Furti ostie consacrate in tutta Italia, dalla Sicilia alla Lombardia
Tre furti di ostie consacrate in pochi giorni, tra Scordia nel Catanese, Pavia e il Mantovano. Nel mirino tabernacoli e pissidi, mentre gli oggetti di maggior valore vengono spesso lasciati sul posto. I vescovi parlano di "atto sacrilego" e invitano i fedeli alla preghiera, mentre tra le ipotesi degli inquirenti c'è quella delle messe nere. Non risultano collegamenti tra gli episodi, ma la concentrazione riapre il tema dei furti sacrileghi
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Nel giro di pochi giorni alla fine di agosto, tre chiese italiane sono state profanate con lo stesso obiettivo: le ostie consacrate. È accaduto a Scordia, nel Catanese, a Pavia e a Poggio Rusco, nel Mantovano. In tutti i casi i ladri hanno forzato o portato via il tabernacolo, trascurando spesso gli oggetti di valore economico più alto. I vescovi delle diocesi coinvolte hanno parlato di gesti sacrileghi e hanno chiamato le comunità alla preghiera di riparazione. Al momento non emergono elementi che colleghino tra loro gli episodi, ma la loro concentrazione ravvicinata colpisce e riporta l'attenzione su un fenomeno già registrato altrove nei mesi scorsi.
Cosa hanno in comune i tre furti
Il tratto che accomuna i tre casi è la scelta del bersaglio. A essere presi di mira non sono stati i beni di maggior pregio, ma il contenuto dei tabernacoli, cioè le particole consacrate che per la Chiesa cattolica rappresentano il Corpo di Cristo. Pissidi e vasi sacri hanno in genere un valore di mercato modesto, e la loro sottrazione trasforma il furto in una profanazione. È questo elemento che, in episodi analoghi avvenuti in Italia negli ultimi mesi, ha spinto sacerdoti e inquirenti a interrogarsi sul movente, arrivando in alcuni casi a ipotizzare l'impiego delle ostie in riti anticristiani. Si tratta però solo di ipotesi, che dovrebbero eventualmente trovare conferma negli accertamenti.
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Scordia (Catania), rubata la pisside dalla chiesa di Santa Maria Maggiore
Il primo episodio è avvenuto nella notte tra venerdì 28 e sabato 29 agosto a Scordia, nel Catanese. Dalla chiesa di Santa Maria Maggiore è stata portata via la pisside con le ostie consacrate, insieme ad alcuni oggetti di arredo sacro. Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, gli autori sarebbero entrati dall'alto, forzando una vetrata, e uno di loro si sarebbe ferito lasciando tracce di sangue sul pavimento: un dettaglio su cui i carabinieri contano di eseguire accertamenti. A dare l'allarme è stato il parroco, don Franco Messina. Il vescovo di Caltagirone, Calogero Peri, ha definito l'accaduto un "furto sacrilego": "Ci ferisce e ci addolora l'azione sacrilega compiuta", ha scritto, sottolineando che il gesto "colpisce per la sua gravità la comunità cristiana di Scordia, ma pure dell'intera Diocesi". Peri ha invitato le parrocchie a organizzare celebrazioni e preghiere di riparazione "per il male commesso".
Pavia, profanata la cappella del cimitero
Nello stesso fine settimana è stata violata la cappella del cimitero di San Giovannino, a Pavia. Alcuni fedeli, sabato mattina, hanno trovato la porta aperta e il tabernacolo divelto, con alcune ostie a terra: le particole sono state raccolte e portate in Duomo. Il vicario generale della diocesi, don Daniele Baldi, ha presentato denuncia ai carabinieri, che hanno avviato le indagini. Il vescovo Corrado Sanguineti ha parlato di "gravissimo atto sacrilego" e ha invitato i fedeli a pregare affinché "gli autori di questo atto si ravvedano e possano riconsegnare le sante particole consacrate e sottratte". "La modalità del furto fa pensare a una voluta profanazione e una sottrazione intenzionale dell'Eucaristia", ha spiegato. Venerdì 4 settembre, alle 16, celebrerà una messa di riparazione nella cappella.
Poggio Rusco, rubato il tabernacolo nel Mantovano
Il terzo caso riguarda la chiesa di Santa Maria Maddalena, nella frazione di Stoppiaro di Poggio Rusco, nel Mantovano. Tra venerdì e sabato ignoti hanno forzato la porta posteriore, hanno raggiunto l'altare maggiore e hanno smurato il tabernacolo: un'opera in marmo risalente agli anni Cinquanta, del valore di circa seimila euro, con all'interno una cassa metallica dorata che al momento del furto era vuota. Il danno non è coperto da assicurazione. "È un furto sacrilego che colpisce tutta la comunità e offende la fede", ha commentato il sindaco Fabio Zacchi, auspicando che i responsabili si pentano e restituiscano l'arredo sacro.
La pista delle messe nere
Sul movente i carabinieri stanno ancora lavorando. Tra le ipotesi al vaglio c'è quella delle messe nere o delle pratiche legate a sette sataniche, che spiegherebbe l'interesse per le sole ostie consacrate a fronte di un bottino economico modesto. È una traccia che gli investigatori maneggiano con cautela e che dovrà eventualmente trovare conferma negli accertamenti. I furti sacrileghi registrati in Italia nel corso dell'estate, da Nord a Sud, hanno alimentato il sospetto di un mercato di particole consacrate sempre più attivo.
Un fenomeno non isolato
I tre episodi si inseriscono in una scia più ampia registrata in Italia negli ultimi mesi. Ad agosto erano stati profanati due santuari nel Bresciano, la Rotonda di Pumenengo e la Madonna in Pratis di Rudiano, con il furto delle ostie e la dispersione di altre particole a terra. A inizio mese, a Cattolica, era stato divelto il tabernacolo della chiesa di San Giorgio in Conca, con le ostie ritrovate all'esterno. Casi simili si erano verificati nel Fermano a luglio e in una cappella ospedaliera a Roma a giugno. In diverse occasioni le indagini non hanno ancora chiarito né gli autori né il movente.