aver completato al 100%. Gamindo oggi è quindi una piattaforma per permettere alle aziende di creare e distribuire, in modo semplice e veloce, formazione interattiva, personalizzata e misurabile. Il prodotto ha già diversi clienti in Italia, Europa e USA, ed è usato da realtà come Prada, L’Oréal Italia e Aon. Contestualmente al round, annunciamo il lancio di un nuovo verticale dedicato all’AI Literacy & AI Adoption, per supportare le aziende nell’alfabetizzazione prevista dall’AI Act e nell’adozione efficace e consapevole dell’AI, attraverso una formazione coinvolgente, scalabile e concreta”.

Matteo Albrizio, cpo e cofondatore di Gamindo, ha spiegato: “Comprare una licenza Copilot o Claude non basta per aumentare la produttività: bisogna insegnare alle persone come utilizzare concretamente questi strumenti nel proprio lavoro. La formazione deve partire da use case pratici e trasformarsi in esperienze interattive e personalizzate. Abbiamo dunque deciso di aprire questo nuovo verticale per aiutare le aziende ad aumentare la produttività delle persone, misurandone la reale adozione”.

L’ingresso di investitori provenienti direttamente dal mondo del software e dell’edtech appare coerente con questa evoluzione. Gian Piero Pepino e Federico Mussetto, soci del Club degli Investitori, hanno commentato: “Abbiamo investito in Gamindo perché risolve un problema che conosciamo bene: la formazione aziendale spesso si subisce, invece di diventare un vantaggio competitivo. Con l’intelligenza artificiale la posta in gioco si alza ulteriormente: le aziende introducono nuovi strumenti ogni giorno, ma il valore nasce solo quando le persone li fanno propri nel lavoro quotidiano. Nicolò, Matteo e il loro team hanno costruito qualcosa di raro: una piattaforma che trasforma contenuti e competenze in percorsi pratici, personalizzati, coinvolgenti e misurabili. È un approccio che può cambiare, concretamente, il modo in cui le imprese fanno crescere chi ci lavora”.

Enrico Poli, director di Zanichelli Venture, ha infine dichiarato: “La nostra scommessa su Gamindo è semplice: nei prossimi anni, progettare un’esperienza formativa interattiva e coinvolgente, personalizzata per ogni persona, sarà facile come preparare una presentazione. Nicolò e Matteo stanno costruendo lo strumento che lo renderà possibile, partendo dalla formazione aziendale e lavorando con alcune delle multinazionali più rilevanti sul mercato”.