G20 Finanze, la Cina dissente dalla dichiarazione finale: manca l'unanimità sui nodi chiave
I ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali del G20 si sono riuniti ad Asheville, nella Carolina del Nord, per discutere dell'economia globale. La Cina ha però sollevato obiezioni su alcuni punti del documento, tra cui quelli relativi agli squilibri economici globali.
G20 ad Asheville: la Cina solleva obiezioni sulla dichiarazione congiunta
I ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali del G20 si sono riuniti il 31 agosto e l'1 settembre 2026 ad Asheville, nella Carolina del Nord.
Alla fine del vertice di due giorni, il segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha affermato durante una conferenza stampa che 19 membri del G20 hanno concordato sulla dichiarazione finale.
Over the past few days, we have convened the world’s leading economic policymakers and business leaders here in Asheville around a common purpose of stronger growth.
Every discussion brought us back to the same conviction: growth is the strongest foundation for durable… pic.twitter.com/PtiSfqY8hg
— Treasury Secretary Scott Bessent (@SecScottBessent) September 2, 2026
"Riteniamo che un flusso ininterrotto di esportazioni a basso costo da parte di economie non basate sul mercato non sia sostenibile", ha dichiarato Bessent.

Credo che il fatto che 19 Paesi abbiano voluto affrontare la questione dimostri l'enormità del problema.
G20 ad Asheville, la dichiarazione finale
Al termine degli incontri, il Dipartimento del Tesoro americano ha diffuso una dichiarazione congiunta. La dichiarazione è composta da 17 paragrafi e, in una nota a piè di pagina, specifica che la Cina "ha sollevato obiezioni ai paragrafi 4, 10, 11 e 13".
Nello specifico, il Dipartimento del Tesoro americano ha indicato che la Cina ha contestato un paragrafo nel quale 19 paesi hanno espresso preoccupazione per le continue interruzioni del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Questa via navigabile è di fatto chiusa da Teheran dopo i primi attacchi di Israele e degli Stati Uniti contro l'Iran. Prima della guerra, attraverso questa rotta commerciale transitava un quinto del petrolio globale.
La Cina ha contestato anche il paragrafo in cui si afferma "che i paesi dovrebbero adottare misure per eliminare le politiche e le pratiche non di mercato che aggravano gli squilibri".
"In particolare, i paesi con surplus esterni eccessivi e persistenti dovrebbero eliminare le distorsioni che limitano i consumi interni e che comportano un'eccessiva dipendenza dalle esportazioni per la crescita", si legge nella dichiarazione.
Un altro paragrafo contestato dalla Cina riguarda invece la "sorveglianza degli squilibri globali" da parte del Fondo monetario internazionale. L'ultimo cita invece "i paesi in cui una quota significativa del debito estero è dovuta ai membri del G20".
G20, polemiche sulla partecipazione della Russia
La partecipazione della Russia ha provocato polemiche. Il ministro delle Finanze russo, Anton Siluanov, ha partecipato di persona all'apertura dei lavori del G20 ad Asheville, per la prima volta dall'inizio della guerra in Ucraina nel 2022. Alcuni rappresentanti europei hanno espresso preoccupazione per la decisione di accogliere il rappresentante russo.
Interrogato sulla questione, il presidente americano Donald Trump ha commentato:

Ci piace andare d'accordo con tutti.