Frontiera Italia-Slovenia. Schengen resta sospeso fino al 18 dicembre. Il ministro Ciriani: «12mila persone irregolari fermate e ben 711 arresti»

​PORDENONE - Si è concluso questa mattina a Villa Cattaneo l'incontro trilaterale tra il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e i rispettivi di Croazia e Slovenia, i ministri Davor Božinović e Franci Matoz. Al centro della seduta i temi della sicurezza alle frontiere e lungo la rotta balcanica, ma soprattutto la sospensione al trattato di Schengen, tuttora in vigore tra Italia e Slovenia dopo gli attacchi del 7 ottobre. 

L'incontro

Il vertice è iniziato, puntuale alle 11: all'interno di Villa Catteo si sono ritriovati gli entourage dei tre delegati alla sicurezza interna ai confini.

Per l'Italia era presente anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e il Vice Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Vannia Gava.

Schengen Italia-Slovenia

Quello di oggi è il settimo vertice trilaterale tra i tre Paesi: il primo, convocato il 2 novembre 2023 a Trieste, in seguito agli attacchi di Hamas ad Israele del 7 ottobre, aveva dato il via a un rafforzameno dei controlli e pattugliamenti ai valici di frontiera. Si era poi deciso anche per la sospensione del trattato di Schengen, che sancisce la libertà di movimento tra i confini degli stati membri dell'Ue. La sospensione durerà, secondo le disposizioni attuali, fino al 18 dicembre 2026.

«Una misura che è stata adottata con equilibrio, ponderazione, adeguatezza e con modalità tali che non ha praticamente per nulla inciso rispetto a quelli che sono gli attraversamenti di quel confine dei nostri rispettivi cittadini», ha dichiarato Piantedosi al termine dell'incontro, ricordando soprattutto chi attraversa i confini per motivi lavorativi. A ribadire il punto anche il ministro Luca Ciriani, che parla di una «scelta giusta, opportuna e vincente, lo dimostrano i numeri che il ministero degli Interni oggi ci consente di diffondere, 1,6 milioni di persone controllate 750mila veicoli controllati 12mila persone irregolari fermate e ben 711 arresti» (dal 20 novembre 2023 ad oggi, ndr.).

L'annuncio: «Dialoghi in corso per aprire a gestione dei confini condivisa»

Piantedosi ha poi rassicurato sulle intenzioni del Governo per quanto riguarda la gestione del confine sloveno: l'obiettivo è ripristinare al più presto la situazione di normalità. E in questo senso ha confemato quanto anticipato dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani qualche giorno fa: «sono iniziati i dialoghi per allestire anche con la Slovenia modalità operative simili a quelle già operativa a Mentone, sul confine francese con una gestione condivisa al confine». Nel frattempo, già a luglio Slovenia e Croazia hanno ripristinato le misure previste dall'accordo di Schengen, optando per misure di controllo alternative.  

La situazione ai confini esterni all'UE

Nel frattempo, però si guarda anche alla situazione alle frontiere con i paesi extra Ue, con un'attenzione particolare al confine con Bosnia e Serbia. «Per il superamento della situazione attuale il più presto possibile - ha concludo Piantedosi - serve una migliore cornice di sicurezza rafforzando i controlli ai confini esterni dell'Unione, aiutando soprattutto la Croazia che rappresenta su quel versante il confine esterno e rilanciando il ruolo di Frontex che oggi non viene espresso al meglio delle potenzialità».